03 Ottobre 2022

8.1. SIONISMO, ANTISEMITISMO E DIRITTO ALLA RESISTENZA

«L'antisemitismo è il socialismo degli imbecilli».
(Vladimir Lenin, citando August Bebel)

«L’Onu si è opposto in modo fermo all’apartheid. E negli anni si è formato un consenso internazionale che ha aiutato a porre fine a questo sistema iniquo. Ma noi sappiamo troppo bene che la nostra libertà sarà sempre incompleta fino a quando i palestinesi non saranno liberi». (Nelson Mandela)100
È necessaria una premessa obbligata: denunciare i crimini del sionismo di Israele non vuol dire negare l'Olocausto subito dai nazisti, né tanto meno diventare antisemiti, recuperando motivi e istanze tipiche di certe correnti complottiste ancora molto in auge negli ambienti del nazifascismo. Essere antisionisti insomma, non vuol dire essere antisemiti, ma denunciare una branca dell'imperialismo, agente nella regione della Palestina in maniera violentemente antidemocratica, razzista e colonialista. La condanna dell'antisemitismo, fatta sopra da Lenin (che peraltro pare avesse il nonno materno ebreo), è stata ribadita dal movimento comunista, sull'indicazione dello stesso Stalin101 che ha scritto a riguardo:
«Lo sciovinismo nazionale e razziale è una sopravvivenza di costumi antiumani che sono propri al periodo del cannibalismo. L'antisemitismo, quale forma estrema di sciovinismo razziale, è la più pericolosa sopravvivenza di cannibalismo.
L'antisemitismo è utile agli sfruttatori come parafulmine che eviti al capitalismo il colpo dei lavoratori. L'antisemitismo è pericoloso per i lavoratori come falso sentiero che li stacca dal giusto cammino e che li porta nella giungla. Per questa ragione i comunisti, quali conseguenti internazionalisti, non possono non essere inconciliabili e mortali nemici dell'antisemitismo. Nell'URSS si persegue nel modo più severo con la legge l'antisemitismo come fenomeno profondamente avverso al sistema sovietico. Gli antisemiti attivi si puniscono, in base alle leggi dell'URSS, con la pena di morte».
L'antisemitismo di cui l'URSS diventa portabandiera in un mondo ancora dominato dall'odio e dai pregiudizi verso gli ebrei (di cui non sono portatori solo i nazisti, ma anche molti esponenti del mondo liberale, tra cui Winston Churchill), spinge Stalin ad appoggiare la nascita dello Stato di Israele. Il che non gli impedirà di intraprendere una dura lotta contro il cosmopolitismo e il sionismo. Ciò avviene quando diventa chiaro che Israele ha deciso di appoggiarsi al campo imperialista occidentale, iniziando a collaborare attivamente anche a livello internazionale per fomentare forme di dissenso e cercare di ingaggiare, d'accordo con la CIA, agenti e spie tra gli ebrei sparsi nel blocco socialista.102 La violenza con cui Israele ha attuato il proprio dominio sui palestinesi ha spinto molti a paragonare il proprio regime alle violenze subite durante la seconda guerra mondiale. Tale è il giudizio duro di José Saramago, che non ha esitato a paragonare il dramma di Auschwitz alle politiche di genocidio messe in atto dai governi israeliani verso le popolazioni arabe, colpevoli di resistere all'occupazione e cacciata dalle proprie terre. Saramago, e chiunque altro si sia permesso di criticare in tal modo le politiche sioniste e imperialiste di Israele, è stato tacciato di antisemitismo, al fine di screditarne le critiche puramente politiche cercando di farle passare come razziste. In Italia perfino iniziative critiche denuncianti il sionismo di Israele, messe in piedi dall'Associazione Nazionale dei Partigiani Italiani (ANPI) sono state accompagnate da critiche e polemiche. Naturalmente sono stati gli stessi governi israeliani ad acconsentire e a far montare tale propaganda ad essi favorevole, utilizzando come arma politica l'accusa di antisemitismo per poter agire indisturbati nel Medio Oriente, non sempre soltanto a garanzia della propria sopravvivenza, ma nell'ottica di continuare un'opera che, se non costituisce uno sterminio volutamente pianificato a livello formale come è stato il piano di Hitler, diventa comunque una sostanziale privazione di diritti che assume tratti di barbarie terrificanti, di cui è la massima espressione il muro di Gaza.103
Ci si dimentica che è stato l'ONU con la risoluzione 3370 del 10 novembre 1975 a definire il sionismo «una forma di razzismo e di discriminazione razziale» e mentre le condanne per le occupazioni illegali si accumulano, non mancano rapporti in cui circola l'equiparazione con l'apartheid di sudafricana memoria.104 La risoluzione 3370 è stata abolita nel 1991, appena dopo la caduta del blocco socialista, su richiesta degli USA e di Israele.105
