13 Novembre 2019

2. IL MARXISMO E LA QUESTIONE DELL’EMANCIPAZIONE DELLA DONNA

«Considerato nel suo complesso, il sistema capitalistico si presenta come un insieme di rapporti più o meno servili imposti da un popolo a un altro popolo di livello internazionale, da una classe all'altra nell'ambito di un singolo paese e dall'uomo alla donna nell'ambito della medesima classe. Si comprende allora la tesi che Engels formula riallacciandosi a Francois-Marie-Charles Fourier e che è cara anche a Marx, la tesi secondo cui l'emancipazione femminile è la misura dell'emancipazione universale». (Domenico Losurdo)13
Per esporre la modalità con cui il marxismo ha affrontato la questione dell'emancipazione della donna, diamo ampio spazio alla ricostruzione storico-filosofica fatta dalla militante e scrittrice comunista brasiliana Cecilia Toledo14:
«Uno studio, per quanto breve, sul modo in cui il problema dell’oppressione della donna è stato trattato tra i ranghi marxisti rivoluzionari a partire dalla Prima Internazionale, ci porta a due constatazioni. Fin dall’inizio, contrariamente a quanto affermano i suoi detrattori, il marxismo si è sempre preoccupato della questione femminile, a partire dal suo ingresso in scena più di 150 anni fa. Il marxismo ha cercato la politica migliore per risolvere questo problema in un quadro della divisione della società in classi, ciò che giustamente lo differenzia dalle correnti riformiste e borghesi. Le correnti che accusano il marxismo di non occuparsi della questione della donna sono, in realtà, contrarie all’analisi materialista dell’oppressione della donna, contrarie alla necessità di un partito marxista rivoluzionario che organizzi la classe operaia per distruggere il capitalismo e porre fine alla sua oppressione. La seconda constatazione è che la questione della donna ha sempre suscitato polemiche all’interno del movimento socialista, dove i marxisti si contrapponevano alle più diverse forme di riformismo, proprio perché si tratta di una di quelle tematiche che più mettono in evidenza la divisione della società in classi. Il problema dell’oppressione della donna è una questione che riguarda le donne o la classe operaia? Fino a che punto può spingersi l’unità tra donne proletarie e donne borghesi? È possibile risolvere il problema dell’oppressione della donna all’interno del capitalismo? La radice del problema è culturale, una questione di genere, di oppressione su un settore della società, o è piuttosto economica, con un fondamento nella divisione della società tra produttori e possessori di ricchezza? Queste e altre domande hanno sempre attraversato le grandi polemiche che ebbero luogo all’interno delle Internazionali e nel movimento socialista, e la risposta che ciascun settore loro dava, che fosse o no marxista, dimostrava in ultima istanza da parte di quale classe l’Internazionale si schierasse».
13. D. Losurdo, La lotta di classe, cit., p. 20.
14. C. Toledo, El Marxismo y el Problema de la Emancipación de la Mujer, 2006, disponibile su https://www.marxists.org/espanol/tematica/mujer/autores/toledo/2006/feb-b.htm; qui si è fatto riferimento alla traduzione italiana Il marxismo e l'emancipazione della donna, disponibile su https://www.alternativacomunista.it/dmdocuments/Sulla%20questione%20femminile.pdf; si fa quindi riferimento all'articolo in questione fino al sottocapitolo Gli sviluppi nella Seconda Internazionale (1889), integrandolo eventualmente con altri dati segnalati volta per volta.