23 Ottobre 2020

4.5. PUNTI DEBOLI IRRISOLTI DEL SISTEMA SOVIETICO DI SOCIALISMO

«È facile e certamente giustificato criticare Chruščev. Egli decise di minare il PCUS e il movimento comunista internazionale mentendo deliberatamente su Stalin e la storia sovietica. Quali che siano le conclusioni a cui possiamo arrivare sulle condizioni storiche che hanno prodotto Chruščev e la sua stagione, nessuno può assolverlo dalla responsabilità per le sue azioni. Ma Chruščev non avrebbe potuto essere promosso al Politbjuro/Presidium se il suo concetto di socialismo fosse stato troppo diverso da quello condiviso da molti altri dirigenti del Partito. L'ascesa di Chruščev si spiega indubbiamente in parte per la sua straordinaria energia e iniziativa, qualità che non sembrano brillare negli altri membri del Presidium, ma non avrebbe potuto trionfare se Stalin e l'élite del Partito lo avesse considerato un elemento di destra o un cattivo comunista.
Il concetto di quello che nel Partito bolscevico si intendeva per “socialismo” si era evoluto a partire dagli anni della rivoluzione. Malenkov, Molotov e Kaganovič, le figure di maggior spicco associate per decenni a Stalin, si rassegnarono, benché a malincuore, al Rapporto Segreto di Chruščev. È chiaro che non avevano accesso ai documenti preparati per Chruščev dai suoi alleati. Le loro osservazioni dell'epoca e anche posteriori dimostrano che non sospettavano che quello che Chruščev diceva fosse falso. Inoltre accettavano le conseguenze politiche del Rapporto. Se Malenkov fosse riuscito a contrastare Chruščev e avesse mantenuto la direzione del PCUS, il Rapporto Segreto non avrebbe mai visto la luce e la storia del movimento comunista, e quindi buona parte della storia mondiale, avrebbe potuto avere sviluppi assai diversi. Analogamente, molti hanno pensato che l'Unione Sovietica potrebbe ancora esistere se Jurij Andropov fosse rimasto in vita come suo massimo dirigente per un arco di tempo normale e Gorbačev non avesse mai assunto la carica. Ma “il ruolo dell'individuo nella storia” non consente scelte illimitate neanche ai dirigenti più forti. L'URSS di Andropov non era meno in crisi di quella di Gorbačev o di quanto lo fosse l'URSS nel 1953. Chruščev riuscì a prendere il potere, lanciò la bomba del Rapporto Segreto con tutte le sue manipolazioni e poi ne fece un punto fermo, riuscendo a prevalere sull'élite e sulla maggioranza della popolazione sovietica e - seppur non senza enormi perdite - sulla maggior parte dei comunisti nel mondo. Questi fatti esigono una spiegazione. E le radici di quest'esito vanno ricercate nel periodo antecedente della storia sovietica, quello della direzione di Stalin, e ancor prima di Lenin, e nelle condizioni che avevano condotto alla rivoluzione russa e alla vittoria dei bolscevichi. Ci sono radici storiche e ideologiche del Rapporto di Chruščev che vanno rintracciate nella storia sovietica. Stalin si sforzò tenacemente di applicare le analisi di Lenin alle condizioni che trovò in Russia e nel movimento comunista internazionale. Lenin a sua volta aveva cercato di applicare le intuizioni di Marx ed Engels. Lenin aveva cercato di trovare risposte per i problemi acuti della costruzione del socialismo in Russia nelle opere dei fondatori del comunismo moderno. Stalin, che da parte sua non rivendicò mai di aver introdotto innovazioni, cercò di seguire gli insegnamenti di Lenin più rigorosamente possibile. Nel frattempo Trockij e Bucharin, come anche altri oppositori, trovavano anch'essi nelle opere di Lenin argomenti per le politiche che proponevano. E Chruščev, come i suoi epigoni fino a Gorbačev compreso, citavano le opere di Lenin per giustificare e dare una copertura leninista o “di sinistra” a qualsiasi politica avessero scelto. Qualcosa perciò nelle opere di Lenin e in quelle dei suoi grandi maestri, Marx ed Engels, ha facilitato gli errori compiuti onestamente dal suo onesto successore Stalin e utilizzati dal suo disonesto successore Chruščev per coprire il proprio tradimento».76
76. Ibidem.