13 Dicembre 2019

5.1.5. LA PARABOLA DI TROCKIJ

«Prima che uscisse la straordinaria biografia che Pierre Broué ha dedicato a Trockij e che esce in questi giorni in Italia (La rivoluzione perduta. Vita di Trockij 1879-1940 pagg. 1016, […] Bollati Boringhieri editore), nessuno avrebbe potuto ipotizzare con qualche fondamento che, dietro le accuse rivolte a Zinov'ev e a Kamenev, […] non ci fosse soltanto la mostruosa brutalità del dittatore georgiano bensì la reazione criminale di Stalin che si sentiva minacciato da una saldatura politica che appariva ormai in corso (dal 1932) tra l'opposizione di Trockij, quella di Zinov'ev e Kamenev e settori non trascurabili dell'apparato del partito comunista sovietico […], i quali ritenevano necessario il rallentamento della collettivizzazione e dell'industrializzazione forzata iniziata alla fine degli anni Venti. L'Unione Sovietica, dunque, non era quel paese interamente plasmato dalla dittatura staliniana e l'opposizione, nelle sue varie correnti di destra e di sinistra, pur dopo l'allontanamento di Trockij, era tutt’altro che domata. Da questo punto di vista, il terrore staliniano, che ha di sicuro anche componenti criminali proprie, probabilmente rispondeva anche a una situazione di perdurante instabilità interna e di carente dominio sull'apparato di partito. A queste, e ad altre acquisizioni di grande interesse sulla storia dell'Urss e del comunismo internazionale, Pierre Broué è potuto giungere non soltanto attraverso decenni di studi su questi problemi […] ma anche (e soprattutto) perché è stato il primo ricercatore ad accedere nel 1980 all'archivio segreto di Trockij, custodito all' Università di Harvard e, fino a undici anni fa, inaccessibile a tutti per espressa volontà del rivoluzionario ucraino. Tra l'altro la biografia di Broué fa capire con chiarezza la ragione di quella clausola di segretezza: dai fondi di Trockij emerge l'esistenza, durante la dittatura, di una capillare opposizione anti staliniana sia nell'Unione Sovietica che in Occidente». (Nicola Tranfaglia, 1991)1
Lev Trockij, pseudonimo di Lev Davidovič Bronštejn (Janovka, 7 novembre 1879 – Coyoacán, 21 agosto 1940) è stato un politico e rivoluzionario russo, divenuto sovietico dopo la Rivoluzione d'ottobre. Presidente del Soviet di Pietrogrado durante le rivoluzioni del 1905 e del 1917, è tra le personalità più influenti della Russia post-rivoluzionaria e della neonata Unione Sovietica, dapprima come commissario del popolo agli Affari esteri, in seguito come fondatore e comandante dell'Armata Rossa, commissario del popolo alla Guerra e membro fondatore del Politburo. È stato anche scrittore di notevoli capacità, soprannominato “Penna” dai compagni di partito. Per questi enormi meriti è doveroso questo capitolo in cui si trovano alcuni suoi notevoli scritti, assieme ad altri articoli ed estratti che lo riguardano. Tutto ciò dovendo però rimarcare come l'ultimo periodo della sua vita non sia stato glorioso né esente da grossi errori: a seguito della lotta per il potere interna al PCUS negli anni Venti è espulso dal partito ed esiliato, fomentando per questo negli anni a venire un'opposizione cospirazionista, comprendente forme di sabotaggio, terrorismo interno e accordi con potenze straniere, contro l'URSS di Stalin, tanto da venire infine giustiziato nel 1940 in Messico da un agente sovietico, Ramón Mercader.
1. N. Tranfaglia, Quanti segreti nell'archivio di Trockij, La Repubblica, 27 novembre 1991.