24 Settembre 2020

5.3. L'INVENZIONE DELL'ISTRUZIONE PUBBLICA, LAICA, UNIVERSALE E GRATUITA

«Una vera democrazia però non può limitarsi a sconfiggere l’analfabetismo, né arrestarsi una volta raggiunta l’istruzione elementare per tutti. Essa deve porsi il compito di organizzare scuole uniformate, di vari livelli, laiche. [...] il passaggio naturale attraverso i vari livelli scolastici, fino all’università – l’ascesa al massimo livello – deve dipendere esclusivamente dall’attitudine dell’allievo e non dalle possibilità economiche della famiglia. [...] I lavoratori [...] devono però ricordare che l’istruzione è lo strumento più importante che essi hanno nella lotta per un migliore avvenire e per il loro sviluppo intellettuale. Anche se nel bilancio dello Stato altre voci potranno venire ridotte, le spese per l’istruzione dovranno mantenersi elevate. Un grosso bilancio della pubblica istruzione è l’orgoglio e la gloria di una nazione». (Dal Decreto sull'Istruzione Pubblica, firmato dal Commissario del Popolo per l'Istruzione, A.V. Lunačarskij)63
Una conquista unica della costruzione del Socialismo in Unione Sovietica fu la completa eliminazione dell'analfabetismo e il rapido aumento del livello di istruzione. In base al censimento del 1897, soltanto il 22% della popolazione sapeva leggere e scrivere: tra le donne la percentuale scendeva al 12%. Appena prima della Rivoluzione d'Ottobre del 1917, la percentuale dei russofoni maschi alfabetizzati era salita al 37,9%, mentre quella delle russofone femmine era stabile al 12,5%. Fin dai primi momenti, il governo Sovietico fece uno sforzo colossale per eliminare l'analfabetismo. I numeri parlano da soli: approssimativamente 50 milioni di adulti hanno imparato a leggere ed a scrivere negli anni tra il 1920 ed il 1940; nel 1937, il 75% della popolazione totale sapeva leggere e scrivere. Nel primo decennio del 1960, l'analfabetismo è stato completamente eliminato. L'eliminazione dell'analfabetismo era parte di un programma generale ed unificato creato dal governo Sovietico che includeva: l'istituzione della libera educazione per ogni bambino, la creazione di un programma sociale educativo prescolare, libera e gratuita accessibilità agli studi universitari per operai e contadini, creazione di migliaia di asili d'infanzia, scuole elementari, medie e superiori. Il numero di persone che hanno raggiunto la laurea universitaria è aumentato dai 1,2 milioni del 1939 ai 21 milioni della fine degli anni '80. Dal 1918 al 1990, più di 135 milioni di russi hanno completato gli studi universitari. Mentre nel mondo capitalista il diritto all'istruzione veniva sottoposto al profitto ed alle privatizzazioni, gli studenti in URSS avevano libero e gratuito accesso ad ogni livello di istruzione. Non c'erano rette da pagare nell'Unione Sovietica per accedere ai più alti livelli di educazione e inoltre, vi era completo accesso all'assicurazione medica come a vari sport ed eventi culturali. Fondamentale per i comunisti bolscevichi, fu la lotta contro l'analfabetismo: Nel 1920 il tasso di alfabetizzazione era salito al 54% sebbene rimanesse ancora ridotto per alcuni gruppi etnici. L’eliminazione dell’analfabetismo era il compito principale della nuova politica di promozione dell’alfabetizzazione detta likbez. Questa prevedeva l’istruzione obbligatoria per i bambini e l’istituzione di scuole per adulti. La campagna del likbez produsse i migliori risultati fino al 1939, quando il tasso di alfabetizzazione toccò l’87,4%. Nel 1960, il governo dell’Urss affermava di aver raggiunto il 100% di alfabetizzazione della popolazione.
È ormai opinione comune che l’educazione sovietica sia stata una delle migliori al mondo. Il sistema educativo sovietico fu organizzato attraverso l’istituzione nel 1917 del Narkompros ovvero il Commissariato del popolo per l’istruzione della RSFS Russa e dell’Unione Sovietica, organo deputato alla gestione dell’educazione, delle scuole e della cultura, suddiviso in vari settori di insegnamento (letteratura, scultura, pittura ecc). Il commissariato (che poi dal 1948 ha mutato il nome in Ministero dell’Educazione del popolo, dal 1917 al 1929, fu guidato da Anatolij Vasil’evič Lunačarskij. L’ideologia rivestiva un ruolo molto importante, specie per aiutare gli insegnanti a motivare gli alunni. Alla fine delle lezioni, gli insegnanti rimanevano a scuola, non retribuiti, per aiutare gli studenti meno brillanti. Talvolta erano gli studenti stessi che si preoccupavano di seguire i compagni il cui rendimento lasciava a desiderare. Un simile approccio si dimostrava valido soprattutto per materie come la fisica, la matematica, la chimica, etc. Durante l’epoca sovietica si dava molta attenzione alla metodologia dell’insegnamento: la collaborazione con le più autorevoli scuole di pedagogia era intensa e la compilazione dei testi scolastici era oggetto di scrupoloso lavorio. Esistevano appositi istituti dedicati alla preparazione del personale docente e diverse società erano impegnate nella divulgazione della scienza. Si era persino sviluppata una rete di riviste scientifiche a carattere divulgativo. La scala di valutazione degli studenti verteva su cinque livelli, sopravviveva un ambiente formale e una dura disciplina in classe e uniformi scolastiche standard, come il vestito nero con colletto bianco per le ragazze e la camicia bianca con pantaloni corti neri per i ragazzi. Come metodologia di insegnamento, agli studenti russi veniva sempre svelata la risposta corretta senza però spiegare le ragioni per cui tale risposta era esatta. L’autorità dell’insegnante era assoluta e indiscutibile. Stando alle statistiche ufficiali, nell’Urss degli anni '70 e '80 vivevano complessivamente un milione e mezzo di scienziati, mentre coloro che lavoravano nel campo scientifico, come la ricerca, erano quattro milioni e mezzo e rappresentavano quasi il 4 per cento dell’economia nazionale. Nell’Urss dei primi anni '70, su diecimila individui impegnati nell’economia nazionale, cento lavoravano nel settore scientifico. Negli Usa tale cifra ammontava, invece, a 71 e in Gran Bretagna a 49. Per ogni diecimila lavoratori impegnati nei settori manifatturiero ed edilizio vi erano 234 lavoratori scientifici; in rapporto, negli Usa ve ne erano 205 e in Gran Bretagna 116.
