28 Ottobre 2021

5.3. LA POLITICA ESTERA DI ANDROPOV

In politica estera il mandato è segnato dal deterioramento dei rapporti con gli USA, a causa della forte ripresa di posizione imperialista e antisovietica di Ronald Reagan, che vengono esacerbati dall'abbattimento del volo civile Korean Air KAL-007 da parte di caccia sovietici e dallo schieramento in Europa dei missili Pershing americani. La tensione e la ripresa della guerra fredda arrivano infatti quando il volo civile coreano viene abbattuto dall'URSS il 1º settembre 1983 (sul controverso episodio il gruppo punk rock italiano CCCP Fedeli alla linea, ha dedicato una celebre canzone dal titolo Spara Jurij, dove Jurij era proprio Andropov). In risposta a questo attacco gli Stati Uniti schierano, con decisione evidentemente pre-ponderata e programmata, i missili MGM-31 Pershing in Europa occidentale, indirizzati contro i missili Sovietici SS-20.
Le discussioni per diminuire le armi nucleari a medio raggio in Europa sono sospese dall'URSS nel novembre 1983.57 Marcello Graziosi58 riassume così gli orientamenti di fondo della politica estera sovietica sotto la sua direzione:
«a) lavorare sì ad un compromesso con gli Stati Uniti a partire proprio dalla crisi sugli euromissili, ma tentando di influenzare il dibattito e le opinioni pubbliche dei paesi dell’Europa Occidentale nel tentativo, purtroppo fallito, di smascherare l’intransigenza dell’amministrazione Reagan, ritenuta irrimediabilmente reazionaria, e favorire l’elezione di governi meno ostili all’URSS di quanto non fossero quelli guidati da Thatcher, Mitterand e Kohl. Una volta fallito il tentativo, Andropov ha rifiutato qualsiasi vertice ai massimi livelli con gli Usa che non garantisse il ritorno alla distensione, ribattendo colpo su colpo alle campagne di Washington;
b) riconciliazione con la Cina pur senza alcuna concessione unilaterale, ma nella consapevolezza della necessità di evitare l’isolamento e partendo dal presupposto che non esiste un unico percorso per costruire il socialismo e che, di conseguenza, se si intende consolidare la coesione dei comunisti, occorre partire dall’analisi scientifica oggettiva delle eventuali divergenze;
c) tentativo da una parte di rilanciare una soluzione politica in Afghanistan, resa impossibile dall’atteggiamento pregiudizialmente ostile degli Usa, e, dall’altra, di recuperare parte dell’influenza perduta in Medio Oriente, giungendo ad un accordo di pace che vedesse l’URSS come co-garante insieme agli Usa;
d) stringere i ranghi in Europa Orientale ma senza interventi diretti da parte sovietica, tentando di introdurre quelle riforme in grado di riavvicinare i partiti al potere con le rispettive società civili, mantenendo il più possibile inalterato il ruolo guida dei comunisti».
Uno dei suoi atti più notevoli durante la breve carriera di leader dell'URSS è quello di rispondere alla lettera di una bambina Americana, Samantha Smith, invitandola in Unione Sovietica. Samantha è stata una conosciuta attivista pacifista fino alla sua molto prematura scomparsa. Il più grande errore di Andropov, leninista e ben conscio dei rischi del revisionismo, è stato quello di aver contribuito alla promozione di Michail Gorbačev lungo tutta la gerarchia del partito, non identificando nel suo programma riformatore il progetto liquidazionista di un traditore opportunista che si sarebbe rivelato apertamente solo negli anni a venire. Un curioso aneddoto: negli anni Settanta H. Stuart Knight, capo dei Servizi Segreti degli Stati Uniti, accompagna il Presidente degli USA in visita a Mosca. Uno degli agenti della sicurezza di Brežnev è una ragazza giovane e molto carina e Knight, scherzando, propone ad Andropov di scambiarla con uno dei suoi agenti.
Il capo del KGB risponde, altrettanto scherzosamente, «un agente e due Missili Polaris».59
57. Ibidem; inoltre vd nota cap. 5.1. Biografia di Andropov.
58. M. Graziosi, La politica dell’URSS tra il 1975 e il 1985, cit.
59. Vd nota cap. 5.1. Biografia di Andropov.

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