28 Novembre 2022

1.06. LE DONNE RIVOLUZIONARIE DELL'ESERCITO

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«Questo è un esercito politico, e che s'intenda bene la parola politica, non la politica miserabile, la politica sporca, la politica meschina fatta in Cuba per più di 50 anni. Questo è un esercito idealista (di ideali), che veglierà sugli interessi del popolo, che si metterà dove si dovrà mettere, per evitare che l'immoralità, la scostumatezza, l'insolenza e il disonore cadano su tutti».
(Camilo Cienfuegos)20
Da un articolo di Gustavo Becerra21 emerge il ruolo attivo che hanno avuto le donne nell'esercito rivoluzionario, simbolo evidente di una rivoluzione che fa sua la lotta tipicamente marxista della parità di genere e di opposizione al patriarcato:
«Dal 1959 le donne cubane fanno parte dell’avanguardia che ha portato avanti il processo di trasformazione sociale della Rivoluzione. Non è un caso che le donne costituiscano il 70% della forza tecnica dell’Isola. Le cubane hanno avuto molto a che vedere con il Trionfo rivoluzionario, lottando dapprima contro la sanguinaria dittatura di Fulgenzio Batista della clandestinità e poi sulla Sierra Maestra. Donne emblematiche come Celia Sánchez, Aydeé Santamaría, Vilma Espín, Melba Hernández…
Oggi non esiste settore senza le cubane, compreso l’esercito, nel quale hanno raggiunto una presenza del 20% tra gli ufficiali; la maggioranza entra molto giovane nelle scuole militari a livello pre-universitario integrato al sistema nazionale d’educazione. Questi alunni a Cuba sono chiamati “Camilitos” perché la scuola è dedicata al Comandante Camilo Cienfuegos, scomparso in un incidente aereo al principio della Rivoluzione.
La Costituzione della Repubblica di Cuba sancisce questo diritto conquistato già da 45 anni e permette alle donne l’accesso, secondo i meriti e le capacità, a tutti i ruoli e impieghi dello Stato, come in tutte le gerarchie delle FAR (Forze Armate Rivoluzionarie) della sicurezza e dell’ordine interno. Inoltre sono state adottate misure speciali per garantire il diritto delle donne a partecipare alle attività della difesa, come militari professioniste, per un periodo di due anni, o nelle Milizie delle Truppe Territoriali (MTT) o nelle Brigate della Produzione e Difesa. Nelle MTT, organizzazione armata che risponde alla dottrina della guerra di tutto il popolo, le lavoratrici, le donne di casa, le intellettuali e le studentesse costituiscono circa il 50%. La donna con il rango militare più alto nelle FAR è la Generalessa di Brigata Delsa Puebla, conosciuta affettuosamente come Tetè Puebla, deputata della Assemblea Nazionale e membro dell’Associazione dei Combattenti della Rivoluzione. […]
La presenza femminile non è mancata neanche nelle innumerevoli missioni internazionaliste, anche in quelle militari, che hanno contribuito alla causa liberatrice dei popoli nel mondo e soprattutto in Africa. Aracely Careaga è un esempio: 30 anni fa comandava una compagnia femminile che il Governo Rivoluzionario mandò in Angola. Alla fine del ‘75 Aracely fu selezionata dalla Federazione delle Donne Cubane assieme ad altre 134 compagne per andare in Africa e combattere contro le truppe razziste del Sud Africa. Allora era membro della Segretaria Nazionale dell’organizzazione femminile e fu una sfida, un onore e un impegno. Per 30 giorni si addestrarono con rigore di veri soldati nella scuola “Interarma Antonio Maceo”. Furono preparate in fanteria, tiro in combattimento, addestramento per le situazioni di guerra, in topografia e sanità militare. Poi giunse la partenza. […]
Sparse nella geografia dell’Angola, moltiplicarono i risultati del loro lavoro compiendo molte missioni. Quando si firmarono gli accordi di pace con l’Africa del Sud, nel marzo del 1976, le dirigenti della FMC si dedicarono a fare le consulenti per l’Organizzazione delle Donne Angolane, OMA. Tra il 1982 e il 1984 Aracely andò in Angola altre volte: una per lavorare all’organizzazione del primo congresso della OMA, su richiesta delle donne angolane e poi a compiere missioni civili nell’ambasciata cubana. “Ho imparato molto dalle donne africane dal loro spirito di lotta, ma ho anche imparato dalle mie compagne che hanno dimostrato d’essere disciplinate, coraggiose e sensibili. Nel 1991, quando le truppe si ritirarono definitivamente, mi hanno invitato di nuovo”.
Le compagne angolane la consideravano una parte del loro gruppo. Ricordando quella tappa Aracely sottolinea che il maggior privilegio è stato rappresentare le migliaia di cubane che erano disposte a compier qualsiasi missione che fosse stata loro assegnata in Africa».
20. E. Suarez Pérez & A. Caner Román, Camilo Cienfuegos, cit.
21. G. Becerra, Le donne nelle forze armate rivoluzionarie, Siporcuba.it.

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