La professione di scienziato era una delle professioni di massa: questo spiega perché i bambini sovietici vivessero nell’era del culto della scienza. Anche la rete di lezioni supplementari era assai sviluppata: ogni scuola contava diversi circoli di apprendimento gratuiti, diretti non solo dagli stessi insegnanti, ma anche da specialisti esterni. La professione dell’insegnante era considerata prestigiosa, tanto che dal 30 dicembre 1977 si istituì perfino il titolo di «maestro del popolo dell'Unione Sovietica», conferito a professori della scuola secondaria sovietica e delle scuole professionali nonché a impiegati di istituzioni educative che avessero conseguito risultati particolarmente brillanti. L’obbligatoria presenza di istituti pedagogici anche nei villaggi e nei paesi più piccoli favoriva l’arrivo di nuovi insegnanti in quelle zone. Durante l’era sovietica, quasi ogni città contava due scuole o istituti tecnici, a indirizzo agricolo e pedagogico. Il culto della scienza e la convinzione - instillata negli insegnanti - che il ruolo da essi rivestito fosse di «missionari della scienza» contribuirono a creare l’eccezionale sistema scolastico sovietico. Il sistema di scuola primaria e secondaria dell’URSS rimane ad oggi un modello di eccellenza: negli anni ‘70 la preparazione degli studenti universitari statunitensi o tedeschi non sarebbe stata sufficiente a soddisfare gli standard dei programmi di fisica offerti presso le scuole secondarie sovietiche. I numerosi cambiamenti sopraggiunti dopo il 1991 hanno però seriamente alterato il sistema dell’insegnamento scolastico. Nel 2000, nella Russia capitalista, il 40% degli studenti universitari paga le rette. La restaurazione del capitalismo nel paese ha portato alla distruzione del carattere libero e gratuito dell'istruzione. Le indiscusse conquiste del Socialismo nell'educazione sono state internazionalmente riconosciute dalle comunità scientifiche degli stati capitalisti. La frase “Ivan sapeva quello che Johnny non sa”, che divenne oggetto di ricerca negli Stati Uniti, è caratteristica. Specialmente dopo i trionfi sovietici nel settore delle scienze, incluse le conquiste spaziali, nessuno poteva discutere la superiorità del socialismo nel campo dell'educazione.64
Dopo quanto letto possiamo constatare l'arretratezza relativa della Costituzione Repubblicana Italiana, che regola il diritto allo studio con l'articolo 34: «La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso». È evidente infatti che questo articolo, che pure fu ispirato dalle conquiste socio-culturali ottenute dal sistema sovietico, non riesce a garantire un confronto adeguato con i diritti allo studio garantiti dai sistemi socialisti. La borghesia cerca tuttora di distruggere tale pur insufficiente modello di scuola pubblica per privilegiare la propria idea di scuola privata, mercificata, gerarchica e confessionale, in cui troviamo esaltati soprattutto i vasti interessi economico-finanziari della Chiesa e l'esaltazione tecnocratico-liberista di università come la Bocconi.
63. Edizione di riferimento: J. Reed, Dieci giorni che sconvolsero il mondo, Editori Riuniti, Roma 1997 [1° ediz. J. Reed, Ten Days That Shook the World, Boni & Liveright, New York 1919]. In questo caso il passaggio in questione è riportato nell'edizione BUR Rizzoli, Milano 2017, dove sono riportati in appendice tutti i decreti rivoluzionari del 1917.
64. Fonti usate: N. Mottas, Why Socialism is superior to Capitalism - The achievements of Socialist construction in the Soviet Union, 5 settembre 2016, pubblicato su https://communismgr.blogspot.it/2016/09/why-socialism-is-superior-to-capitalism.html; traduzione in italiano del Centro di Cultura e Documentazione Popolare e pubblicazione su http://www.resistenze.org/sito/te/cu/ur/cuurgi20-018336.htm; N. Savitskaya, Il sistema scolastico sovietico e quello russo a confronto, 3 settembre 2013, pubblicato su https://it.rbth.com/societa/2013/09/03/il_sistema_scolastico_sovietico_e_quello_russo_a_confronto_26237; NARIC Italia & Università di Padova, Russia. Il sistema universitario e d'istruzione superiore, 2013, pubblicato su www.cimea.it; Wikipedia, Demografia dell'Unione Sovietica – Alfabetizzazione e Maestro del popolo dell'Unione Sovietica.