05 Dicembre 2020

2. DALLA TENTATA RIVOLUZIONE MONDIALE ALLA GUERRA FREDDA

Per introdurre il tema di questo capitolo, strettamente collegato con quello seguente dedicato alle conquiste spaziali dell'URSS, è molto utile questo estratto di Andrea Martocchia8, specie nella denuncia finale con cui evidenzia la sistematica cancellazione da parte dell'Occidente capitalista di tutte le conquiste culturali ottenute dai sovietici:
«Il settore della difesa, anche dopo la guerra contro i “bianchi” e dopo la Grande Guerra Patriottica, conservò necessariamente un carattere trainante per lo sviluppo scientifico e tecnologico a causa della Guerra Fredda, quando cioè l'URSS e tutto l'arcipelago socialista furono soggetti alla minaccia nucleare da parte occidentale. È importante qui ricordare che la minaccia non fu solamente velata o verbale, e che la situazione, rispetto agli armamenti nucleari, non era affatto simmetrica, all'inizio: viceversa, dopo il lancio “dimostrativo” delle armi di sterminio statunitensi su Hiroshima e Nagasaki, vennero approntati negli Stati Uniti d'America piani operativi per un attacco nucleare di primo colpo contro l'URSS. Piani che sono stati rivelati ed illustrati per filo e per segno negli ultimi anni, con la declassificazione di molta documentazione ufficiale dell'epoca.
Fu questa minaccia di annientamento che determinò scelte difficilissime ma obbligate per l'URSS: dalla costituzione del Patto di Varsavia fino allo sviluppo di un proprio arsenale nucleare. Anche le scienze spaziali, in cui l'URSS primeggiò (si pensi agli Sputnik, alla cagnetta Laika, a Jurij Gagarin o a Valentina Tereškova), ebbero necessariamente un legame stretto con il settore militare, e ricevettero il sostanziale impulso delle necessità propagandistiche della Guerra Fredda. Quest'ultima determinò, di fatto, le scelte di molti scienziati che avevano a cuore il socialismo: non solo scienziati sovietici, ma anche di altri paesi […]. Il sistema sovietico dell'istruzione - basato sul diritto all'apprendimento uguale per tutti, su di una didattica fondata su concezioni avanzate, sul merito come criterio per l'avanzamento professionale, sull'utilità sociale e su investimenti appropriati nei settori di interesse generale - consentì la formazione di intere generazioni di ricercatori d'eccellenza. In campi come la matematica e la fisica teorica l'URSS produsse cervelli e risultati avanzatissimi, difficilmente paragonabili a quelli degli altri paesi negli stessi anni. Penso a scienziati premi Nobel come Lev Davidovič Landau, ma penso anche a tantissimi altri, impegnati in moltissime discipline, pure certamente in ambito umanistico (storico, linguistico, eccetera). Non c'è qui lo spazio per soffermarsi ancora su singole conquiste scientifiche o biografie: rimando perciò ai manuali scientifici delle edizioni Mir, oppure alle opere ciclopiche della Accademia delle Scienze dell'URSS... Ricordiamoci che perdita terribile è stata, per tutti noi operatori in ambito scientifico, quando le librerie Italia-URSS hanno chiuso e tanti testi sono diventati introvabili».
8. A. Martocchia, Problemi della ricerca scientifica in URSS, CCDP all'interno di A. Catone & E. Susca (a cura di), Problemi della transizione al socialismo in URSS, cit.