19 Ottobre 2021

4.6. L'ATTACCO CONTRO IL MARXISMO-LENINISMO

«Una cosa tira l'altra con una logica ineluttabile: dopo essersela presa con il socialismo realmente esistente, i dirigenti del PCI hanno subito dichiarato che anche il marxismo-leninismo ha fatto il suo tempo. In altri termini, è stata dichiarata inconsistente quella teoria rivoluzionaria che ormai da circa un secolo e mezzo ha ispirato e ispira le lotte dei popoli per il socialismo e la democrazia in tutto il globo terrestre, una teoria grazie alla quale è stato costruito il socialismo in una quindicina di paesi; una teoria grazie alla quale, tra l'altro, anche i comunisti italiani hanno lottato e conseguito successi nel corso di più di mezzo secolo di esistenza del loro partito. Il marxismo-leninismo continua a conquistare sempre nuove posizioni nei mondo moderno, la sua influenza si estende. Ciò si manifesta nella nascita di nuovi partiti comunisti, si manifesta nel fatto che i partiti democratici rivoluzionari sorti dal movimento di liberazione nazionale sono sempre più attratti dal socialismo scientifico, mentre una parte di essi ha posto il marxismo-leninismo a fondamento teorico della propria attività. Ciò si manifesta anche nel fatto che le opere di Lenin ormai da molti anni continuano ad essere al primo posto nel mondo per il numero di traduzioni in lingue straniere, nel fatto che l'interesse per le opere di V. I. Lenin non diminuisce, ma cresce. E in un tale momento i dirigenti dei comunisti italiani hanno ritenuto appropriato ripudiare la grande dottrina rivoluzionaria. Contemporaneamente, essi dichiarano che il movimento comunista avrebbe fatto in generale il suo tempo e che da oggi essi rinunciano ai “legami di vecchio tipo” con i partiti comunisti e manterranno rapporti con i partiti comunisti “allo stesso modo che con qualsiasi altra forza socialista, rivoluzionaria e progressista”, senza nessun obbligo ideologico, politico o d'altro genere. Nel corso degli ultimi anni la direzione del PCI ha più volte assunto posizioni particolari su una serie di problemi inerenti la situazione internazionale, il movimento comunista e operaio internazionale, l'esperienza del socialismo mondiale. L'essenza di queste posizioni è consistita, come adesso è evidente, nell'abbandono graduale della piattaforma rivoluzionaria marxista-leninista. A quanto sembra, tutte le sofisticate “innovazioni” teoriche e politiche (“terza via”, “eurocomunismo”, “unione dell'eurosinistra”, “terza fase”, ecc.) usate dai rappresentanti del PCI erano destinate a mascherare questa rinuncia, a nasconderne l'essenza agli occhi della classe operaia e dei comunisti del loro paese. Si è cercato costantemente di indurre i lavoratori ad accettare e sostenere la linea del ripudio del marxismo-leninismo, delle tradizioni rivoluzionarie dello stesso Partito comunista italiano, dell'amicizia e della solidarietà con i comunisti e i lavoratori dell'Unione Sovietica e degli altri paesi del socialismo».50
50. Ibidem.

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