03 Marzo 2021

5.2.02. TOTALITARISMO E IMPERIALISMO DEGLI USA

Nella grande narrazione costruita durante l’epoca della Guerra Fredda, gli USA sono diventati la patria della libertà, della democrazia, del sogno americano alla portata di chiunque. In questo capitolo e nel successivo, anche a costo di ripetere alcune ovvietà e senza pretendere di fornire un quadro storico completo, saranno riportati alcuni episodi significativi, spesso poco noti, che intendono smentire questa vulgata. Gli USA, la principale super-potenza imperialista del ‘900, per dimensione qualitativa e quantitativa sono pienamente accostabili politicamente alla Germania nazista di Hitler. Se volessimo dare seguito al giochino tanto caro alla borghesia, potremmo chiederci di quante morti siano responsabili gli USA, sia all’interno dei propri confini che nel resto del mondo: scopriremmo che le cifre sono molto più elevate di quelle inventate dai redattori del Libro Nero del Comunismo. A noi però questa operazione non interessa. È importante far emergere come la democrazia statunitense sia tale solo di facciata. Le libertà tanto proclamate sono riservate solo a pochi, frutto di una politica escludente, gerarchica, razzista e autoritaria. Quella statunitense è stata la Storia di una nazione costruita sul privilegio, sul diritto fondato sull’appartenenza etnica, razziale, classista e identitaria. È stata una Storia fondata su un'azione imperialista che prosegue tuttora. Perfino mentre scriviamo l’imperialismo USA è responsabile, direttamente o indirettamente, di migliaia di morti a causa delle guerre portate quotidianamente avanti, dei regimi tirannici sostenuti e delle speculazioni finanziarie supportate da Wall Street e dalle multinazionali, favorite sistematicamente da un sistema politico criminale e connivente. L’accusa non intende estendersi all’intero popolo statunitense, la gran parte del quale è stato oppresso e continua ad essere sfruttato tuttora, cosa di cui alcuni sono ben consci, come ci dimostra la propaganda del movimento Occupy Wall Street. Nella storia degli Stati Uniti non sono certo mancati personaggi e movimenti di massa che meritino di essere ricordati. Occorre insomma porre attenzione a non scadere in un becero antiamericanismo che equipari le responsabilità di un normale cittadino lavoratore a quelle della classe dominante. Allo stesso tempo è indispensabile prendere coscienza che gli USA, oltre ad essere il nemico numero uno del socialismo, dei movimenti operai e dei popoli di tutto il mondo, in particolar modo dalla seconda metà del XX secolo, continuano ad essere tutt’oggi il principale, seppur non l'esclusivo, ostacolo all’emancipazione dell’umanità dalla schiavitù del capitalismo.
1. Da un intervento al Saint Michael's College, nel Vermont, 1990. Riportato in Wikipedia, Noam Chomsky.