20 Giugno 2021

10. NAZISTI AL SERVIZIO DELLA CIA CONTRO L'URSS

«Reinhard Gehlen, il generale delle SS che dirigeva la “sezione sovietica” dello spionaggio nazista, fu “arruolato” da Allen Dulles già prima che la guerra finisse. Divenne dapprima magna pars dei “servizi” in Germania federale, quindi passò direttamente negli USA, nella CIA». (Luciano Canfora)18

Oltre ai fatti raccontati da Pauwels si può aggiungere un ultimo ideale capitolo che conferma episodi già denunciati da vari studiosi, tra cui un Canfora bersagliato di polemiche per aver osato ricordarli in un libro pubblicato per la collana Fare l'Europa: si allude al fatto che gli USA abbiano salvato e messo alle proprie dipendenze centinaia di nazisti con l'obiettivo di continuare la lotta contro il bolscevismo. A riguardo un libro molto importante è I segreti del Quarto Reich (2016) di Guido Caldiron.
Riportiamo alcuni estratti di una bella recensione19 che ne mette in luce gli aspetti salienti:
«Sul banco degli imputati di Norimberga, però, non sedettero tanti criminali del Terzo Reich: alcuni […] riuscirono a eclissarsi, insieme a centinaia di personaggi minori, grazie agli aiuti ricevuti dalla Croce Rossa Internazionale, dal Vaticano, dai servizi segreti statunitensi (Cic, Oss, Cia) e britannici (MI6). […] La connivenza tra i membri del Terzo Reich e il governo statunitense provocò la sdegnata reazione di Simon Wiesenthal, l’attivista sionista che, nel 1947, creò in Austria un Centro di Documentazione sugli ex nazisti e trascorse la propria vita a ricercarli. […] Wiesenthal, nel saggio Giustizia, non vendetta […] deprecò che molti ex gerarchi nazisti fossero stati “riutilizzati senza difficoltà come agenti della Cia, semplicemente perché erano in grado di sfoggiare l’anticomunismo cui erano stati addestrati sotto Hitler e asserivano di possedere precise conoscenze dell’Est europeo”. Caldiron rileva, infatti, come “appena il nemico principale dell’Occidente tornò a essere il comunismo sovietico, […] nazisti e fascisti furono rapidamente dimenticati”. […] Il presidente americano Harry Truman, nel marzo 1947, espose la “dottrina del contenimento” nei confronti dell’Urss, che prevedeva l’arruolamento all’interno della Cia e di altri servizi segreti di “un certo numero di criminali di guerra nazisti e fascisti provenienti da ogni parte d’Europa”. Le attività antisovietiche comprendevano – come sostiene la storica inglese Frances Saunders – “propaganda, guerra economica, azioni dirette preventive incluse il sabotaggio, l’antisabotaggio, le distruzioni e i piani di evacuazione, la sovversione contro Stati ostili con assistenza a movimenti clandestini di resistenza, guerriglia e liberazione”. […] Un’altra importante informazione fornita da Caldiron riguarda la cosiddetta operazione “Paperclip”, cioè la fuga di circa 1600 scienziati, ingegneri, medici e tecnici del Terzo Reich, i quali emigrarono negli Usa tra il 1945 e il 1952. Secondo la giornalista americana Annie Jacobsen, essi proseguirono “il loro lavoro sugli armamenti al soldo del governo statunitense, sviluppando razzi, mettendo a punto armi biologiche e chimiche e facendo progredire la medicina aeronautica e spaziale”. Tra gli scienziati coinvolti nell’operazione “Paperclip” ci furono anche alcuni criminali nazisti: Otto Ambros, un chimico che aveva collaborato alla produzione di gas nervini micidiali come il tabun e il sarin; Walter Schreiber, un chirurgo che aveva torturato molti internati del campo di Dachau; Wernher von Braun, un ingegnere e ufficiale delle Ss che aveva progettato i micidiali razzi V2, mietendo migliaia di vittime civili in Gran Bretagna, e che avrebbe poi collaborato alle missioni aerospaziali statunitensi».
Alcuni di questi aspetti sono peraltro stati anticipati addirittura da fonti governative, come ci spiega un articolo del Corriere della Sera del 201020:
«Dopo la sconfitta del Terzo Reich gli Stati Uniti ospitarono più criminali di guerra nazisti di quanto si sospettasse e lo nascosero agli alleati. Ne fecero uso in particolare la Cia, lo spionaggio, e in secondo luogo la Nasa, l’ente spaziale. Lo svela un rapporto del Ministero della giustizia, più precisamente del suo Office of special investigation (Osi) istituito nel ’79, rapporto venuto in possesso del New York Times. Il rapporto, di cui il Ministero della giustizia aveva già consegnato una parte, pesantemente censurata, agli Archivi della sicurezza nazionale, consta di 600 pagine e racconta molte storie. […] i casi più clamorosi di cui parla il rapporto sono quelli di Otto Von Bolschwing e di Arthur Rudolph. Bolschwing era il braccio destro di Adolph Eichmann, uno dei massimi architetti dello sterminio degli ebrei, che venne poi catturato dal servizio segreto israeliano in Argentina e processato e condannato a morte in Israele. Bolschwing si stabilì negli Stati Uniti nel ’54 e fu assunto dalla Cia, che preparò un dossier a suo discarico nell’eventualità che venisse scoperto. L’Osi, che aveva il compito di fare giustizia dei criminali di guerra nazisti, avviò la procedura di estradizione in Germania nell’81. Bolschwing