26 Novembre 2020

2.7. L'AGRICOLTURA SEMPRE PIÙ IN CRISI

«In agricoltura, in cui alle deficienze organizzative si accoppiavano le indubbie difficoltà derivate dall’andamento climatico, si operò su vari versanti. Si assistette quindi a una crescita degli investimenti agricoli, mentre cambiava l’atteggiamento dell’amministrazione nei riguardi dei colcos, nei quali la condizione dei lavoratori fu migliorata, tramite un sistema di pensioni e una retribuzione salariale certa. Per le aziende collettive furono pensati obiettivi realistici basati sulle vendite e prezzi più vantaggiosi in caso di superamento del piano, alleggerimenti fiscali e finanziari. L’aumento dei prezzi d’acquisto, non potendo esser compensato da un aggravio su quelli di vendita, si tradusse tuttavia nella crescita del deficit dello stato. D’altra parte le persistenti insufficienze della meccanizzazione e della condizione dei trasporti, la mancanza di attrezzature di conservazione e le carenze organizzative che impedivano di concentrare una quantità sufficiente di manodopera nei ristretti lassi temporali disponibili per i raccolti erano una fonte permanente di spreco e inefficienza. L’agricoltura sovietica, in passato finanziatrice dello sviluppo, stava ora diventando un fardello sempre più pesante».23
23. Ibidem.