05 Dicembre 2020

2.3. GLI SVILUPPI NELLA SECONDA INTERNAZIONALE (1889)

«La storia ci ha insegnato che ogni classe oppressa ha ottenuto la sua liberazione dagli sfruttatori solo grazie alle sue stesse forze. È dunque necessario che la donna apprenda questa lezione, comprendendo che la sua libertà si realizzerà nella misura in cui avrà la forza di realizzarla. Perciò sarà molto più importante per lei cominciare con la sua rigenerazione interna, facendola finita con il fardello di pregiudizi, tradizioni ed abitudini». (Emma Goldman)18
«Se la Prima Internazionale significò per il marxismo la conquista dell’avanguardia proletaria, la Seconda Internazionale contribuì ad avvicinare milioni di lavoratori a queste concezioni. Fu l’Internazionale più caratteristica dell’era riformista, perché nacque nel periodo in cui vennero guadagnate la maggior parte delle concessioni, come le ferie, gli aumenti salariali, la legislazione sociale e del lavoro, ecc. Riguardo alla questione della donna, la lotta per l’ottenimento dei diritti democratici (uguaglianza politica, diritto di affiliazione ai partiti e diritto di voto) fu quella che più agitò la Seconda Internazionale. La lotta suffragista, che prese l’avvio negli Stati Uniti, fu la prima lotta femminista internazionalista. Raggruppò donne di molteplici paesi del mondo e incorporò i metodi tradizionali di lotta della classe operaia, quali marce di massa, assemblee, scioperi della fame e scontri brutali con la polizia, in occasione delle quali molte attiviste furono incarcerate e assassinate. In campo socialista, la lotta suffragista fu diretta dalla Seconda Internazionale, divisa tra riformisti, che difendevano il diritto di voto solo per gli uomini (in quanto supponevano che le donne avrebbero votato per i partiti cattolici reazionari) e i marxisti, difensori del suffragio universale. La dirigente politica femminista marxista più importante della Seconda Internazionale, così come della Terza, fu Klara Zetkin, membro dell’Spd. Al Congresso di Stuttgart, nel 1907, difese la posizione dei marxisti, che si rivelò vincente. La Seconda Internazionale lanciò una campagna internazionale a favore del suffragio femminile, con manifestazioni di massa in diversi paesi.
Il partito più importante all’interno della Seconda Internazionale era l’Spd che, nel 1891, anno in cui l’ala di sinistra arrivò ad approvare un programma essenzialmente marxista, si mise ad esigere diritti politici per tutti, indipendentemente dal sesso di appartenenza, e l’abolizione di tutte le leggi che discriminavano la donna. Dopo che i lassaliani cessarono di esistere come tendenza all’interno dell’Spd, una nuova corrente riformista, che esercitava pressioni per l’adattamento allo status quo capitalista, fece la sua comparsa nel partito. Klara Zetkin, dell’ala della sinistra marxista, diresse il movimento socialista delle donne durante tutto il periodo precedente la guerra e combatté, all’interno dell’Spd, per lo sviluppo di una prospettiva rivoluzionaria della lotta per l’emancipazione della donna. Nel 1914, quando la maggioranza della direzione dell’Spd capitolò di fronte al capitalismo tedesco e votò per la difesa della “propria” borghesia nella Prima Guerra Mondiale, Klara Zetkin fu una dei rari dirigenti del partito, insieme a Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, a rompere con l’Spd e mantenere una posizione internazionalista rivoluzionaria.
Negli anni del 1890, l’Spd si concentrò inizialmente sull’organizzazione sindacale delle donne e ottenne alcune conquiste importanti. Nel 1896, su proposta di Klara Zetkin, il partito approvò una mozione per dare il via allo sviluppo di organizzazioni speciali per un’attività politica femminile più vasta. Oltre a lavorare per gli obbiettivi generali del partito, le compagne si concentrarono sulle bandiere del femminismo, come uguaglianza politica, a favore di una legislazione a protezione della donna lavoratrice, per l’educazione e la protezione dell’infanzia e l’educazione politica delle donne. Fino al 1908, quasi dappertutto in Germania, l’affiliazione a qualunque gruppo politico era proibita alle donne. Per ovviare a questa interdizione, l’Spd organizzò dozzine di “società per l’autoeducazione delle lavoratrici”, organizzazioni libere che, pur se parzialmente al di fuori dei confini del partito, erano ad esso strettamente legate. A partire dal 1900, vennero organizzate delle conferenze semestrali di donne socialiste, allo scopo di unificare questi gruppi e per dar loro una direzione. Dopo il 1908 le donne poterono affiliarsi legalmente all’Spd, e lo fecero all’interno delle organizzazioni speciali delle donne del partito. Continuarono a mantenere il loro giornale, Uguaglianza, diretto da Klara Zetkin. Fu uno dei giornali femministi più importanti al mondo, la cui diffusione nel 1912 superava le centomila copie. Tuttavia, malgrado questi avanzamenti, le rivendicazioni femministe non divennero realtà per la prima volta che in Russia, con la rivoluzione del 1917».19
18. Citato in C. Levi, Red Emma, A rivista anarchica, anno 4, n° 32, ottobre 1974, disponibile su http://www.arivista.org/index.php?nr=032&pag=32_05.htm&key=red%20emma.
19. C. Toledo, El Marxismo y el Problema de la Emancipación de la Mujer, cit.