23 Gennaio 2020

5. LA COSTITUZIONE SOVIETICA DEL 1936, LA PIÙ AVANZATA MAI CONCEPITA

«Altrettanto radicale fu il bisogno di democrazia e di partecipazione che si espresse nelle assemblee che discussero la nuova costituzione, varata nel 1936. Stampata in 60 milioni di copie, essa fu oggetto di dibattito in 527 mila riunioni che elaborarono oltre 150 mila emendamenti. Si trattò di una gigantesca consultazione di massa cui presero parte circa 36 milioni di persone».133
(Anne Louise Strong, da L'era di Stalin)
Come spiega bene Guido Fontana Ros134 «la Costituzione varata nel 1936 fu la più avanzata costituzione mai redatta prima di allora e rappresentò un modello cui ispirarsi. Nel 1946, in Italia, durante i lavori dell'Assemblea Costituente, parecchi articoli di questa Carta Costituzionale furono sia fonte di ispirazione che oggetto di discussione».
La necessità di realizzare tale Costituzione derivava dagli enormi cambiamenti socio-economici intervenuti nel Paese nel giro di pochissimi anni. Il consolidamento del socialismo richiedeva di ridefinire il funzionamento del sistema, ma, come Stalin precisa il 25 novembre del 1936 nel rapporto sul progetto di Costituzione, non si trattava di farne un programma per il futuro, ma di stabilire nel presente compiti e natura dello stato sovietico. È stato fatto notare135 che
«la Costituzione del 1936 è quindi la esaltazione istituzionale del programma che il partito bolscevico aveva realizzato, sotto la guida di Stalin, dal 1924 al 1936. I risultati raggiunti sarebbero però stati messi a dura prova subito dopo la sua approvazione. Difatti, anche se Bucharin aveva fatto parte della commissione che aveva elaborato il testo della Costituzione, lo scontro tra la linea vincente di Stalin e l'opposizione che a questa linea si andava acuendo porterà ai grandi processi e quindi alla riapertura di un conflitto che dava il senso di una situazione non stabilizzata. Inoltre l'approssimarsi della guerra sconvolgeva tutto il quadro su cui erano fondate le previsioni di sviluppo del socialismo. Nonostante ciò, la realtà fotografata dalla nuova Costituzione è quella che ha permesso, nonostante l'aggressione nazista e gli sconvolgimenti che questa ha comportato, di superare prove difficilissime. In questo senso la nuova carta costituzionale è una valida sintesi di ciò che è stato il socialismo reale nell'URSS».
In effetti la Costituzione, al cui esito si era lavorato in un momento di relativa “quiete”, a metà degli anni '30, non era una semplice operazione propagandistica, bensì un progetto cosciente di democratizzazione della società, nel tentativo di uscire dallo “stato d'eccezione” in cui il Paese era vissuto fino a quel momento per i rischi interni ed esterni. Tale democratizzazione dovrà però essere ben presto messa da parte a causa della permanenza dello stato d'eccezione, dovuta all'intensificazione del conflitto politico e civile interno, alla guerra dapprima “calda” contro il nazifascismo, poi “fredda” contro l'imperialismo statunitense. Vediamo ora alcuni articoli, tra i più significativi, di questa Costituzione136:
«CAPITOLO I. - Organizzazione sociale.
Art. 1. - L'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche è lo Stato socialista degli operai e dei contadini.
Art. 2. - La base politica dell'URSS è costituita dai Consigli (Soviet) dei deputati dei lavoratori, sorti e affermatisi in seguito allo spodestamento dei proprietari fondiari e dei capitalisti, e alla conquista della dittatura del proletariato.
Art. 3. - Tutto il potere dell'URSS appartiene ai lavoratori della città e della campagna, rappresentati dai Consigli dei deputati dei lavoratori.
Art. 4. - La base economica dell'URSS è costituita dal sistema socialista dell'economia e della proprietà socialista degli strumenti e dei mezzi di produzione, che sono il risultato della liquidazione del sistema economico capitalistico, dell'abolizione della proprietà privata sugli strumenti ed i mezzi di produzione e dell'eliminazione dello sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo.
Art. 5 - La proprietà socialista nell'URSS assume o la forma di proprietà di Stato (patrimonio di tutto il popolo), oppure la forma di proprietà delle aziende cooperative e collettive (Kolchozy, proprietà delle unioni cooperative).
