28 Gennaio 2021

4. IL PCUS DI BREZNEV CONTRO L'EUROCOMUNISMO

«Ciò che è avvenuto in Polonia ci induce a considerare che effettivamente la capacità propulsiva di rinnovamento delle società che si sono create nell'Est europeo è venuta esaurendosi» (Enrico Berlinguer, programma televisivo Tribuna politica, 15 dicembre 1981)
Pubblichiamo ora un articolo43 uscito pochi mesi prima della morte di Brežnev, in cui emergono tutte le distanze teorico-politiche tra la concezione socialista dell'URSS e quella elaborata dal PCI con la strategia dell'eurocomunismo. L'articolo è una risposta alla famosa affermazione di Berlinguer fatta in risposta alla repressione del sindacato anticomunista Solidarnosc:
«Negli ultimi tempi la direzione del Partito comunista italiano ha pubblicato una serie di documenti che toccano questioni di principio dello sviluppo sociale contemporaneo. Alla fine di dicembre del 1981 sono state pubblicate due dichiarazioni e all'inizio di gennaio di quest'anno si è svolta la riunione plenaria del Comitato centrale del PCI. Il Cc ha approvato le suddette dichiarazioni e la relazione del segretario generale del PCI, Enrico Berlinguer.
Nelle decisioni del Cc del Partito comunista italiano e negli interventi dei compagni Ingrao, Napolitano e Reichlin è contenuta una piattaforma che si contrappone su tutte le più importanti questioni alla politica del PCUS dell'Unione Sovietica, dei paesi della comunità socialista, della stragrande maggioranza del movimento comunista e di tutto il movimento di liberazione. Come pretesto per esporre la propria posizione i dirigenti del PCI si sono serviti degli avvenimenti polacchi. Ma hanno toccato problemi che vanno ben oltre questi avvenimenti, ivi compreso il problema del passaggio dal capitalismo al socialismo e l'atteggiamento verso il socialismo oggi realmente esistente. Nel fare ciò, i dirigenti del Partito comunista italiano hanno dichiarato, senza nessuna motivazione, invecchiata e scaduta tutta l'esperienza finora accumulata di lotta per il socialismo e per la costruzione del socialismo. Le grandi conquiste storiche del socialismo vengono sottoposte ad una critica in malafede, ad una denigrazione inammissibile e ingiusta. In cambio vengono poi proposte concezioni abbastanza pretenziose e, diciamo pure, astratte circa una “nuova via” al socialismo, concezioni che sono peraltro molto simili a quelle impostazioni dell'opportunismo e del revisionismo in cui il movimento operaio si è già imbattuto in passato e che la sua avanguardia rivoluzionaria ha già da tempo respinto. I documenti del PCI toccano questioni che riguardano l'intero movimento comunista e di liberazione. Poiché in questi documenti si parla del nostro partito, del nostro paese socialista e della comunità socialista nel suo complesso, noi dobbiamo esprimere le nostre opinioni e definire il nostro atteggiamento verso queste posizioni della direzione del PCI».44
43. Contro gli interessi della pace e del socialismo, Pravda, 24 gennaio 1982, ripreso da Socialismo reale e terza via, cit., pp. 246-255, disponibile su Associazionestalin.it. Rispetto all'articolo originale è stato fatto un piccolo taglio e sono stati aggiunti dei titoli per aiutare il lettore nell'esposizione degli argomenti trattati.
44. Ibidem.