morì quell’anno. Rudolph era l’ex direttore della Mittelwerk, la fabbrica del Terzo Reich responsabile della produzione dei razzi V2. Fu portato negli Stati Uniti nel ’45 nel quadro della Operation paperclip, il programma di trasferimento negli Usa degli scienziati nazisti, per lavorare alla produzione di missili. Più tardi fu assunto dalla Nasa, che si era già affidata a un suo collega, Von Braun, per il programma spaziale. Anni dopo, la Nasa lo onorò come “il padre del missile Saturno” per le esplorazioni spaziali. L’Osi accertò che Rudolph aveva impiegato manodopera schiava e cercò di deportarlo. Come Bolschwing, lo scienziato morì prima che vi riuscisse. Un terzo caso fu quello di Tscherim Soobzokov, un ex SS che prese la residenza nel New Jersey, e che per motivi mai precisati fu protetto dal Ministero della giustizia. I suoi trascorsi divennero pubblici nell’80 ma non fu processato nonostante le proteste delle comunità ebraiche. Soobzokov venne ucciso in un attentato – una bomba in casa – nell’85 e i suoi assassini non furono mai scoperti. […] il New York Times […] afferma che nei documenti si trovano anche le prove che durante le seconda guerra mondiale la Svizzera comprò dai nazisti oro di ebrei vittime dell’Olocausto. Questa circostanza fu sempre tenuta nascosta, ma di essa sarebbe stato al corrente il Dipartimento di stato».
Un altro articolo del 2015 riporta sempre sul Corriere21 questa notizia:
«Oltre venti milioni di dollari spesi dal governo degli Stati Uniti per provvedere ad assistenza di tipo previdenziale di oltre 130 persone sospettate di essere criminali nazisti riusciti comunque a passare indisturbati tra le maglie della burocrazia americana installandosi nel paese, alcuni da diversi decenni. Lo rivela un rapporto che verrà diffuso a giorni e di cui l’Associated Press ha preso visione. Si è giunti a tali conclusioni proprio in seguito ad un’inchiesta dell’Ap che ha innescato le verifiche dell’ente di controllo sulle attività previdenziali con la comparazione di informazioni provenienti da più fonti e da diverse agenzie federali americane, per arrivare a tracciare una “mappa” dai tratti inaspettati con una “utenza” oltre le aspettative di persone che si sospetta abbiano fatto parte delle SS, che si siano macchiati di crimini nazisti o che comunque abbiano partecipato o alle atrocità commesse dal Terzo Reich durante la seconda guerra mondiale: tutti nella lista degli individui che ricevono o hanno ricevuto sussidi e benefit negli Stati Uniti dal febbraio 1962 e fino al gennaio 2015 quando è entrata in vigore il No Social Security for Nazis Act, testo che ha posto fine al pagamento della pensione per quattro specifici casi.
Si tratta quindi di un documento senza precedenti, che non indica nomi e cognomi, ma svela la dimensione di una realtà non così lontana nel tempo ma che spesso sfugge all’osservazione, come l’arrivo negli Stati Uniti di migliaia di ex nazisti - fino a 10mila secondo alcuni calcoli […]. Non è tutto: vi è anche il sospetto che proprio l’“incentivo” previdenziale sia stato in alcune occasioni utilizzato di fatto per espellere, senza sollevare troppa polvere, alcuni degli individui sospettati di essersi macchiati di quei crimini di guerra, offrendo in sostanza la possibilità di mantenere i “sussidi” se lasciavano volontariamente il paese - o se riuscivano a fuggire - prima di essere espulsi. Il dipartimento di Giustizia respinge l’ipotesi di questa “prassi”, restano tuttavia le cifre che risultano di certo sproporzionate rispetto alla entità del fenomeno così come fino ad ora è stato percepito. Secondo i documenti analizzati, fino al marzo 1999 erano stati 28 i sospetti criminali nazisti che avevano usufruito in totale di 1,5 milioni di dollari in assistenza previdenziale dopo essere stati rimossi dal suolo americano. Da allora la Ap calcola che la somma è cresciuta in maniera sostanziale».
Sulla stessa notizia c'è un'altra precisazione utile fatta da un altro giornale22:
«Secondo l’inchiesta della Ap, durata due anni, tra le persone che hanno ricevuto i benefici della Social Security americana ci sono ufficiali e militari sospettati di essersi macchiati di crimini di guerra. La pensione sarebbe stata pagata anche a soldati tedeschi che parteciparono allo sterminio del ghetto di Varsavia dove furono uccisi 13 mila ebrei, e ad un collaboratore dei nazisti che rese possibile l’arresto e l’esecuzione di migliaia di ebrei in Polonia».
18. L. Canfora, Democrazia, cit., p. 423.
19. G. Licandro, I segreti del Quarto Reich – Guido Caldiron, Excursus.org, 20 agosto 2016.
20. E. Caretto, E gli Usa divennero il rifugio dei nazisti. Rivelazione del New York Times: dopo la guerra molti criminali di guerra furono impiegati da Cia e Nasa, Corriere della Sera (web), 14 novembre 2010.
21. Redazione Corriere della Sera, Usa, dal 1962 pensioni a 130 ex nazisti. Il dossier: molti stavano nelle SS, Corriere della Sera (web), 1 giugno 2015.
22. Redazione Il Fatto Quotidiano, Usa, inchiesta Ap: “Governo inviava ex nazisti in Europa e pagava loro la pensione, Il Fatto Quotidiano (web), 20 ottobre 2014.