05 Dicembre 2022

11. IL MOZAMBICO DI SAMORA MACHEL

Il Mozambico presenta una storia simile a quella dell'Angola: «appena libero dalla dominazione portoghese, subì le devastazioni della guerra condotta dalle forze separatiste del RENAMO, finanziate e armate per sedici anni dal Sudafrica razzista e, ipocritamente, da certe grandi potenze occidentali, fra cui la Francia. Il processo di pace, laboriosamente iniziato dopo il 1994 (quando l'ANC di Mandela andò al potere in Sudafrica) diede una larga maggioranza al partito FRELIMO» a cui non restava «che ricostruire un paese devastato che aveva perduto centinaia di migliaia di cittadini e l'essenziale delle sue attrezzature industriali, e le cui terre coltivabili erano disseminate di mine antiuomo che avrebbero mietuto vite e arti ancora per decenni». Come per l'Angola, così per il Mozambico, il fazioso Stephen Courtois nel Libro nero del Comunismo ha attribuito tali morti al conto del comunismo, ignorando il ruolo delle grandi potenze e delle multinazionali interessate alle ricchezze del sottosuolo (diamanti e petrolio in particolare) presenti in questi paesi.
Un esempio perfetto di rimozione sfrontata e vergognosa dei crimini dell'imperialismo.61
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Come si comporta verso il Mozambico l'URSS? «Mosca inviò armi al Fronte Marxista per la Liberazione del Mozambico (FRELIMO) che faceva capo al presidente Samora Machel, salito al potere nell'estate del 1975. Il FRELIMO […] mandava ogni anno contingenti di ufficiali dei servizi d'informazione a Mosca per i corsi all'Istituto Andropov. […] i consiglieri della STASI della Germania orientale collaboravano all'istituzione di un servizio di sicurezza», lo SNASP. Pur non conoscendo la cifra precisa del sostegno finanziario e militare offerto, sappiamo che «nel quinquennio tra gennaio 1976 e dicembre 1980, le forniture di armi da parte sovietica all'Africa nera raggiunsero il valore complessivo di quattro miliardi di dollari».62
Il personaggio più rappresentativo della storia del paese è Samora Moisés Machel (Madragoa, 29 settembre 1933 – Mbuzini, 19 ottobre 1986), leader del Fronte di Liberazione del Mozambico (FRELIMO) e primo presidente del Mozambico indipendente.
Machel nasce nel villaggio di Chilembene, in una famiglia povera di contadini. I suoi genitori sono costretti dai portoghesi a coltivare cotone e soffrono a lungo la fame. Pur passando gran parte del suo tempo a lavorare nei campi, il giovane Machel riesce a frequentare una scuola cattolica e in seguito studia per diventare infermiere, riuscendo a trovare un impiego in un ospedale. Negli anni Cinquanta il terreno della sua famiglia è confiscato e ceduto a coloni portoghesi; per sbarcare il lunario i suoi devono andare a lavorare nelle miniere del Sudafrica, dove il fratello di Samora perde la vita in un incidente. Machel incontra il marxismo e inizia la propria attività politica in ospedale, protestando per la diversa retribuzione degli infermieri bianchi e neri e per il modo in cui i neri poveri mozambicani vengono curati. In seguito avrebbe dichiarato a un reporter: “al cane di un uomo ricco vengono dispensati più vaccini, medicine e cure mediche che agli operai dal cui lavoro deriva il benessere dell'uomo ricco”.
Nel 1962 Machel entra nel Fronte di Liberazione del Mozambico (FRELIMO). Nel 1963 viene addestrato militarmente e nel 1964 guida la prima azione di guerriglia del FRELIMO contro i portoghesi. Nel 1970 diventa il comandante in capo dell'esercito del FRELIMO.
Il suo principale obiettivo è “capire come trasformare la lotta armata in una rivoluzione” e “creare una nuova mentalità su cui costruire una nuova società”. Quando il governo rivoluzionario di Machel prende il potere, è lui il primo presidente del Mozambico libero dal colonialismo portoghese. È il 25 giugno 1975. La sua azione politica è apertamente ispirata dal marxismo: le piantagioni sono nazionalizzate e vengono costruite scuole e ospedali per i contadini. Convinto internazionalista, Machel sostiene le forze rivoluzionarie anti-apartheid che operano in Rhodesia (odierno Zimbabwe) e Sudafrica. I governi bianchi di questi paesi rispondono sostenendo un movimento di ribelli mozambicani chiamato RENAMO, che causa gravi danni al paese distruggendo scuole, ospedali, linee ferroviarie e centrali idroelettriche. L'economia del Mozambico, messa a dura prova dai conflitti interni, diventa sempre più dipendente dal sostegno dell'Unione Sovietica. Nonostante questo contesto di crisi, Machel non perde il favore della popolazione, anche a causa delle atrocità commesse sovente dai guerriglieri della RENAMO ai danni della popolazione civile.
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Nel 1977 gli viene conferito il Premio Lenin per la pace. Il 19 ottobre 1986, Samora Machel è coinvolto in un incidente aereo mentre rimpatria da un meeting internazionale tenutosi in Zambia.
Il velivolo su cui viaggia (un Tupolev Tu-134 di fabbricazione sovietica) precipita nei pressi del confine fra Mozambico, Swaziland e Sudafrica, sui monti Lebombo.
Solo nove i sopravvissuti; tra le vittime, oltre a Machel, altre 24 persone, inclusi membri del governo. Diverse fonti sollevano il sospetto che il regime del Sudafrica sia coinvolto, ma le indagini, condotte congiuntamente da Sudafrica, Mozambico, l'Organizzazione Internazionale dell'Aviazione Civile e l'Unione Sovietica non hanno raggiunto prove definitive, anche se la delegazione sovietica ha sostenuto apertamente il coinvolgimento del Sudafrica.63
61. F. Arzalier, L'Africa delle indipendenze e del “comunismo” (1960-1998), cit., p. 309.
62. C. Andrew & O. Gordievskij, La storia segreta del KGB, cit., pp. 587-589.
63. Fonti usate per gli elementi biografici: Enciclopedia Treccani, Samora Moises Machel, Treccani.it e G. Della Valle, 19 ottobre 1986, la morte di Samora Machel, Sancara.org, 19 ottobre 2012.

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