26 Novembre 2020

6.3. L'ALLEANZA STRATEGICA CON IL NAZISMO

Per lo scritto che segue lasciamo la parola al professore francese Michel Onfray31:
«Il matrimonio d'amore tra la Chiesa cattolica e il nazismo è indubbio e non fu solo di convenienza ma da una passione comune e condivisa contro gli stessi irriducibili nemici: ebrei e comunisti, assimilati il più delle volte nel contenitore del giudeo-bolscevismo. Si tenga conto che su questi temi tuttora la Chiesa proibisce di consultare gli archivi del Vaticano. Guardiamo comunque ai fatti a noi noti: la Chiesa cattolica firma un concordato con Adolf Hitler già al momento della sua nomina a cancelliere nel 1933; la Chiesa cattolica tace sul boicottaggio dei commercianti ebrei, resta in silenzio quando vengono varate le leggi razziali di Norimberga nel 1935, mantiene il silenzio durante la Notte dei Cristalli nel 1938; la Chiesa cattolica fornisce il suo schedario di archivi genealogici ai nazisti che da allora sanno chi è cristiano, quindi non ebreo; la Chiesa cattolica rivendica in compenso il “segreto pastorale” per non comunicare i nomi degli ebrei convertiti alla religione di Cristo o sposati con uno o una di loro; la Chiesa cattolica sostiene, difende, appoggia il regime ustascia filonazista di Ante Pavelić in Croazia; la Chiesa cattolica dà la sua assoluzione al regime collaborazionista di Vichy nel 1940; la Chiesa cattolica, benché al corrente della politica di sterminio intrapresa sin dal 1942, non condanna, né in privato né in pubblico, e non ordina mai a nessun sacerdote o vescovo di condannare il regime criminale davanti ai fedeli. Gli eserciti alleati liberano l'Europa, arrivano a Berchtesgarden, scoprono Auschwitz. Che cosa fa il Vaticano?
Continua a sostenere il regime sconfitto: la Chiesa cattolica, nella persona del cardinale Bertram, ordina una messa di requiem alla memoria di Adolf Hitler; la Chiesa cattolica resta in silenzio e non manifesta nessuna riprovazione alla scoperta dei carnai, delle camere a gas e dei campi di sterminio; di più, la Chiesa cattolica organizza per i nazisti senza Fuhrer ciò che non ha mai fatto per nessun ebreo o vittima del nazionalsocialismo: organizza una trafila per portare fuori dell'Europa i criminali di guerra; la Chiesa cattolica utilizza il Vaticano, rilascia documenti timbrati con i suoi visti, attiva una rete di monasteri europei come nascondigli per garantire la sicurezza dei dignitari del Reich distrutto; la Chiesa cattolica accoglie nella sua gerarchia persone che avevano occupato importanti funzioni nel regime hitleriano; la Chiesa cattolica non si pentirà mai di nulla, tanto più che ufficialmente non riconosce niente di tutto questo. Se un giorno ci sarà pentimento, bisognerà probabilmente aspettare quattro secoli, il tempo necessario perché un papa riconosca l'errore della Chiesa nell'affare Galileo...
Mentre la Chiesa resta in silenzio sulla questione nazista durante e dopo la guerra, non manca di prendere iniziative contro i comunisti. In fatto di marxismo, il Vaticano dimostra un impegno, un attivismo, un vigore che farebbe piacere aver visto impiegati da parte sua nel combattere e condannare il Reich nazista. Fedele alla tradizione della Chiesa che, per grazia di Pio IX e Pio X, condanna i diritti dell'uomo come contrari agli insegnamenti della Chiesa, Pio XII, il famoso papa amico del nazionalsocialismo, nel 1949 scomunica in massa i comunisti di tutto il mondo. Una delle ragioni da lui addotte per questa decisione è la collusione di ebrei e bolscevismo. A titolo informativo: nessun nazionalsocialista di base, nessun nazista di alto livello o appartenente allo Stato maggiore del Reich è stato scomunicato, nessun gruppo è stato escluso dalla Chiesa per aver insegnato e praticato il nazismo, l'antisemitismo o fatto funzionare camere a gas. Adolf Hitler stesso non è stato scomunicato, il suo libro Mein Kampf non è mai stato all'Indice [dei libri proibiti, ndr]».
