01 Ottobre 2020

5.6. IL RUOLO POSITIVO DEI VACCINI DIMOSTRATO DAL SOCIALISMO REALE

«Vaccini obbligatori a scuola? Mi sembra di tornare ai tempi dell'Unione Sovietica».
(Roberto Maroni, Governatore Lombardia, 2015)69
Rispondendo al leghista Maroni, vediamo quindi il ruolo assunto dai vaccini nelle esperienze storiche del paesi che hanno funzionato con il socialismo reale. Una risposta anche per tutti i proletari che nella confusione di questi tempi si pongono tante domande sul tema.70 La Germania è stata dal 1870 al 1945 una nazione unita: stessa lingua, stesse abitudini alimentari, stesso patrimonio genetico. Dopo la Seconda guerra mondiale, come è noto, venne divisa nella Germania Ovest (BRD), capitalista, e nella Germania Est (DDR), socialista. Nei due Stati l'atteggiamento nei confronti delle vaccinazioni era molto diverso. Mentre all'Ovest le vaccinazioni erano facoltative, e molti non si vaccinavano, all'Est erano obbligatorie, per cui il 100% dei bambini veniva vaccinato. A un gruppo di medici venne in mente, qualche anno dopo la riunificazione della Germania, di studiare se l'incidenza delle allergie in queste due popolazioni fosse differente. Quello che trovarono fu sorprendente: l'incidenza delle allergie era indiscutibilmente più alta (con tassi medi del 10% maggiore sul totale) nella Germania Ovest, dove meno bambini erano stati vaccinati. Questa scoperta fu così una conferma dei tanti studi epidemiologici che ci dicono che, qualunque sia la causa delle allergie, i vaccini non c'entrano. Dopo la rivoluzione del 1959 Cuba dedicò enormi investimenti alla sanità pubblica. Un peso notevole ebbe il ricorso ai vaccini per diffondere i quali il governo fece ciò che era impossibile nei paesi latinoamericani capitalistici, e cioè mobilitare il Paese intero in una campagna nazionale per fare ciò che doveva essere fatto. Non soltanto i sindacati, ma anche la Federazione delle donne cubane, i Comitati per la difesa della rivoluzione e tutte le altre organizzazioni di massa parteciparono all'assolvimento del compito della vaccinazione infantile di massa. Nel 1964 esse aiutarono a somministrare il vaccino antipolio a 2.450.000 ragazzi sotto i 14 anni; nel 1966 a 1.407.000 ragazzi sotto i 6 anni. Ogni anno centinaia di migliaia di ragazzi vennero vaccinati contro il vaiolo, la tubercolosi, la difterite, la pertosse, il tetano e la febbre tifoidea, che mietevano migliaia di vittime. Il risultato fu di abbassare il tasso di mortalità infantile al 37,7 per mille (dati 1966) mentre all'epoca in una decina di altri paesi latinoamericani il tasso era superiore all'80 per mille.
Tra il 1959 e il 1961 in Unione Sovietica furono vaccinati contro la poliomielite 90 milioni di bambini e adolescenti, e il fenomeno della malattia in URSS scomparve. Da allora i vaccini sono impiegati per eliminare la malattia in tutto il mondo. Il piano d’azione per estirpare definitivamente il vaiolo in tutto il mondo fu elaborato dai medici sovietici e approvato dall’assemblea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1967. Fu una vittoria che può essere attribuita senza ombra di dubbio all’URSS. La prima fase fu quella più costosa, ma anche più semplice: si doveva vaccinare il maggior numero possibile di persone. Nella seconda fase occorreva individuare e spegnere i focolai isolati della malattia, e assicurarsi che nemmeno una sola persona tra i miliardi di abitanti della Terra fosse più affetta dal vaiolo. In ogni angolo del pianeta furono condotte operazioni per la “cattura” dei malati: praticamente, si trattava di cercare un ago in un pagliaio. Il 22 ottobre 1977 nella città di Marka, nel Sud della Somalia, fu registrato l’ultimo caso di infezione di vaiolo da un focolaio naturale della malattia. L’8 maggio 1980, invece, nella trentatreesima seduta dell’OMS fu dato l’annuncio ufficiale che il vaiolo era stato debellato in tutto il pianeta. I vaccini erano riusciti debellare quasi totalmente anche la difterite. Prima del 1989 la copertura vaccinale era molto elevata e si verificavano solo casi sporadici. Dopo la caduta dell'URSS si ridusse notevolmente la copertura vaccinale con il seguente risultato: 200.000 casi di difterite con quasi 6.000 decessi (di cui 125.000 solo nel periodo 1992-95 con circa 4.000 decessi). Degno di nota il fatto che la riduzione della copertura vaccinale alla base dell’epidemia di difterite dopo il 1989, oltre a problematiche di tipo organizzativo, venne causata da una violenta campagna di stampa sostenuta da due medici contro il vaccino DTP, colpevole a loro dire di danneggiare il sistema immunitario del neonato e di provocare persino la leucemia. In epoca di Perestrojka, i complottisti che sembravano portatori delle verità nascoste dal “regime”, acquisivano subito credito sui mass media e da parte dei settori più arretrati del popolo.
Il fatto che si sia alimentata in milioni di persone, anche istruite, un'ostilità diffusa verso i vaccini dipende da molti fattori. Uno di questi, che ci sembra l'unico valido, consiste nella scarsa fiducia verso le multinazionali farmaceutiche, le quali chiaramente cercano di espandere ogni giorno i propri profitti in ogni maniera, anche facendoci assumere farmaci di cui potremmo fare certamente a meno. Nel fare questo non è assurda l'ipotesi che le multinazionali farmaceutiche riescano a corrompere settori governativi, ricerche scientifiche e medici compiacenti, per i propri loschi scopi. Tali fatti in effetti sono sotto evidenza pubblica e ne parleremo anche noi più avanti. Il valore in sé progressivo e positivo delle vaccinazioni infatti resta però fuori discussione. Il problema può essere semmai il loro utilizzo distorto. Questo è il principale motivo per cui riteniamo che la nazionalizzazione e pubblicizzazione dell'intero settore industriale farmaceutico sia una necessità primaria, al fine di sottrarre il settore della sanità e della salute dal business dei privati; solo eliminando ogni rischio di profitto dal settore, che va messo sotto controllo popolare, si può eliminare alla radice tale rischio, mettendo la medicina al servizio della collettività senza rischi ulteriori. L'URSS ha indicato la strada da seguire.
69. M. Melley, Maroni contro i vaccini obbligatori a scuola: “Non siamo in Unione Sovietica”, Milano Today (web), 21 ottobre 2015, disponibile su http://www.milanotoday.it/politica/vaccini-obbligatori-maroni-unione-sovietica.html.
70. Fonti usate: I. Di Francesco, I comunisti che sconfissero l'angelo della morte, 20 maggio 2017, disponibile su https://stachanovblog.org/2017/05/20/i-comunisti-che-sconfissero-langelo-della-morte/; L. Hubermann & P. M. Sweezy, Il socialismo a Cuba, Dedalo, Bari 1971, pp. 60-61; R. Burioni, Il vaccino non è un'opinione, Mondadori, Milano 2016; G. Tripodi, Il rifiuto delle vaccinazioni: mito e realtà nei movimenti antivaccinali, Gaslini, n° 3, 2005, disponibile su http://www.apel-pediatri.it/Materiale/Vaccini/antivaccinatori/tripodi%20rivista%20gaslini%202005.pdf.