23 Ottobre 2020

3. L'IMPEGNO MONDIALE PER LA PACE

L'URSS è la potenza che più di ogni altra nel XX secolo si è impegnata per la pace. La pace che propone chiaramente non è una pace sociale che legittimi il mantenimento di rapporti di subordinazione e sfruttamento presenti ancora nella maggior parte dei paesi del mondo, in particolar modo nelle colonie. La pace che propone è la mobilitazione popolare e internazionale per evitare lo scoppio di nuove guerre imperialiste da parte delle potenze capitaliste occidentali. È nell'interesse del gruppo dirigente bolscevico garantire un pacifico sviluppo dei paesi socialisti, rimasti prostrati dalla seconda guerra mondiale, e allo stesso tempo garantire supporto politico ed economico ad ogni popolo e paese che si rivolti contri l'imperialismo, sia esso coloniale o neocoloniale. Come ricorda Giovanna Tanti64,
«già durante il primo congresso del COMINFORM, nel settembre del 1947, Ždanov, interpretando le direttive della politica di Stalin verso gli Stati Uniti, detta i compiti strategici del movimento comunista, indicando nella promozione di un forte movimento antimilitarista, patriottico e pacifista lo strumento per indebolire il mondo capitalista e sottrarlo all’egemonia americana. Come ulteriore passo in questa direzione, il Politbjuro sovietico decide di organizzare a Parigi nell’aprile 1949 il primo Congresso mondiale per la pace. La risoluzione approvata per l’occasione indica come obiettivo del congresso quello di “coinvolgere i circoli democratici e le masse popolari di vari paesi nella campagna per la lotta per la pace duratura”.»
La manovra non è solo tattica o strumentale, come si potrebbe malignamente pensare, ma è strategica: lo sviluppo umano non passa per la guerra, se non quando strettamente necessario e quindi in determinate e limitate casistiche (come ad esempio una guerra difensiva e/o di liberazione nazionale). La minaccia di una guerra a tutto campo lanciata dalle potenze imperialiste, mai scemate nel loro viscerale anticomunismo, è infine altamente concreta, e non in maniera infondata, dal punto di vista bolscevico. Mantenendo sempre alta la bandiera dell'internazionalismo proletario l'URSS mobilita i comunisti di ogni paese nella costruzione di un enorme movimento per la pace, e allo stesso tempo porta avanti la battaglia di emancipazione del “Terzo Mondo” dall'oppressione imperialista, appoggiando e cercando di indirizzare politicamente la Conferenza di Bandung del 1955 dei paesi non allineati. Per promuovere la pace anche dal punto di vista culturale crea il “Premio Stalin per la pace”, come alternativa ad un Premio Nobel già sufficientemente screditato anche all'epoca.
64. G. Tanti, I partigiani della pace, Osp.provincia.pisa.it.