18 Ottobre 2021

4.4. IL GOLPE FINANZIARIO DEL 2011

Nel 2014 Timothy Geithner, ex segretario del Tesoro del governo Obama, rivela nel suo saggio Stress Test che nell'autunno del 2011, quando la drammatica crisi economica aveva portato l'euro a un passo dal baratro, alcuni funzionari europei lo avevano avvicinato, proponendo un piano per far cadere il premier italiano Berlusconi. Lui lo rifiutò e puntò invece sull'asse col presidente della Bce Draghi per salvare l'unione e l'economia globale.
Scrive Geithner: «Ad un certo punto, in quell'autunno alcuni funzionari europei ci contattarono con una trama per cercare di costringere il premier italiano Berlusconi a cedere il potere; volevano che noi rifiutassimo di sostenere i prestiti dell'Fmi all'Italia, fino a quando non se ne fosse andato». Dopo queste dichiarazioni USA ed Unione Europea si sono rimpallati l'un l'altro la responsabilità politica di aver complottato per far cadere il Governo Berlusconi del 2011. Imbarazzo per il ministro italiano degli Esteri Federica Mogherini, che parla di una questione «che riguarda il passato» e che «ci ricorda come l’Italia abbia attraversato stagioni difficili. L’Italia ha voltato pagina». Quello che è certo, specifica la titolare della Farnesina, è che di questa vicenda non si sarebbe parlato durante gli incontri che il ministro ha tenuto durante la sua missione negli USA avvenuta in quei giorni. L'Italia, per bocca di un governo targato PD, ha ammesso insomma candidamente di essere un paese allo stato semicoloniale degli USA e del capitale finanziario internazionale.278 Una buona chiave di lettura sembra offrirla Lenin in Imperialismo, fase suprema del Capitalismo:
«Quando si tratta della politica coloniale dell'imperialismo capitalista deve notarsi che il capitale finanziario e la relativa politica internazionale, che si riduce alla lotta tra le grandi potenze per la ripartizione economica e politica nel mondo, creano tutta una serie di forme transitorie della dipendenza statale. Tale epoca è caratterizzata non soltanto dai due gruppi fondamentali di paesi, cioè paesi possessori di colonie e colonie, ma anche dalle più svariate forme di paesi asserviti che formalmente sono indipendenti dal punto di vista politico, ma che in realtà sono avviluppati da una rete di dipendenza finanziaria e diplomatica. Abbiamo già accennato a una di queste forme, quella delle semicolonie. […] Una forma un po' diversa di dipendenza finanziaria e diplomatica, pur con la indipendenza politica, ci è offerta dal Portogallo. Questo è uno Stato indipendente e sovrano, ma di fatto da oltre duecento anni, cioè dal tempo della guerra di successione spagnola (1700-1714), si trova sotto il protettorato dell'Inghilterra. L'Inghilterra assunse le difese del Portogallo e delle sue colonie per rafforzare la propria posizione nella lotta contro le sue rivali, Spagna e Francia, ottenendo in compenso privilegi commerciali, migliori condizioni per l'esportazione delle merci e specialmente del capitale nel Portogallo e nelle sue colonie e, infine, la possibilità di usarne le isole, i porti, i cavi telegrafici, ecc. Simili rapporti tra i singoli grandi e piccoli Stati esistettero sempre, ma nell'epoca dell'imperialismo capitalistico essi diventano sistema generale, sono un elemento essenziale della politica della “ripartizione del mondo”, e si trasformano in anelli della catena di operazioni del capitale finanziario mondiale».
278. Fonti usate: P. Pica, Geithner: «Nel 2011 una trama europea per far cadere Berlusconi», Il Corriere della Sera (web), 13 maggio 2014; Redazione Il Fatto Quotidiano, Caso Geithner, Berlusconi: “Lo sapevo, fu golpe”. Fonti Ue tirano in ballo gli Usa, Il Fatto Quotidiano (web), 13 maggio 2014.

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