14 Maggio 2021

5.2.01. INTRODUZIONE SULLA QUESTIONE COLONIALE

Obiettivo di questo volume è mostrare come uno dei grandi meriti storici della Rivoluzione d'Ottobre, e dei paesi socialisti che ne sono conseguiti, sia stato quello di aver, se non completamente determinato, favorito quell'enorme evento storico mondiale che è stata la decolonizzazione. Analizzando la questione prima da un punto di vista generale, poi da presentando diversi esempi particolari, mostreremo come le forze comuniste siano state in primo piano nell'affrancamento dei popoli coloniali, mentre l'imperialismo, in particolar modo ma non esclusivamente quello statunitense, abbia cercato di ostacolare in ogni modo tale processo. Gli imperialisti si sono giustificati adducendo come giustificazione quella di dover limitare la diffusione della cospirazione comunista mondiale. In realtà agivano per tutelare i propri interessi economico-finanziari.
L'obiettivo dell'imperialismo nel '900 è stato garantire il mantenimento, e anzi l'allargamento più ampio possibile, del “libero mercato”, così da poter proseguire nel dominio che nel “Terzo Mondo” si è concretizzato con il fenomeno definito dagli studiosi borghesi “neocolonialismo”. Nient'altro in realtà che un'applicazione pratica delle consuete politiche imperialiste. In questo frangente l'URSS, la Cina e Cuba hanno svolto un ruolo di primo piano nel sostenere le lotte di diversi movimenti nazionali di Liberazione e i faticosi processi di costruzione politica ed economica di soggettività autonome; alcuni dei paesi decolonizzati non hanno resistito alle pressioni, svoltesi sia in maniera indiretta (usando armi economico-finanziarie) che diretta (golpe, invasioni militari, ecc.) da parte dell'imperialismo e sono ricaduti in una condizione di dipendenza sostanziale che li ha portati al degrado e alla miseria attuale. Alcuni sono riusciti ad emergere e a crescere, pur tra molte contraddizioni, raggiungendo obiettivi sociali e politici importanti, giudicati in altri tempi inconcepibili.
Nell'esposizione di alcune vicende paradigmatiche intendiamo far emergere come gli USA abbiano cercato di imporre una qualche forma di controllo, diretto o indiretto, su ogni singolo paese post-coloniale, e non solo per ragioni di geopolitica (in senso antisovietico), ma anche e soprattutto per poter mantenere tale rapporto di dominio neocoloniale (imperialista) atto a garantire lo sfruttamento economico di tali Stati per le multinazionali. Molto diverso, anzi opposto, l'atteggiamento assunto dalle forze comuniste. Nel ricostruire queste storie non ci atterremo al profilo storico tradizionale che si trova nei manuali scolastici, ma ci avvarrà soprattutto delle opere che negli ultimi anni hanno fatto luce sulle attività clandestine dei servizi segreti. A tal riguardo le fonti usate per i capitoli sulla decolonizzazione poggiano principalmente su due lavori: quello di William Blum, funzionario del Dipartimento di Stato USA fino al 1967, poi autore di svariate inchieste sulla CIA che costituiscono il nerbo della sua opera capitale Il libro nero degli Stati Uniti, considerato da Noam Chomsky «il miglior libro al mondo sugli interventi americani»; quello di Tim Weiner, CIA. Ascesa e caduta dei servizi segreti più potenti del mondo, per la quale l'autore, corrispondente del New York Times e vincitore per due volte del premio Pulitzer, è stato insignito del National Book Award nel 2007, con un libro che si basa sulla lettura di oltre 50 mila documenti che provengono dagli archivi della CIA, della Casa Bianca e del dipartimento di Stato, sulle testimonianze di oltre 2000 esponenti dell'intelligence, soldati e diplomatici americani e su più di 300 interviste condotte a partire dal 1987 con funzionari e veterani della CIA, compresi 10 direttori della Central Intelligence. Oltre a questi si è utlizzata l'opera La storia segreta del KGB scritta dallo storico Christopher Andrew e da Oleg Gordievskij, ex colonnello del KGB che ha tradito la madrepatria sovietica per scappare in Occidente nel 1985: una fonte tutt'altro che filosovietica insomma, come peraltro estramente critiche del socialismo reale sono anche le altre due. Quella che segue non è insomma una storia che pretende di essere completa né conclusiva, ma che intende aprire nuovi scenari di analisi, approfondimento e reinterpretazione della storia del '900 e del ruolo ivi assunto dagli Stati socialisti nella reazione contro l'espansione dell'imperialismo.