Art. 6. - La terra, il sottosuolo, le acque, le foreste, le officine, le fabbriche, le miniere di carbone e di minerali, i trasporti per ferrovia, per via d'acqua o per via aerea, le banche, i mezzi di comunicazione (telefonici, telegrafici e radio), le grandi aziende rurali organizzate dallo Stato (aziende rurali sovietiche, stazioni di macchine e trattrici, ecc.) ed altresì le aziende municipali e il complesso fondamentale delle abitazioni delle città e dei centri industriali, costituiscono la proprietà dello Stato, cioè il patrimonio di tutto il popolo (vsenarodnoe dostojane).
Art. 7. - Le aziende sociali nelle organizzazioni rurali collettive e nelle organizzazioni cooperative con le loro scorte vive e morte, la produzione delle aziende rurali collettive e delle aziende cooperative, gli edifici sociali di queste, costituiscono la proprietà sociale, socialista, delle aziende rurali collettive e delle organizzazioni cooperative. Ogni componente (dvor) dell'azienda rurale collettiva possiede, secondo le norme dello statuto dell'artel agricolo, in usufrutto personale un piccolo appezzamento di terreno, ed in proprietà personale l'azienda accessoria all'appezzamento di terreno, la casa per l'abitazione, il bestiame produttivo, il pollame ed il minuto inventario rurale.
Art. 8. - La terra, occupata dalle aziende rurali collettive, è ad esse consolidata in uso gratuito, non sottoposto a termine, cioè perpetuo.
Art. 9. - Accanto al sistema socialista dell'economia, che è la forma dominante dell'economia nell'URSS, la legge ammette la piccola proprietà privata dei contadini singoli e degli artigiani, basata sul lavoro personale e senza impiego di lavoro altrui.
Art. 10. - Il diritto di proprietà individuale dei cittadini sul reddito del proprio lavoro e sui propri risparmi, sulle case di abitazione e sui beni domestici ausiliari, sugli oggetti facenti parte dell'uso e dell'economia domestica, come altresì sugli oggetti di uso e comodità personali, il diritto di successione ereditaria relativo a tali beni sono tutelati dalla legge.
Art. 11. - La vita economica dell'URSS viene determinata e indirizzata secondo un piano statale dell'economia nazionale, la cui direttiva è l'accrescimento della ricchezza sociale, l'incessante miglioramento del livello materiale e culturale dei lavoratori, il potenziamento dell'indipendenza dell'URSS e l'aumento delle sue capacità difensive.
Art. - 12. - Il lavoro nell'URSS è dovere di ogni cittadino idoneo al lavoro, secondo il principio: “Chi non lavora, non mangia”. Nell'URSS è attuato il principio del socialismo: “Ciascuno deve dare secondo le proprie attitudini, a ciascuno deve essere dato secondo il suo lavoro”.
CAPITOLO II. - Organizzazione dello Stato.
Art. 13. - L'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche è uno Stato federale, formato sulla base dell'unione volontaria delle seguenti Repubbliche Socialiste Sovietiche aventi uguaglianza di diritti: Repubblica Socialista Federale Sovietica Russa; R.S.S. d'Ucraina; R.S.S. di Biancorussia; R.S.S. dell’Azerbaigian; R.S.S. di Georgia; R.S.S. di Armenia; R.S.S. del Turkmenistan; R.S.S. del- l'Uzbekistan; R.S.S. del Tajikistan; R.S.S. del Kazakistan; R.S.S. di Kirghisia.
Art. 16. - Ogni Repubblica federata possiede una propria costituzione, che tiene conto delle particolarità della Repubblica, e che è redatta in piena concordanza con la costituzione dell'URSS
Art. 17. - Ogni Repubblica dell'Unione conserva il diritto di uscire liberamente dall'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. […]
CAPITOLO III. - Organi supremi del potere statale della Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.
Art. 30. - L'organo supremo del potere statale dell'URSS è il Consiglio supremo dell'URSS (Verchovnyj Soviet SSSR). […]
Art. 32. - Il potere legislativo dell'URSS è esercitato esclusivamente dal Consiglio Supremo dell'URSS
Art. 33. - Il Consiglio Supremo dell'URSS è composto di due Camere: Consiglio dell'Unione (Soviet Sojuza) e Consiglio delle Nazionalità (Soviet Nacional’nostej).
Art. 34. - Il Consiglio dell'Unione viene eletto dai cittadini dell'URSS secondo il rapporto: un deputato per ogni 300.000 ab.