D'altronde Onfray segnala che non solo «Hitler piace al Vaticano», ma anche che «a Hitler piace il Vaticano»:
«Un luogo comune, che non resiste a un'analisi anche solo approssimativa, e ancora meno alla lettura dei testi, fa di Adolf Hitler un ateo pagano affascinato dai culti nordici, appassionato di un Wagner intento a evocare elmi con le corna, walhalla e valchirie dai seni opulenti, un anticristo, l'esatta antinomia del cristianesimo. A parte la difficoltà di essere ateo e pagano – negare l'esistenza di Dio e degli dei e, al tempo stesso, credere in loro... –, bisognerebbe ignorare tutti gli elementi della sua opera scritta – il Mein Kampf –, della sua azione politica – l'assenza nel Reich di persecuzioni della Chiesa cattolica, apostolica e romana, al contrario dei testimoni di Geova, per esempio –, le sue confidenze private, ad esempio le conversazioni pubblicate da Albert Speer, in cui Adolf Hitler esprime senza ambiguità e in maniera costante tutto il bene che pensa del cristianesimo. È la decisione di un Fuhrer ateo quella di far scrivere sul cinturone dei combattenti delle truppe del Reich: Gott mit uns? Si sa che questa frase proviene dalle Scritture? Precisamente dal Deuteronomio, uno dei libri della Torah, nel quale si può leggere esplicitamente: “il Signore vostro Dio cammina con noi” (Deut. 20, 4), una frase tratta dal discorso che Jahwèh rivolge agli ebrei in partenza per combattere i loro nemici, gli egiziani, che Dio promette di sterminare senza andare per il sottile (Deut. 20, 13). È ateo un Guhrer che decide di obbligare tutti i bambini della scuola pubblica tedesca nel Reich nazionalsocialista a cominciare la giornata con la recita di una preghiera a Gesù? Non a Dio, cosa che potrebbe fare di Hitler un deista, ma a Gesù, il che lo caratterizza esplicitamente come un cristiano. Lo stesso Fuhrer che si vuole ateo chiede a Göring e a Goebbels, alla presenza di Albert Speer che riporta la conversazione, di restare nel grembo della Chiesa, cosa che egli farà fino al suo ultimo giorno».32
Quali sono queste compatibilità tra cristianesimo e nazismo?
«Le due dottrine hanno più di un punto in comune. L'infallibilità del papa che è, ricordiamolo, anche capo di Stato, non può dispiacere a un Fuhrer persuaso anche lui della propria. La possibilità di costruire un Impero, una Civiltà, una Cultura con una guida suprema investita di tutti i poteri – come Costantino e un certo numero di imperatori cristiani dopo di lui –, ecco che cosa affascina Adolf Hitler quando scrive il suo libro. L'eliminazione da parte dei cristiani di tutto ciò che appartiene al paganesimo? Le distruzioni di altari e di templi? I roghi di libri – a cui incita Paolo, ricordiamolo? Le persecuzioni di chi si oppone alla nuova fede? Cose eccellenti, conclude Hitler. Al Fuhrer piace il cristianesimo che diventa teocratico: l'“intolleranza fanatica” che crea la “fede apodittica” - secondo le sue stesse parole […]; la capacità della Chiesa di non rinunciare a nulla, anche e soprattutto nei confronti della scienza quando questa contraddice certe sue posizioni e stronca alcuni dei suoi dogmi […]; la plasticità della Chiesa alla quale predice un avvenire che va molto al di là di quanto si possa immaginare […]; la permanenza della venerabile istituzione, nonostante questo o quel comportamento deplorevole di ecclesiastici che non ostacola il movimento generale […]. Per tutto ciò Adolf Hitler invita a “prendere lezioni dalla Chiesa cattolica” […]. Qual è il “vero cristianesimo” […] di cui parla Hitler nel Mein Kampf? Quello del “grande fondatore della nuova dottrina” […] Gesù, lo stesso che pregano i bambini nelle scuole del Reich. Ma quale Gesù? Non quello dell'altra guancia, ma il collerico che scaccia con la frusta i mercanti dal Tempio. Hitler fa esplicito riferimento a questo passo di Giovanni nella sua dimostrazione. E poi, a titolo informativo, questa frusta cristica serve a sloggiare infedeli, non cristiani, persone che fanno commercio e gestiscono banchi di cambio, per dirla tutta: ebrei, il segreto della complicità del Reich e del Vaticano. Il Vangelo di Giovanni (2, 14) non proibisce la lettura filocristiana e antisemita di Hitler, anzi: la rende possibile... Ancora di più se andiamo a vedere i passi che destinano gli ebrei alla geenna, di cui è pieno il Nuovo Testamento. Gli ebrei, popolo deicida, ecco la chiave di questa connivenza funesta: essi si servono della religione per fare affari, dice; sono i nemici di ogni umanità, aggiunge; creano il bolscevismo, precisa. Ognuno trarrà le sue conclusioni. Lui, Hitler, indica la sostanza: “le idee e le istituzioni religiose del suo popolo devono restare inviolabili per il capo politico” […]. Le camere a gas possono accendersi al fuoco di san Giovanni».33
La condivisione dell'antisemitismo, di cui traboccano i vangeli, è quindi il nesso logico fondamentale e primario, anche se non l'unico.
31. M. Onfray, Trattato di ateologia. Fisica della metafisica, Fazi, Roma 2009 [1° edizione originale Traité d'athéologie. Psysique de la métapshysique, Grasset & Fasquelle, Paris 2005], pp. 168-170.
32. Ivi, p. 171.
33. Ivi, pp. 171-173.