30 Novembre 2021

5.2.07. LA SPERANZA DELLA REPUBBLICA POPOLARE CINESE

«“Ma allora voi non volete sopprimere il potere dello Stato?” Sì, noi vogliamo sopprimerlo, ma non ora; non possiamo ancora farlo. Perché? Perché l'imperialismo continua a esistere, perché la reazione interna continua a esistere, perché le classi continuano a esistere all'interno del paese. Il nostro compito attuale è quello di rafforzare l'apparato dello Stato popolare, e principalmente l'esercito popolare, la polizia popolare e la giustizia popolare, al fine di consolidare la difesa nazionale e di proteggere gli interessi del popolo». (Mao Tse-tung, da Sulla dittatura democratica popolare, 30 giugno 1949)
Partiamo da un presupposto: per la Cina, ancor più forse che per altri Stati socialisti, la maggior parte di quel che pensate di sapere è probabilmente stato viziato dalla propaganda occidentale. Lo spiega bene il semiologo Francesco Galofaro1:
«Se cerchiamo “Cina” nella Wikipedia italiana, comparirà sullo schermo un lungo testo ricco di dati e – almeno in apparenza – asettico e neutrale, come ci si attende da una voce d'enciclopedia. Ma se diamo un'occhiata alla nota 3 e alla nota 28, scopriamo che la fonte ufficiale del tasso di crescita della popolazione cinese è un dato della CIA che risale al 2013. Qua e là troviamo anche altri siti governativi, come www.dandc.eu, riconducibile al governo tedesco. Il punto di vista del governo cinese, contraddistinto da indirizzi “gov.cn”, è presente con sole 4 citazioni: due in riferimento al sistema sanitario, due alla questione dei diritti. Sorprendentemente poche, in una voce che conta ben 234 note. […] Tra le note troviamo fonti non sempre neutrali come il fondo monetario internazionale e la banca mondiale, rispetto alle quali la Cina si è fatta promotrice di politiche di sviluppo autonome di livello internazionale. Si tratta, insomma, della concorrenza. Allo stesso modo, molte fonti sono costituite dalla stampa occidentale, prevalentemente anglosassone: USA Today, New York Times, BBC, Washington Post. Non si tratta solo delle voci relative ai diritti umani, come ci si potrebbe attenere, ma di un fenomeno per cui per ogni aspetto della cultura cinese – storico, sociale, politico, economico, commerciale - troviamo in Wikipedia una sua rappresentazione occidentale, specie per quel che riguarda un inquadramento della Cina come potenza emergente. Ad esempio, la fonte per quel che riguarda i problemi di inquinamento e malattie respiratorie, il rispetto dei diritti religiosi e i problemi del legame tra crescita e inflazione è il Financial Times. Se è normale che un quotidiano finanziario si occupi di quest'ultimo problema, è più bizzarro che esso costituisca la fonte privilegiata del punto di vista di Wikipedia italiana su problemi di natura medica, ecologica e financo teologica. […] La manipolazione è sottile, ma c'è. Non riguarda solo questioni umanitarie, confinate tatticamente entro un apposito paragrafo, ma anche interessi materiali di natura economica. Secondo la rivista Wired, Wikipedia è il sesto sito più cliccato, ed è il primo ad essere restituito da ogni ricerca di Google, il sito in vetta alla classifica. L'immagine della Cina dipende dunque in gran parte da Wikipedia, tanto per quanto riguarda le masse, quanto per gli investitori, quanto per ragazzi e giovani che scoprono quel mondo nel periodo della formazione».

Cercheremo di conoscere meglio la realtà della Repubblica Popolare Cinese sia dal punto di vista storico, in alcune delle sue vicende passate, sia nel nostro presente, con particolare attenzione alle misure politiche di cui è stata denunciata l'incompatibilità con il campo del socialismo e del marxismo-leninismo. Quella che segue non ha la pretesa di essere una storia integrale della Cina socialista dalla sua nascita ad oggi, ma di offrire alcuni spunti di formazione e basi per un'elaborazione ulteriore.
1. F. Galofaro, L'immagine della Cina in Italia è curata dalla CIA, Marx21 (web), 1 ottobre 2017.

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