24 Giugno 2019

7. I LIMITI TEORICI E PRATICI DELL'EMANCIPAZIONE FEMMINILE SOVIETICA

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Immagine propagandistica: due forme opposte di riduzione ad oggetto della donna
Dopo aver mostrato ampiamente gli enormi meriti storici dell'URSS e della sua pensatrice di riferimento (Kollontaj) sul tema, cerchiamo di capire ora quali siano stati i limiti di tipo teorico (nello specifico da parte della stessa Kollontaj, ma anche e soprattutto della sociologia e politica sovietica di epoca posteriore) e pratico su cui l'URSS non è riuscita a dare un ulteriore avanzamento, con tematiche che verranno poste dagli sviluppi del femminismo marxista dagli anni '60 e '70. Lo facciamo dando spazio ad un'analisi di Cristina Carpinelli51, la quale non esita a dare anche un ritratto critico del panorama femminista contemporaneo:
«Per Aleksandra Kollontaj, la visione della famiglia, del matrimonio e anche dell’amore sentimentale e sessuale è strettamente legata all’interpretazione evolutivo-lineare della storia, concepita come una sequenza di fasi (ogni fase è necessaria per l’affermazione di quella successiva che si colloca ad uno stadio di sviluppo superiore), secondo il modello marxiano ortodosso. In alcuni suoi articoli, si evince la tendenza a valutare i fatti secondo un certo determinismo economico:
Modificandosi i modi e i rapporti di produzione, anche il lavoro domestico, motivo di discriminazione tra i sessi, sarebbe stato soppiantato dalle strutture pubbliche che si sarebbero prese cura di quei lavori sino ad ora svolti dalle donne”.
Le donne, dunque, possono ottenere la parità con gli uomini solo in un sistema socialista. Perciò, esse devono agire come alleate e sostenitrici degli uomini nella lotta per la vittoria del proletariato sulla borghesia, e come risultato dell’affermazione della classe operaia anche la loro condizione d’inferiorità sarà, di conseguenza, riscattata: “Nella nuova società della Russia sovietica - sostiene la Kollontaj - l’amore non sarebbe stato più trattato come una faccenda privata. Spettava ora ai lavoratori e alle lavoratrici del passato, cercare di scoprire quale spazio dare all’amore nel nuovo ordine sociale, e quale fosse l’ideale d’amore che corrispondeva ai loro interessi. […] Infatti, poiché le proletarie non erano affette dal morbo della proprietà privata toccava a loro, e non alle borghesi, gettare le basi della nuova morale”.»

51. C. Carpinelli, Il processo «bloccato» dell'emancipazione femminile nella pratica sovietica, Centro di Cultura e Documentazione Popolare, 16 giugno 2005, disponibile su http://www.resistenze.org/sito/te/cu/ur/cuur5f16.htm. I titoli aggiuntivi sono stati inseriti da noi per chiarificare meglio le tematiche trattate nei vari passaggi.