05 Dicembre 2020

2.2. IL DEPOTENZIAMENTO DELL'AGRICOLTURA SOCIALISTA

«Un’analoga tendenza a promuovere nuove iniziative in modo estemporaneo e affrettato allo scopo di ottenere in breve risultati tangibili fu rappresentata dalla liquidazione delle STM (stazioni di macchine e trattori), ossia le organizzazioni statali che svolgevano presso i colcos, dietro corrispettivo, i lavori per i quali erano necessarie attrezzature meccaniche moderne. Nell’ipotesi che la proprietà delle macchine avrebbe migliorato la loro utilizzazione da parte dei colcos, nel ’58 pressoché tutte le SMT vennero smantellate e le loro macchine vendute alle aziende nell’arco dell’anno. Tutto ciò ebbe una serie di gravi contraccolpi: i colcos dovettero affrontare gli oneri dell’acquisto e furono costretti a dotarsi di tutte le attrezzature necessarie al mantenimento in efficienza delle macchine, dirottando le proprie riserve o indebitandosi; la riduzione di ulteriori acquisti che ne derivò portò a una contrazione di sbocchi per l’industria produttrice di macchine agricole, mentre molti dipendenti qualificati delle SMT lasciavano le campagne e i nuovi centri di assistenza tecnica venivano messi in piedi con difficoltà. Appare evidente, in altre parole, che un provvedimento che avrebbe potuto avere ricadute positive se realizzato con gradualità, gestito con un eccesso di impazienza finì per portare, in un’agricoltura già di per sé problematica come quella sovietica, a una flessione nell’uso delle macchine».17
17. Ibidem.