23 Ottobre 2020

5.5. RISCHIO DI UNA CONTRAFFAZIONE?

Nel 2003 uno studioso russo, il docente dell'Università Statale di Mosca V.A. Saharov pubblicò il libro Il testamento politico di Lenin. Verità storiche e miti della politica, in cui viene messa in dubbio la paternità leniniana di numerosi passaggi del documento. Per chi possa interessare la questione, non priva di importanza storico e politico, essendo stata ampiamente usata sia come argomento di lotta interna al partito sia come elemento cardine dell'antistalinismo, può trovare il saggio sul web18. Qui ne riportiamo solo un estratto:
«Tra i miti che sono legati alla vita e all'opera di V. I. Lenin, il più subdolo, raffinato e al tempo stesso il più distruttivo nelle sue conseguenze politiche ed ideologiche è il mito del cosiddetto “Testamento Politico” di V. I. Lenin, che raccoglie un certo numero di documenti, conosciuti anche come Ultimi articoli e lettere. Il problema scientifico che ci troviamo di fronte consiste nell'accertare che ciascuno di questi documenti sia effettivamente opera di V. I. Lenin. Quindi l'esame di tutti questi documenti è una questione di verifica. Queste lettere sono dattilografate. V. I. Lenin non ha firmato nessuno di questi documenti o lettere, ed essi non possono essere verificati come tali. La firma sotto il testo battuto a macchina è “AM. V.” o “L. F.” Queste iniziali non possono sostituire un documento autografo o una copia firmata da Lenin. È un fatto che la paternità di Lenin riguardo questi documenti, resa pubblica fin dall'inizio, malauguratamente non è mai stata messa in dubbio. Vi è stato il riconoscimento del fatto che essi sono stati scritti da V. I. Lenin. Ciò è stato accettato persino dallo stesso Stalin.
[…] Tuttavia, un'analisi scientifica esige che tali documenti siano esaminati dal punto di vista storico. Le analisi storiche non devono essere concepite per mostrare o provare che questo o quel documento non appartengono a V. I. Lenin. Piuttosto l'onere della prova deve pesare nell'altro senso: l'analisi deve provare che queste lettere appartengono effettivamente all'insieme delle opere che ricadono sotto la paternità di V. I. Lenin. L'autore ha studiato i documenti ed ogni possibile archivio disponibile di tutti i materiali, ed è giunto alla seguente conclusione. Parlando concretamente, nell'analisi del cosiddetto “Testamento” si applica la seguente logica: voi potete dividere i documenti in due parti:
1) quelli in cui la paternità di Lenin è dimostrata completamente e senza alcun problema attraverso metodi differenti,
2) quelli in cui la paternità di Lenin non può essere provata tramite alcun mezzo scientifico.
A questo proposito dobbiamo dichiarare con forza che in nessuno dei testi di Lenin inconfutabilmente riconosciuti, e nella loro forma originale, è presente alcun pensiero o un'espressione contro Stalin. Tuttavia, in questa parte del controverso “Testamento” di V. I. Lenin (vale a dire ciò che noi riteniamo non appartenere alla mano di Lenin) avviene esattamente l'opposto: essa è piena di antistalinismo ed è politicamente motivata a questo fine».
18. V. A. Sacharov, La contraffazione, cit.