03 Agosto 2020

3.6. UN PROGRAMMA POLITICO CHIARO: ESPROPRIARE GLI ESPROPRIATORI

Da notare che si parla in questo caso del programma del 1928, in epoca già “staliniana”:
«Il proletariato vittorioso si serve del potere che ha conquistato come una leva per attuare un rivolgimento economico, cioè per operare una trasformazione rivoluzionaria dei rapporti che sono propri del capitalismo in rapporti di produzione socialisti. Il punto di partenza di questa grandiosa rivoluzione economica è l’espropriazione dei grandi proprietari di terre e dei capitalisti, cioè la trasformazione della proprietà monopolistica della borghesia in proprietà dello Stato proletario. In questo campo l’Internazionale comunista pone alla dittatura proletaria i seguenti compiti fondamentali:
a) INDUSTRIA, TRASPORTI, COMUNICAZIONI
a) Confisca e nazionalizzazione proletaria di tutte le imprese della grande industria (fabbriche, officine, miniere, centrali elettriche), le quali sono nelle mani del capitale privato, e passaggio ai soviet di tutte le aziende di Stato e municipali.
b) Confisca e nazionalizzazione proletaria delle ferrovie, delle linee automobilistiche, marittime e fluviali appartenenti al capitale privato, dei mezzi di trasporto aereo (flotta aerea commerciale e di turismo),e passaggio ai soviet dei mezzi di trasporto di ogni genere i quali sono proprietà dello Stato o municipale.
c) Confisca e nazionalizzazione proletaria dei mezzi di comunicazione appartenenti al capitale privato (telegrafo, telefono, radio), e passaggio ai soviet dei mezzi di comunicazione appartenenti allo Stato, ai comuni, ecc.
d) Organizzazione di una direzione operaia dell’industria. Formazione di organi dirigenti di Stato con la più diretta partecipazione dei sindacati professionali. Attribuzione ai consigli di fabbrica di una funzione rispondente.
e) Adattamento dell’attività industriale al servizio dei bisogni delle grandi masse lavoratrici. Riorganizzazione di quelle branche industriali, che sono dirette a servire il consumo delle classi dominanti (oggetti di lusso, ecc.). Rafforzamento di quelle branche industriali, che favoriscono lo sviluppo dell’agricoltura, allo scopo di consolidare l’unione con l’economia contadina, di assicurare lo sviluppo delle aziende agricole di Stato e di accelerare il ritmo di sviluppo di tutta l’economia del paese in generale.
b) AGRICOLTURA
a) Confisca e nazionalizzazione proletaria di tutta la grande proprietà fondiaria nelle città e nelle campagne (privata, delle chiese, dei conventi, ecc.), e passaggio ai soviet della proprietà fondiaria dello Stato e municipale, tra cui le foreste, il sottosuolo, le acque, ecc.; successiva nazionalizzazione di tutto il suolo.
b) Confisca di tutto l’attrezzamento delle grandi proprietà fondiarie, come case, macchine e altre forme di inventario, bestiame, fabbriche addette alla trasformazione dei prodotti agricoli (grandi mulini, caseifici, latterie, essiccatoi, ecc.).
c) Trasmissione delle grandi proprietà, specialmente di quelle che hanno valore come aziende modello, oppure hanno una grande importanza economica, in gestione agli organi della dittatura proletaria e organizzazione di aziende agricole sovietiche.
d) Trasmissione di una parte delle terre già appartenenti a grandi proprietari e delle altre terre confiscate, in particolare là dove esse erano lavorate dai contadini fittavoli e servivano ad asservirli, in godimento ai contadini (agli strati poveri e a una parte degli strati medi di essi). La parte di terre da assegnarsi ai contadini è determinata sia dall’opportunità economica quanto dalla necessità di neutralizzare i contadini e di conquistarli al proletariato; essa deve necessariamente essere diversa a seconda delle diverse circostanze.
e) Divieto, - allo scopo di conservare la terra ai contadini, e per lottare contro il passaggio di essa nelle mani dei capitalisti, degli accaparratori, ecc. - di ogni compravendita della terra. Lotta decisa contro le violazioni di questa legge.
f) Lotta contro l’usura. Annullamento dei patti servili. Annullamento dei debiti dei contadini sfruttati. Liberazione dalle imposte dei contadini più poveri, ecc.
g) Ampie misure dello Stato per elevare le forze produttive dell’agricoltura; sviluppo dell’elettrificazione nelle campagne, costruzione di trattrici, produzione di concimi chimici, allevamento di bestiame di razza di ogni qualità nelle aziende sovietiche, vasta organizzazione del credito per il miglioramento agrario, ecc.