Art. 35. - Il Consiglio delle Nazionalità viene eletto dai cittadini dell'URSS nelle singole repubbliche federate e autonome, nelle regioni autonome, e nei distretti nazionali, secondo le seguenti proporzioni: 25 Deputati per ogni repubblica federata, 11 Deputati per ogni repubblica autonoma, 5 Deputati per ogni regione autonoma, e un Deputato per ogni distretto nazionale.
Art. 36. - Il Consiglio Supremo dell'URSS viene eletto per 4 anni. […]
Art. 48. - Il Consiglio Supremo dell'URSS elegge nell'Assemblea riunita di ambedue le Camere, il Presidium del Consiglio Supremo dell'URSS, così costituito: Presidente del Presidium del Consiglio Supremo dell'URSS; quattro Vice-Presidenti, il Segretario del Presidium e trentun membri del Presidium. Il Presidium del Consiglio Supremo dell'URSS è subordinato gerarchicamente al Consiglio Supremo dell'URSS in tutta la sua attività. [Le sue attribuzioni (art. 49) sono quelle generalmente conferite al Capo dello Stato] […]
Art. 56. - Il Consiglio Supremo dell'URSS designa in assemblea plenaria di ambedue le Camere, il Governo dell'URSS: il Consiglio dei Commissariati del popolo dell'URSS […]
CAPITOLO X. - Diritti e doveri fondamentali dei cittadini.
Art. 118. - I cittadini dell'URSS hanno il diritto al lavoro, cioè il diritto di ricevere un'occupazione, garantita con un compenso corrispondente alla quantità e qualità del lavoro. […]
Art. 119. - I cittadini dell'URSS, hanno diritto al riposo. […]
Art. 120. - I cittadini dell'URSS hanno diritto all'assistenza materiale nella vecchiaia, e parimenti in caso di malattia e di perdita della capacità lavorativa. […]
Art. 121. - I cittadini dell'URSS hanno diritto alla istruzione. […]
Art. 122. - La donna nell'URSS gode gli stessi diritti dell'uomo in tutti i campi della vita economica, statale, culturale e sodale-politica. […]
Art. 124. - Allo scopo di assicurare ai cittadini la libertà di coscienza, la chiesa nell'URSS è separata dallo Stato, e la scuola dalla chiesa. La libertà di professare culti religiosi e la libertà della propaganda antireligiosa sono riconosciute a tutti i cittadini.
Art. 125. - In armonia con gli interessi dei lavoratori e allo scopo di rinforzare l'organizzazione socialista, si garantiscono ai cittadini dell'URSS: a) la libertà di parola; b) la libertà di stampa; c) la libertà di associazione e di riunione; d) la libertà di cortei e di dimostrazioni nelle strade. […]
Art. 127. - È garantito ai cittadini dell'URSS l'inviolabilità della persona. Nessuno può essere sottoposto all'arresto se non per decisione del giudice o con l'autorizzazione del Procuratore di Stato.
Art. 128. - L'inviolabilità del domicilio dei cittadini e il segreto epistolare, vengono tutelati dalla legge.
Art. 129. - L'URSS offre diritto di asilo ai cittadini stranieri, perseguitati per la difesa degli interessi dei lavoratori, e per la loro attività scientifica, e per la lotta di liberazione nazionale. […]
Art. 132. - La legge prevede l'obbligo militare generale. Il servizio militare nell'armata rossa degli operai e dei cittadini è un dovere onorevole per i cittadini dell'URSS.
Art. 133. - La difesa della Patria è un obbligo sacro per ogni cittadino dell'URSS».
133. A. L. Strong, The Stalin Era, Mainstream Publisher, New York 1957 [1° edizione originale 1956], p. 56. Per la traduzione ci si è rifatti all'estratto G. Fontana Ros (a cura di), La costituzione dell'URSS del 1936, Noicomunisti.blogspot.it, 13 settembre 2012.
134. Ibidem.
135. Associazione Stalin, La Costituzione sovietica del 1936, Associazionestalin.it, strumenti n° 10.
136. L'elenco proposto è tratto da R. Romeo & G. Talamo (cura di), Documenti storici, vol. III, L'età contemporanea, Torino, Loescher-Zanichelli, 1969, pp. 227-232. Per leggere tutta la Costituzione sovietica del 1936, con le modificazioni e le aggiunte approvate dal Soviet Supremo dell'URSS il 25 febbraio 1947 si rimanda al CCDP.