12 Luglio 2020

6.2. LA CONNIVENZA CON IL PADRONATO NELL'ASSERVIMENTO DEI LAVORATORI

Abbiamo già visto, in termini generali, il ruolo giocato dalla Chiesa nell'ascesa e nel consolidamento del fascismo in Italia. Raccontiamo un esempio particolare per far capire come concretamente ciò si sia svolto nei territori provinciali. Lo facciamo raccontando le vicende della fabbrica Soie di Châtillon30 (attiva dal 1919 al 1983):
«Durante il biennio rosso (1919-20) anche in questa località spadroneggiano i socialisti (e dal '21 avranno un forte peso i comunisti) ed è particolarmente attiva l'attenzione dell'Ordine Nuovo di Gramsci sull'impianto, dal quale arrivano rapporti firmati da un operaio che per tutelarsi si firma “l'occhio di Mosca”. La feroce lotta di classe con cui gli operai cercano di migliorare la propria condizione viene risolta dal padronato (il presidente Ettore Conti è un fascista della prima ora) sfruttando qui più che altrove il classico blocco sociale del ventennio fascista: squadracce e milizie fasciste giungono da fuori per intimidire gli operai e i socialisti con diverse azioni. In contemporanea vengono reclutate centinaia di lavoratori e soprattutto giovani lavoratrici minorenni non istruite e non sindacalizzate dalle regioni del Veneto e dalla Lombardia. Arrivano attraverso agenzie di collocamento illegali controllate dai fascisti ma soprattutto tramite le parrocchie, grazie a parroci compiacenti e ai buoni legami del padronato di origine milanese con la parte più reazionaria e anticomunista del clero. L'azienda stessa procederà a finanziare l'espansione (fino ad ottenere una capienza di 700 posti) del convitto “La Provvidenza” gestito da suore che collaborano a stretto contatto con la dirigenza della Soie, tanto da provvedere ad una militarizzazione della vita delle giovani operaie affidate alla Madre Suora da famiglie povere, inconsapevoli e lontane centinaia di chilometri. Le giovani sono scortate ogni giorno dalla fabbrica al convitto, non avendo possibilità di libere uscite, e dovendo anzi sottostare inoltre con ossequio ai riti religiosi e ad un'educazione improntata al rispetto delle gerarchie e dell'ordine sociale. Le operaie minorenni non vedono nemmeno le proprie buste paga, che sono girate dalla direzione direttamente alla Madre Suora, la quale provvede ad inviare il denaro alle famiglie delle giovani, non prima però di aver trattenuto la propria quota spettante per vitto e alloggio... Il reclutamento di centinaia di giovani lavoratrici da altre regioni (non a caso i migranti sono ribattezzati dagli autoctoni spregiativamente come “giapponesi”) consente all'azienda di disporre di un ampio esercito industriale di riserva, tanto da poter licenziare facilmente gli elementi più riottosi e conflittuali dai luoghi di lavoro, oltre che ad un regime nazionalista di italianizzare una regione all'epoca ancora francofona. Agli operai licenziati infatti, non trovando posto in altre fabbriche, non rimane che l'emigrazione verso la Francia. Pratiche sempre attuali e vive nella storia del Capitale...»
30. A. Pascale, Storia del '900. Il secolo breve visto da una fabbrica italiana, Marx21 (web), 19 maggio 2017, estratto di una presentazione del libro A. Pascale, La Soie di Châtillon. Vita, lavoro e lotta di classe, End Edizioni, Aosta 2017.

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