05 Dicembre 2020

4.3. CHRUSCEV PARTECIPAVA A UNA CONGIURA?

«Žukov [non il maresciallo ma lo storico Jurij, ndr] afferma che furono i Primi Segretari, guidati da Robert Eikhe, a dare inizio alle repressioni di massa del 1937-38. Chruščev, che era uno di quei potenti Primi Segretari, ebbe un ruolo di primo piano nella repressione su vasta scala, compresa l'esecuzione di migliaia di persone. Molti di quei Primi Segretari in seguito furono a loro volta processati e condannati a morte. Alcuni, come Kabakov, furono accusati di far parte di un complotto. Altri, come Postišev, furono accusati, almeno inizialmente, di aver represso in massa, senza motivo, molti membri del Partito. Anche Eikhe sembra appartenere a questo gruppo. In seguito molti di loro furono accusati anche di aver partecipato a vari complotti. Chruščev fu uno dei pochi Primi Segretari degli anni 1937-38 che non solo evitò ogni accusa ma fu promosso. Non potrebbe essere che Chruščev fosse effettivamente implicato in un complotto, ma fosse uno dei più alti esponenti a non essere identificato? Non possiamo nè provare nè smentire questa ipotesi. Eppure spiegherebbe tutti i fatti di cui siamo a conoscenza.
Il rapporto di Chruščev è stato interpretato come finalizzato alla riabilitazione di Bucharin. Alcuni degli imputati nel processo “Bucharin” di Mosca nel 1938 furono effettivamente riabilitati e sarebbe dunque stato logico includervi anche Bucharin. Ciò tuttavia non avvenne e Chruščev stesso scrisse che avrebbe voluto riabilitare Bucharin, ma non lo aveva fatto per l'opposizione di alcuni dirigenti comunisti stranieri. Mikojan scrisse che i documenti erano già stati firmati, ma poi fu proprio Chruščev che tornò indietro. Perchè Chruščev tra tutti gli imputati nei tre grandi processi di Mosca avrebbe voluto riabilitare proprio Bucharin? Sembrerebbe che si sia sentito molto più vicino a Bucharin che non agli altri. Può essere che questa vicinanza si riferisse solo alle idee di Bucharin, ma questa non è la sola spiegazione possibile. Fin dagli anni di Chruščev, ma ancor più dopo la riabilitazione formale con Gorbačev nel 1988, l'“innocenza” di Bucharin è stata considerata un fatto assodato. Vladimir I. Bobrov e io, in un articolo pubblicato recentemente, abbiamo mostrato però che non c'è in realtà alcun motivo per pensare che le cose stiano così. Le prove che conosciamo - che sono solo una piccola frazione di quelle di cui il governo sovietico disponeva negli anni '30 - fanno decisamente pensare che Bucharin fosse effettivamente coinvolto in un vasto complotto. Quanto al decreto di riabilitazione di Bucharin del periodo di Gorbačev, promulgato il 4 febbraio 1988 dal Plenum della Corte Suprema dell'URSS, in un altro studio recentemente pubblicato in russo, abbiamo dimostrato che contiene deliberate falsificazioni. Secondo questa teoria, nella confessione resa al processo di Mosca nel marzo 1938 Bucharin aveva detto la verità. Noi però sappiamo che non aveva detto tutta la verità. Getty avanza l'ipotesi che Bucharin avesse incominciato a confessare solo dopo che lo aveva fatto Tuchačevskij, cosa di cui è ragionevole pensare che il detenuto Bucharin fosse stato informato, e a quel punto fece il nome di Tuchačevskij. Ci sono prove che Bucharin sapeva di altre persone coinvolte nel complotto, ma non ne fece il nome. Frinovskij sostenne che tra costoro ci fosse lo stesso Ezov e la cosa è credibile alla luce degli elementi di cui ora disponiamo su Ezov. Non potrebbe esserci stato nel numero anche Chruščev, che Bucharin lo sapesse o meno? Se così fosse, per gli incarichi elevati che ricopriva, sarebbe stato coperto dal massimo segreto.
