27 Gennaio 2023

5.1. L'ISTRUZIONE SECONDO IL VATICANO

Per sapere come il Vaticano concepisce l’educazione, e a quali rischi si va dunque realmente incontro proseguendo con un atteggiamento accondiscendente, conviene, oltre a conoscere la Storia, rileggersi cosa riportano alcuni testi promulgati da Giovanni Paolo II.
Nel Catechismo della Chiesa Cattolica si legge:
Canone 1793: «L’educazione della coscienza è indispensabile per essere umani esposti a influenze negative e tentati dal peccato a preferire il loro proprio giudizio e a rifiutare gli insegnamenti certi».
Canone 2229: «I genitori, nei limiti del possibile, hanno il dovere di scegliere le scuole che li possano aiutare nel migliore dei modi nel loro compito di educatori cristiani. I pubblici poteri hanno il dovere di garantire tale diritto dei genitori e di assicurare le condizioni concrete per poterlo esercitare».
Canone 2223: «…chi ama il proprio figlio usa spesso la frusta… Chi corregge il proprio figlio ne trarrà vantaggio…» (peraltro una citazione biblica).
istruzione-secondo-vaticano
Spulciando il Codice di Diritto Canonico emerge come la Chiesa si arroghi il diritto di intervenire nell’istruzione statale, mentre lo Stato non deve mettere becco nell’educazione cattolica: e in generale l’ultima parola è sempre meglio lasciarla a parroci e vescovi. Niente di nuovo, per carità: nient’altro che la riproposta di quanto già applicato per due millenni. Nel luglio 2006 il cardinale Scola (CL) si è fatto latore di una proposta ancora più drastica: che lo Stato smetta di gestire la scuola pubblica, affidandola “alla società civile”.
Alcuni passi tratti dal Codice di Diritto Canonico:
Canone 794: «A titolo speciale il dovere e il diritto di educare spetta alla chiesa…»
Canone 797: «È necessario che i genitori nello scegliere le scuole godano di vera libertà; di conseguenza i fedeli devono impegnarsi perché la società civile riconosca ai genitori questa libertà e, osservata la giustizia distributiva, la tuteli anche con sussidi».
Canone 799: «I fedeli facciano di tutto perché nella società civile le leggi, che ordinano la formazione dei giovani, contemplino nelle scuole stesse anche la loro educazione religiosa e morale, secondo la coscienza dei genitori».
Canone 800: «È diritto della Chiesa fondare e dirigere scuole di qualsiasi disciplina, genere e grado. L’istruzione e l’educazione nella scuola cattolica deve fondarsi sui principi della dottrina cattolica; i maestri si distinguano per retta dottrina e per probità di vita».
Canone 804: «All’autorità della Chiesa è sottoposta l’istruzione e l’educazione religiosa cattolica che viene impartita in qualunque scuola o viene procurata per mezzo dei vari strumenti di comunicazione sociale; spetta alla Conferenza Episcopale emanare norme generali su questo campo d’azione, e spetta al Vescovo diocesano regolarlo e vigilare su di esso».
Canone 807: «È diritto della Chiesa istituire e dirigere università di studi, che contribuiscano a una più profonda cultura degli uomini e a una più piena promozione della persona umana e altresì ad adempiere la funzione d’insegnare della Chiesa stessa».
Canone 809: «Le Conferenze Episcopali curino che ci siano, se possibile e conveniente, università di studi o almeno facoltà, distribuite in modo appropriato nel loro territorio, nelle quali le diverse discipline, salvaguardata senza dubbio la loro autonomia scientifica, siano studiate e insegnate, tenuto conto della dottrina cattolica».
Canone 813: «Il Vescovo diocesano abbia una intensa cura pastorale degli studenti, anche erigendo una parrocchia, o almeno per mezzo di sacerdoti a ciò stabilmente deputati, e provveda che presso le università, anche non cattoliche, ci siano centri universitari cattolici, che offrano un aiuto soprattutto spirituale alla gioventù».23
23. UAAR, Scuola, Uaar.it.

cookie