Lasciamo le conclusioni a Costanzo Preve106:
«Auschwitz non può e non deve essere dimenticato, perché la memoria dei morti innocenti deve essere riscattata, e questo mondo nella sua interezza appartiene a tre tipi di esseri umani: coloro che sono già vissuti, coloro che sono tuttora in vita, e coloro che devono ancora nascere. Ma Auschwitz non deve diventare un simbolo di legittimazione del sionismo, che agita l'accusa di antisemitismo in tutti coloro che non lo accettano radicalmente, e che non sono disposti a derubricare a semplici errori i suoi veri e propri crimini. […] il segreto dell'intoccabilità simbolica del sionismo nella cultura occidentale sta proprio nel fatto che nel sionismo viene oggi trasfigurato simbolicamente l'intero imperialismo, legittimato così ex post nel suo doppio aspetto di fondamento biblico-religioso e di risarcimento per la colpa storica di non aver saputo impedire l'antisemitismo (risarcimento scaricato sulle spalle dei popoli arabi ed islamici, in proposito del tutto innocenti sul piano storico e politico). L'imperialismo sa bene che ci deve essere almeno un soggetto sciolto dal contratto simbolico istituente le relazioni internazionali, un soggetto cui è sfrontatamente consentito di fare tutto ciò che agli altri non è consentito, ed il sionismo oggi ricopre questa pericolosa funzione simbolica. È il sionismo a decidere chi è antisemita e chi invece non lo è, e questa decisione viene presa sulla base del consenso alla annessione dei territori palestinesi».
Ugualmente condivisibile è la conclusione data da Gianni Vattimo, uno dei più autorevoli filosofi italiani contemporanei, durante una trasmissione radiofonica107:
«Ma proprio, direi, guardi, che è il momento di fare le Brigate Internazionali come in Spagna, eh! E certo, perché lì c'è un regime fascista che sta sta distruggendo un popolo intero.
In Spagna non era niente in confronto a questo: questo è un genocidio in atto, nazista, razzista, colonialista, imperialista, e qui ci vuole una resistenza […].
Contro gli Israeliani, che bombardano ospedali, cliniche private, bambini eccetera eccetera sparerei, certo; purtroppo non sono capace, ché non ho fatto il servizio militare, essendo figlio unico di madre vedova, però imparerei volentieri […]. Vado lì e combatto contro questi bastardi di Israeliani sionisti, che non hanno niente a che fare con gli Ebrei […]. Io sono a favore della libertà dei Palestinesi, che sono stati cacciati dalla loro terra e vengono distrutti, distrutti, genocizzati da questi qui con la scusa dell'Olocausto […].
Stanno facendo l'Olocausto al rovescio e stanno sterminando i Palestinesi, in tutti i modi […].
[Israele] È uno stato razzista dove c'è una minoranza perseguitata, maltrattata, tenuta senz'acqua, espropriata, murata via via, altro che democrazia, belli miei!»
100. Redazione Tempi, «Lunga vita a Fidel Castro», cit.
101. I. Stalin, Risposta a una richiesta dell'Agenzia Telegrafica Ebraica d'America, Pravda, n° 329, 30 novembre 1936 [scritto nel gennaio 1931].
102. D. Losurdo, Stalin, cit., pp. 197-232.
103. Vd Redazione Libero, M.O.: 'Gaza come Auschwitz', è polemica su frase choc in pagina Fb Pd Cagliari, Libero (web), 21 novembre 2012; E. Pellegrin, Quando si tocca il sionismo, scatta la censura preventiva, CCDP, 1 febbraio 2016; Ariel Sharon, i media, e la «fabbrica» dell'antisemitismo, Marx21 (web), 16 novembre 2003.
104. Fonti usate: P. Lewis, U.N. Repeals Its '75 Resolution Equating Zionism With Racism, New York Times, 17 dicembre 1991; United Nations, Justice for the Palestinian people: fifty years of Israeli occupation The question of apartheid, Unescwa.org, 25 agosto 2016; G. Bes, Nuova condanna ONU per Israele per crimine di apartheid; appoggio al movimento BDS, Contropiano, 20 marzo 2017.
105. Redazione Sputnik, Interventi eclatanti alle Assemblee generali ONU, Sputnik News, 26 settembre 2015.
106. C. Preve, Intellettuali e cultura politica nell'Italia di fine secolo, Indipendenza, n° 3 (Nuova Serie), novembre 1997-febbraio 1998.
107. G. Vattimo, Intervista alla trasmissione radiofonica La Zanzara, Corriere della Sera (web)-Youtube, 16 luglio 2014.

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