Quel che possiamo dire per ora è che Chruščev “represse” un numero enorme di persone, forse più di chiunque altro salvo Ezov e i suoi uomini e forse Robert Eikhe. Ciò potrebbe dipendere dal fatto che fu Primo Segretario a Mosca (città e provincia) fino al gennaio 1938 e dopo in Ucraina, due zone molto vaste. Data l'esistenza, o il sospetto, di un complotto radicato nel partito, questo sarebbe stato logicamente forte a Mosca; quanto all'Ucraina aveva sempre avuto la sua quota di opposizione nazionalista. Frinovskij dichiarò decisamente che egli stesso ed Ezov avevano “represso” - torturato, costruito false confessioni e assassinato giudizialmente - un gran numero di persone per apparire più zelanti di tutti e coprire in questo modo le loro attività di cospirazione. Questa ammissione di Frinovskij non solo è credibile, ma è anche la sola che abbia un senso. Ezov stesso aggiunse la motivazione supplementare di diffondere l'avversione per il sistema sovietico in modo da facilitare le ribellioni in caso di invasione straniera. A quanto pare Postišev ed Eikhe, due Primi Segretari che repressero molti innocenti, agirono per motivi analoghi e sappiamo che Eikhe, perlomeno, collaborò strettamente con Ezov nell'impresa. Non potrebbero aver agito allo stesso modo anche altri Primi Segretari? E Chruščev, in particolare, non potrebbe aver organizzato massicce montature, processi farsa ed esecuzioni per coprire la sua stessa partecipazione?
Le altre spiegazioni possibili sono 1) che alcune centinaia di migliaia di persone fossero effettivamente colpevoli di cospirazione, oppure 2) che questa gente fu massacrata solo per la “paranoia di Stalin”, che voleva eliminare chiunque potesse rappresentare un potenziale pericolo in un qualche futuro. Ma noi sappiamo che fu Chruščev, non Stalin o il Politbjuro, a prendere l'iniziativa di chiedere quote più alte per le persone da reprimere, e nessuno ha mai sostenuto che Chruščev fosse “paranoico”. Gli anticomunisti, i trotskisti e i sostenitori del paradigma del “totalitarismo” hanno generalmente accettato la spiegazione della “paranoia”, benché questa in effetti non “spieghi” nulla, ma serva in realtà di copertura alla mancanza di una spiegazione. Ma adesso sappiamo che la paranoia non c'entra. Non fu Stalin, ma furono i membri del CC, e in particolare i Primi Segretari, a dare il via alle repressioni di massa e alle esecuzioni. Frinovskij dice esplicitamente che Bucharin sapeva che Ezov faceva parte del complotto “di destra e trotskista” ma rifiutò di fare il nome di Ezov nelle confessioni o al processo. Secondo Frinovskij non l'avrebbe nominato perchè Ezov gli aveva promesso che in cambio del suo silenzio sarebbe stato risparmiato. La cosa è possibile, anche se è una spiegazione che non fa molto onore a Bucharin che, dopotutto, era un bolscevico, veterano dei sanguinosissimi giorni della rivoluzione dell'ottobre 1917 a Mosca. I rivoluzionari clandestini a volte affrontavano l'esecuzione piuttosto di parlare di tutti i loro compagni. Perchè non concedere che Bucharin possa aver rifiutato di fare il nome di Ezov per questa sola ragione? In effetti sappiamo che Bucharin non aveva detto “tutta la verità” in nessuna delle sue dichiarazioni antecedenti al processo. E perchè mai, se non perchè non era ancora “disarmato”, ma stava ancora lottando contro Stalin? Le servili professioni di “sapiente amore” per Stalin da parte di Bucharin sono una lettura imbarazzante. Possiamo escludere che fossero sincere e Stalin di certo non può averle prese per tali più di quanto possiamo fare noi oggi.