h) Appoggio e finanziamento della cooperazione agricola e di ogni forma di collettivizzazione della produzione nella campagna (associazioni, comunità, ecc.). Propaganda sistematica dell’unione dei contadini in cooperative (cooperazione di vendita, di approvvigionamento, di credito), sulla base dell’iniziativa e dell’attività delle masse contadine, e propaganda del passaggio alla grande produzione agraria, la quale, - grazie all’incontestabile superiorità tecnica ed economica della grande produzione, - assicura il più grande vantaggio economico immediato, ed è il mezzo di transizione al socialismo più accessibile alle grandi masse lavoratrici.
c) COMMERCIO E CREDITO
a) Nazionalizzazione proletaria delle banche private (consegna allo Stato proletario di tutta la riserva aurea, delle valute, dei depositi, ecc.) e passaggio allo Stato proletario delle banche nazionali, municipali, ecc.
b) Centralizzazione di tutta l’attività bancaria, subordinazione di tutte le grandi banche nazionalizzate alla banca centrale di Stato.
c) Nazionalizzazione e passaggio agli organi dello Stato sovietico del commercio all’ingrosso e delle grandi aziende di spaccio al minuto (depositi di merci, elevatori, magazzini, riserve, ecc.).
d) Incoraggiamento in tutti i modi della cooperazione di consumo, - che è la parte più importante dell’apparato di distribuzione, - sulla base dell’unificazione del suo sistema di lavoro, e con la garanzia della partecipazione attiva ad essa delle masse.
e) Monopolio del commercio estero.
f) Annullamento (cancellazione) dei debiti dello Stato verso i capitalisti esteri e del paese.
d) PROTEZIONE DEL LAVORO, CONDIZIONI DI ESISTENZA, ECC.
a) Riduzione della giornata di lavoro a 7 ore, e a 6 ore nelle industrie nocive alla salute dei lavoratori. Ulteriore riduzione della giornata di lavoro e passaggio alla settimana di lavoro di 5 giorni nei paesi le cui forze produttive sono sviluppate. Lunghezza della giornata di lavoro rispondente allo sviluppo della produttività del lavoro.
b) Divieto, in generale, del lavoro notturno e del lavoro nelle industrie particolarmente nocive a tutte le persone di sesso femminile. Divieto del lavoro dei bambini. Divieto delle ore supplementari.
c) Particolare limitazione della giornata di lavoro per i giovani (massimo di 6 ore fino a 18 anni). Riorganizzazione socialista del lavoro dei giovani mediante l’unione della produzione materiale all’educazione generale e politica.
d) Assicurazioni sociali di tutte le sorti (invalidità, vecchiaia, infortuni, disoccupazione, ecc.), amministrate completamente e direttamente dagli assicurati, e a spese dello Stato (a spese degli imprenditori nella misura in cui esistono ancora delle imprese private).
e) Larghe misure sanitarie, organizzazione dell’assistenza medica gratuita. Lotta contro tute le malattie sociali.
f) Eguaglianza sociale delle donne e degli uomini davanti alla legge e nei costumi, trasformazione radicale del diritto matrimoniale e familiare, riconoscimento della maternità come funzione sociale, difesa della maternità e dell’infanzia. Inizio di realizzazione della cura e dell’educazione dell’infanzia e della gioventù da parte della società (dispensari per bambini, giardini d’infanzia, asili, ecc.). Creazione di istituzioni per la progressiva riduzione dell’economia domestica (cucine e lavatoi pubblici), lotta culturale sistematica contro le ideologie e le tradizioni che rendono schiava la donna.
e) ABITAZIONI
a) Confisca della grande proprietà edilizia.
b) Consegna delle case confiscate alla gestione dei soviet locali.
c) Installazione degli operai negli alloggi dei borghesi.
d) Distribuzione alle organizzazioni operaie dei palazzi e dei grandi edifici privati e pubblici.
e) Realizzazione di un graduale programma di costruzioni edilizie.

f) QUESTIONI NAZIONALE E COLONIALE
a) Riconoscimento a tutte le nazionalità, indipendentemente dalla loro razza, del pieno diritto a disporre di se stesse, sino alla separazione dallo Stato.
b) Unificazione e centralizzazione volontarie delle forze armate ed economiche di tutti I popoli liberati dal capitalismo, per la lotta contro l’imperialismo e per la costruzione di un’economia socialista.
c) Lotta decisa e con tutti i mezzi contro ogni restrizione o limitazione diretta contro qualsiasi popolo, qualsiasi nazione o razza. Piena eguaglianza di diritti di tutte le razze e nazionalità.
d) Garanzia e sostegno con tutte le forze e con tutti i mezzi, da parte dello Stato sovietico, della cultura nazionale dei popoli liberati dal capitalismo, seguendo, nello sviluppo del contenuto di questa cultura una linea proletaria coerente.
e) Assistenza di ogni genere allo sviluppo economico, politico e culturale delle “regioni”, delle “colonie”, dei “territori” che precedentemente erano oppressi nel senso di una loro trasformazione socialista, allo scopo di creare delle solide basi di una effettiva completa eguaglianza nazionale.
f) Lotta contro tutti i residui di nazionalismo, di odio nazionale, di pregiudizi di razza e di altri prodotti ideologici della barbarie feudale e capitalistica.
g) MEZZI DI INFLUENZA IDEOLOGICA
a) Nazionalizzazione delle tipografie.
b) Monopolio dei giornali e delle edizioni.
c) Nazionalizzazione delle grandi imprese cinematografiche, dei teatri, ecc.
d) Utilizzazione dei mezzi di “produzione spirituale” nazionalizzati per la più vasta istruzione politica e generale dei lavoratori e per la formazione di una nuova cultura socialista sopra una base proletaria di classe». (dal Programma dell'Internazionale Comunista elaborato al VI Congresso dell'Internazionale Comunista, settembre 1928)19

19. Comintern, Programma dell'Internazionale Comunista, VI Congresso dell'Internazionale Comunista, 1 settembre 1928.