28 Febbraio 2024

4.01. LA FABBRICA DEL FALSO NELLA STORIA PIÙ RECENTE

La realtà storica degli ultimi decenni ci dice che di fronte alla crescita di importanza dell’opinione pubblica e alla sua refrattarietà a legittimare interventi militari ingiustificati, ogni tipo di intervento imperialista guerrafondaio è stato preceduto da una accurata campagna di disinformazione guidata dal potere politico e portata avanti da media compiacenti. Michel Collon è un giornalista belga che si è occupato molto della tematica. Nel 2011, ragionando sulle modalità con cui i media occidentali hanno “documentato” le più recenti guerre portate avanti dai paesi occidentali, Collon25 ha identificato queste quattro regole basilari della guerra di propaganda:
«1. Nascondere gli interessi. I nostri governi si battono per i diritti umani, la pace o qualche altro nobile ideale. Non presentare mai la guerra come un conflitto tra opposti interessi sociali ed economici.
2. Demonizzare. Per ottenere il sostegno dell’opinione pubblica, ogni guerra va preparata attraverso una menzogna mediatica spettacolare. Poi bisogna continuare a demonizzare l’avversario soprattutto reiterando immagini di atrocità.
3. Tacitare la Storia! Nascondere la storia e la geografia della regione rende incomprensibili i conflitti locali, scatenati ed alimentati dalle grandi potenze stesse.
4. Organizzare l’amnesia. Evitare di rammentare precedenti gravi manipolazione dei media, che renderebbero il pubblico troppo sospettoso».
Sempre lo stesso Collon26 nel 2008 aveva fatto un piccolo inventario di alcuni casi recenti del secondo Novecento che testimoniano come alla base di un intervento imperialista ci sia sempre stata una preparazione dell’opinione pubblica per mezzo di false notizie.
Prendiamo spunto per presentare alcuni casi in formato sintetico, mentre ad altri più recenti daremo un rilievo maggiore:
«Vietnam (1964-1975)
Menzogna mediatica: il 2 e il 3 agosto il Vietnam del Nord ha attaccato due imbarcazioni statunitensi nel Golfo del Tonchino. Ciò che abbiamo saputo in seguito: l’attacco non è mai esistito. È stato un’invenzione della Casa Bianca. Obiettivo reale: impedire l’indipendenza del Vietnam e mantenere la dominazione statunitense sulla regione. Conseguenze: milioni di vittime, malformazioni genetiche (agente arancio), enormi problemi sociali.
Granada (1983)
Menzogna mediatica: si accusa la piccola isola dei Caraibi di costruire una base militare sovietica e di mettere in pericolo la vita di medici statunitensi. Ciò che abbiamo saputo in seguito: totalmente falso. Il presidente Reagan ha costruito il pretesto da cima a fondo. Obiettivo reale: impedire le riforme sociali e democratiche del Primo Ministro Bishop (che è stato assassinato). Conseguenze: repressione brutale e ristabilimento dell’influenza di Washington.
Panama (1989)
Menzogna mediatica: l’invasione aveva come pretesto la cattura del presidente Noriega per traffico di droga. Ciò che abbiamo saputo in seguito: Noriega era un prodotto della CIA ma reclamava la sovranità del canale al momento della cessazione della concessione agli USA. Intollerabile per gli Stati Uniti. Obiettivo reale: conservare il controllo statunitense su questa via di comunicazione strategica. Conseguenze: i bombardamenti statunitensi hanno ucciso tra i 2.000 e i 4.000 civili, ignorati dai mezzi di comunicazione. […]
Somalia (1993)
Menzogna mediatica: Kouchner “sale sulla scena” come eroe di un intervento umanitario. Ciò che abbiamo saputo in seguito: quattro società statunitensi avevano comperato un quarto del sottosuolo somalo, ricco di petrolio. Obiettivo reale: controllare una regione militarmente strategica. Conseguenze: non riuscendo a controllarla, gli Stati Uniti sottoporranno la regione ad un caos interminabile».
25. M. Collon, Le regole della propaganda di guerra, Michelcollon.info-CCDP, 28 marzo 2011.
26. M. Collon, 10 guerre, 10 menzogne mediatiche. Piccolo inventario della disinformazione, Michelcollon.info-CCDP, 22 maggio 2008.

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