24 Giugno 2019

5. LE STORICHE CONQUISTE RIVOLUZIONARIE DEGLI SCHIAVI AL POTERE

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V.Lenin: "Per la prima volta dopo centinaia e migliaia di anni gli schiavi hanno risposto alla guerra tra padroni con la guerra contro i padroni"
«Lenin si mosse con straordinaria risolutezza emanando decreti di forza impressionante, che riunivano il meglio delle tradizioni socialiste, democratiche e persino liberali. Quello sulla pace arrivò solo due ore dopo l’arresto del governo, seguito il giorno stesso da quello sulla terra. Entrambi furono approvati dal Congresso nazionale dei soviet, nella sua prima seduta, assicurando in qualche modo la legittimità del nuovo potere. Il 15 novembre un nuovo decreto proclamava l’uguaglianza e la sovranità dei popoli dell’ex impero, riconoscendone il diritto all’autodeterminazione e alla secessione. Esso fu presto seguito da altri provvedimenti che abolivano la pena di morte […] e introducevano il controllo operaio, nonché misure liberali in materia di previdenza sociale, istruzione ecc. L’impatto fu enorme, sia nel paese, dove queste misure, tanto desiderate, rafforzarono l’appoggio al governo di buona parte delle campagne, dell’esercito e delle minoranze nazionali, sia fuori di esso». (Andrea Graziosi)59
Perché tanto furore, interno ed esterno, contro il regime bolscevico? Perché fu necessario mettere in piedi la CEKA e una possente Armata Rossa? Di seguito una sintesi schematica delle conquiste sociali e politiche ottenute dalla Rivoluzione Bolscevica. La maggior parte di questi provvedimenti viene attuata per la prima volta nella Storia dell'Umanità, e non poteva di conseguenza non scatenare la più furiosa opposizione di quelle classi sociali che per secoli avevano goduto di immensi privilegi e soprusi spazzati via in pochi mesi:
-il decreto sulla terra imponeva l'immediata distribuzione, senza indennizzo, delle terre dei grandi proprietari terrieri ai contadini privi di terra;
-con il decreto sulla pace si propone a tutti i belligeranti di aprire trattative per una pace «giusta e democratica», accompagnate da un immediato armistizio di almeno tre mesi;
-al vecchio sistema giudiziario si sostituiscono i tribunali del popolo di tipo elettivo;
-la polizia viene sostituita da una milizia operaia;
-viene realizzata la completa separazione tra Stato e Chiesa;
-è introdotto il matrimonio civile, con uguali diritti per entrambi i coniugi, e il divorzio;
-la donna ottiene la totale parità di diritti rispetto all'uomo; dal 1920 ottiene anche il diritto di aborto;
-viene legalizzata omosessualità;
-la giornata lavorativa viene ridotta a otto ore;
-nell'esercito sono cancellate la differenze di trattamento fra soldati e ufficiali;
-sono nazionalizzate tutte le banche private;
-il commercio estero diventa monopolio dello Stato;
-la flotta mercantile e le ferrovie vengono statalizzate; fabbriche sono affidate direttamente agli operai;
-vengono denunciati tutti gli accordi internazionali, compresi quelli segreti;
-si annuncia la sospensione del rimborso dei prestiti ottenuti all'estero dal regime zarista;
-viene vietata completamente ogni tipo di discriminazione di razza, etnia, nazionalità, identità sessuale.

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Foto d'epoca: milizia operaia al posto della polizia
Nel prosieguo del capitolo approfondiremo per ora solo alcuni di questi aspetti, di particolare attualità e rilevanza, al fine di far capire la reale portata rivoluzionaria di tali misure, riservandoci di concentrarci più avanti sull'approfondimento di tutti questi aspetti nei capitoli successivi. Per comprendere però davvero quale sia il senso storico profondo nella Storia dell'Umanità della Rivoluzione d'Ottobre, lasciamo la parola a Lenin, che in questo passo memorabile lo spiega in maniera impeccabile:
«La borghesia e i pacifisti, i generali e i piccoli borghesi, i capitalisti e i filistei, tutti i cristiani credenti e tutti i paladini della II Internazionale e della Internazionale due e mezzo insultino pure furiosamente questa rivoluzione. Con tutto il loro torrente di malvagità, di calunnie e di menzogne essi non oscureranno il fatto, d'importanza storica mondiale, che, per la prima volta dopo centinaia e migliaia di anni, gli schiavi hanno risposto alla guerra tra i padroni di schiavi con l'aperta proclamazione della parola d'ordine: trasformiamo questa guerra tra schiavisti per la ripartizione del bottino in una guerra degli schiavi di tutte le nazioni contro gli schiavisti di tutte le nazioni! Per la prima volta dopo centinaia e migliaia di anni questa parola d'ordine si è trasformata, da confusa e impotente aspettazione, in un programma politico chiaro e preciso, in una lotta attiva di milioni di oppressi sotto la guida del proletariato, in una prima vittoria del proletariato, in una prima vittoria della causa dell'unione degli operai di tutti i paesi contro l'unione della borghesia delle diverse nazioni, di quella borghesia che fa la guerra e conclude la pace a spese degli schiavi del capitale, a spese degli operai salariati, a spese dei contadini, a spese dei lavoratori. Questa prima vittoria non è ancora una vittoria definitiva ed è stata ottenuta dalla nostra rivoluzione d'ottobre attraverso ostacoli e difficoltà senza uguali, sofferenze inaudite, attraverso una serie di insuccessi e di errori grandissimi da parte nostra. Come se, da solo, un popolo arretrato avesse potuto vincere senza insuccessi e senza errori le guerre imperialiste dei paesi più potenti e più avanzati del mondo! Noi non abbiamo paura di riconoscere i nostri errori e li esaminiamo spassionatamente per imparare a correggerli. Ma il fatto rimane: per la prima volta, dopo centinaia e migliaia di anni, la promessa di “rispondere” alla guerra tra gli schiavisti con la rivoluzione degli schiavi contro tutti gli schiavisti è stata mantenuta fino in fondo e lo è stata malgrado tutte le difficoltà. Noi abbiamo cominciato quest'opera. Quando, entro che termine precisamente, i proletari la condurranno a termine? Ed a quale nazione apparterranno coloro che la condurranno a termine? Non è questa la questione essenziale. È essenziale il fatto che il ghiaccio è rotto, la via è aperta, la strada è segnata». (da Per il quarto anniversario della Rivoluzione d'Ottobre, 14 ottobre 1921)60
59. A. Graziosi, L’Urss di Lenin e Stalin, cit., p. 93.
60. Pubblicato su Pravda, n° 234, 18 ottobre 1921; riportato anche su http://www.marx21.it/storia-teoria-e-scienza/storia/24722-lenin-per-il-quarto-anniversario-della-rivoluzione-dottobre.html.GCAwCrF0.dpuf.