01 Ottobre 2020

1.2. LO SVILUPPO AVANGUARDISTICO DELL'INFORMATICA

Uno dei luoghi comuni più ripetuti è che un regime socialista implichi un minore sviluppo tecnologico rispetto ai sistemi capitalisti. Ciò è stato smentito dalla Storia: quando i bolscevichi prendono il potere nel 1917 la Russia è un paese distrutto e con un ampio ritardo tecnologico-industriale sotto ogni aspetto. 40 anni dopo manda il primo uomo nello spazio, mostrando di aver superato l'Occidente in settori di avanguardia ad alto contenuto scientifico-tecnologico. Non solo: perfino uno storico reazionario come Graziosi è costretto, nella sua storia dell'URSS, a scrivere che «i primi computer sovietici, la serie Besm-1 creata da S.A. Lebedev a partire dal 1953, fossero di qualità comparabile, se non superiore, a quella dei primi Univac» occidentali. Stalin, segretario del Partito per 30 anni, ha condotto un paese agricolo che produceva con l'aratro e i cavalli e l'ha lasciato con la bomba atomica, un'industria efficiente, la capacità di lanciare nel giro di pochi anni nello spazio dei missili e con i computer, cioè con un tasso di sviluppo tecnologico in generale pari o superiore a quello dell'occidente capitalistico, che aveva subito di gran lunga molte meno distruzioni durante la seconda guerra mondiale (notare che gli USA non ne erano stati affatto toccati). In questo settore il declino inizia a causa degli errori di Chruščev, che ritarda di un decennio lo sviluppo della cibernetica considerandola una pseudoscienza e scoraggiandone quindi lo sviluppo. Nonostante ciò l'URSS continua a produrre indipendentemente e autonomamente diverse serie e modelli di computer per tutta l'epoca della sua esistenza, riservando il loro utilizzo soprattutto in ambito scientifico, aerospaziale e militare. I Minsk sono i computer non specializzati più utilizzati in Urss: fra il 1951 e il 1976 se ne costruiscono 2000 esemplari. In particolare i Minsk 2 e 22 dispongono di una memoria principale a nuclei di ferrite (da 4-8.000 byte) e una memoria secondaria a nastro o a tamburi magnetici. La velocità è di 5 mila operazioni al secondo, l'addizione in virgola mobile è eseguita in 72 microsecondi. Il Minsk-22 è anche il primo computer in grado di trattare lettere oltre che cifre. Nel 1971, la produzione sovietica di computer raggiunge i 1.200 esemplari l'anno. Alcuni di questi sono per l'epoca più potenti e validi di quelli occidentali. Il primo personal computer sovietico è realizzato nel 1985. Quattro anni dopo i modelli prodotti sono dodici, tra cui l'Iskra 1030 paragonabile come prestazioni ad un Ibm Pc-At. Per incrementare la produzione, visti gli scarsi risultati del Ministero per l'Informatica istituito nel marzo 1986, nel 1989 viene creato un Comitato di Stato per i computer e l'informatica (Gkvti). Il crollo dell'URSS impedisce a Boris Babayan, padre dei supercomputer sovietici, e a 33 dei suoi più stretti collaboratori, di proseguire i lavori a causa dell'assenza di fondi. L'obiettivo per realizzare Elbrus-III, un supercomputer da 10 miliardi di operazioni al secondo. Alla faccia di chi pensa che senza Bill Gates e Steve Jobs non avremmo le nostre tecnologie odierne. Il socialismo ha mostrato le sue capacità, riuscendo peraltro a fungere da stimolo della rivoluzione informatica avvenuta negli USA. Gli enormi sviluppi ottenuti dagli statunitensi nel campo dell'informatica e dell'elettronica sono dovuti infatti anch'essi in primo luogo alla volontà di vincere la “gara spaziale” con l'URSS.
4. Fonti usate: A. Graziosi, L'Urss dal trionfo al degrado, cit., pp. 225, 441; M. Bozzo, La grande storia del computer. Dall'abaco all'intelligenza artificiale, Dedalo-Leotardi.ddns.info, Bari 1996; V. Erkovič, Tra i protagonisti della corsa allo spazio, Rbth.com, 29 aprile 2013; F. Bartoloni, URSS, una storia dei computer (1948-1989), Punto-informatico.it, 30 gennaio 2009; per un approfondimento si consiglia L. Baldelli, Falsi occidentali duri a morire/1: il mito occidentale dell’arretratezza tecnologica sovietica, come l’URSS sviluppò la scienza informatica, Noicomunisti.wordpress.com, 31 aprile 2016.