Abbiamo visto che Bucharin aveva fatto il nome di Tuchačevskij solo dopo che aveva potuto sapere che questi era stato arrestato e aveva confessato. Quali che ne fossero i motivi, egli andò all'esecuzione senza aver menzionato la partecipazione di Ezov al complotto, ma allora non potrebbe aver protetto anche altri cospiratori? Non possiamo sapere con certezza se Chruščev fosse uno di questi cospiratori nascosti o se Bucharin ne fosse a conoscenza. Sappiamo però che anche dopo il 1937-38 elementi che cospiravano contro il governo continuarono ad esserci nell'URSS e che alcuni di loro occupavano posizioni elevate. Sappiamo anche che Chruščev rimase fedele a Bucharin anche a distanza di molti anni dalla sua morte. L'ipotesi che Chruščev fosse membro segreto di una diramazione della cospirazione assai ramificata “di destra e trotskista” è avvalorata dal fatto che egli fu sicuramente coinvolto in vari altri complotti di cui abbiamo notizia. Il 5 marzo 1953, con Stalin non ancora morto, i vecchi membri del Politbjuro si riunirono per abolire il Presidium allargato approvato al XIX Congresso nel precedente mese di ottobre. In pratica si trattò di un colpo di stato nel Partito, su cui non ci fu né un voto né discussione nel Presidium o nel Comitato Centrale. Chruščev fu l'ispiratore e animatore del complotto per “reprimere”, cioè arrestare e forse assassinare, Lavrentij Berija. Sappiamo che il suo arresto non venne pianificato con molto anticipo, perchè la bozza del discorso di Malenkov per la riunione del Presidium in cui Berija fu arrestato (o assassinato) è stata pubblicata e in essa si chiede la rimozione di Berija dalla direzione congiunta del Ministero degli Interni (MVD) e del Ministero per la Sicurezza dello Stato (MGB) e dalla vicepresidenza del Consiglio dei Ministri e la sua nomina a Ministro dell'Industria Petrolifera. Dato che Chruščev era in grado di negare agli altri membri del Presidium l'accesso ai documenti studiati dalla Relazione Pospelov e dalle commissioni per le riabilitazioni, si deve concludere che fosse la mente di un altro complotto, quello delle persone che fornivano le informazioni a lui ma non ad altri. A questo complotto doveva sicuramente partecipare Pospelov, autore della Relazione. Doveva esserci anche Rudenko, che firmò le relazioni per quasi tutte le riabilitazione più importanti. Lo studio di come vennero preparate le relazioni per le riabilitazioni e quella della Commissione Pospelov non è ancora stato fatto. Probabilmente gli altri membri delle commissioni di riabilitazione, nonché i ricercatori e gli archivisti che individuarono i documenti per quelle relazioni e per Pospelov, dovettero giurare di mantenere il silenzio oppure facevano anche loro parte del complotto. Noi conosciamo i nomi e qualche notizia sui funzionari che si pensa abbiano controllato i documenti delle inchieste. Per esempio sappiamo che un certo Boris Viktorov fu uno dei giuristi che ebbero le mani in pasta nelle riabilitazioni. Viktorov pubblicò perlomeno un articolo sul suo lavoro, sulla Pravda del 29 aprile 1988, allo scopo di ribadire l'innocenza del maresciallo Tuchačevskij e degli altri comandanti militari condannati insieme a lui l'11 giugno del 1937. Nel 1990 poi Viktorov pubblicò un libro che prometteva di fornire dettagli su molti altri casi di repressione. Ebbene, il suo racconto è certamente deliberatamente falso. Viktorov afferma l'innocenza degli imputati, ma non può dimostrarla. Egli cita un documento contestato, ma ignora testimonianze schiaccianti che deve sicuramente aver visto e che non erano di dominio pubblico quando scriveva, ma ora sono in nostro possesso. Almeno Viktorov dunque faceva parte del “complotto” per fornire a Chruščev false testimonianze per sostenere l'innocenza delle persone menzionate nel rapporto segreto. C'è un generale consenso sul fatto che dopo aver preso il potere Chruščev fece esplorare gli archivi e sottrarre e senza dubbio distruggere molti documenti. Gli studiosi sono anche unanimi nel dire che questi documenti probabilmente riguardavano il ruolo avuto da Chruščev nelle repressioni di massa dei tardi anni '30. Adesso che sappiamo che Chruščev aveva detto il falso praticamente in tutte le proposizioni del suo rapporto segreto e che le relazioni per le riabilitazioni e la Relazione Pospelov sono anch'esse gravemente manipolate, possiamo ritenere assai probabile che Chruščev abbia fatto sparire anche altri documenti. Si è trattato di un'impresa impegnativa, che deve aver impegnato molti archivisti il cui lavoro doveva essere controllato. Un'impresa troppo impegnativa per essere controllata solo da Rudenko e Pospelov e che avrebbe avuto bisogno del coinvolgimento di un numero elevato di ricercatori e funzionari, compresi naturalmente funzionari di partito legati a Chruščev ma a noi ancora ignoti. Costoro naturalmente dovevano sapere quali prove Chruščev stava nascondendo o distruggendo».74
74. Ibidem.