31 Luglio 2021

8.5. CHI GARANTISCE MEGLIO I DIRITTI SOCIALI E L'UGUAGLIANZA?

«In che cosa consisteva l'approccio economico pianificato socialista in Unione Sovietica? Come funzionava e quali erano le sue caratteristiche? I meriti di un'economia socialista pianificata sono molti e si consideri che la maggior parte delle rivoluzioni socialiste finora si sono verificate in paesi a sviluppo medio basso. Uno di questi è la crescita più veloce delle forze produttive. Un costante aumento del tenore di vita. Vi è uno sviluppo stabile e proporzionato dell'economia, invece dell'anarchia. Da subito vi è un tasso di disoccupazione basso o nullo. Non c'è un ciclo economico fatto di espansione e contrazione. Il socialismo fa cessare la paura della disoccupazione tecnologica. È egualitario nei confronti delle minoranze nazionali, delle donne e degli altri gruppi oppressi. Il socialismo si impegna enormemente nella scienza e nella cultura. La fa finita con il colossale spreco di risorse proprio della concorrenza. Supera il problema della povertà e dei senzatetto. L'Unione Sovietica, ad esempio, non solo ha eliminato le classi sfruttatrici del vecchio ordine, ma ha anche abolito l'inflazione, la disoccupazione, la discriminazione razziale e nazionale, l'estrema povertà e le stridenti disuguaglianze di ricchezza, reddito, istruzione e opportunità. In cinquant'anni, il paese è passato da una produzione industriale che era solo il 12% di quella degli Stati Uniti, per raggiungere l'80%, con la produzione agricola che si posiziona all'85% di quella Usa. Nonostante il consumo pro capite sovietico sia rimasto inferiore a quello degli Stati Uniti, nessuna società aveva mai aumentato gli standard di vita e di consumo così rapidamente, in un periodo di tempo così breve, ripartito fra tutte le persone. L'occupazione era garantita. L'istruzione gratuita era disponibile per tutti, dalla scuola materna, alle scuole secondarie (generali, tecniche e professionali), alle università e alle scuole dopo lavoro. Oltre all'insegnamento gratuito, gli studenti post-secondari ricevevano uno stipendio per vivere. L'assistenza sanitaria gratuita esisteva per tutti, con circa il doppio dei medici per persona rispetto agli Stati Uniti. I lavoratori infortunati o malati avevano la garanzia del lavoro e le indennità di malattia. A metà degli anni 1970, i lavoratori avevano in media 21,2 giorni lavorativi di ferie (un mese di vacanza) e potevano contare su convalescenziari e centri benessere ed i campi per bambini erano gratuiti o sovvenzionati. I sindacati avevano il potere di veto sui licenziamenti e quello di richiamare i direttori. Lo Stato regolamentava tutti i prezzi e sovvenzionava il costo dei prodotti alimentari di base e della casa. Gli affitti rappresentavano solo il 2-3% del bilancio familiare; acqua e servizi pubblici solo il 4-5%. Non esistevano esclusioni abitative a causa del reddito. Sebbene alcuni quartieri fossero riservati agli alti funzionari, altrove direttori di impianti, infermieri, professori e bidelli vivevano fianco a fianco. Il governo includeva la crescita culturale e intellettuale come parte dello sforzo per migliorare il tenore di vita. Le sovvenzioni statali mantenevano il prezzo dei libri, dei periodici e degli eventi culturali al minimo. Come risultato, i lavoratori possedevano spesso le loro biblioteche e la famiglia media sottoscriveva quattro periodici. L'Unesco riporta dati secondo cui i cittadini sovietici leggevano più libri e vedevano più film di qualsiasi altro popolo al mondo.
Ogni anno il numero di visitatori dei musei era pari quasi alla metà dell'intera popolazione e gli spettatori di rappresentazioni teatrali, concerti e altri spettacoli superava la popolazione totale. Il governo ha compiuto uno sforzo coordinato per aumentare il tasso di alfabetizzazione e il tenore di vita delle aree più arretrate e per incoraggiare l'espressione culturale degli oltre cento gruppi nazionali che costituivano l'Unione Sovietica. In Kirghizia, per esempio, solo una persona su cinquecento sapeva leggere e scrivere nel 1917, ma cinquant'anni anni più tardi lo potevano fare quasi tutti.
Nel 1983, il sociologo americano Albert Szymanski analizzò una serie di studi occidentali sulla distribuzione del reddito e gli standard di vita sovietici. Egli scoprì che le persone più pagate in Unione Sovietica erano importanti artisti, scrittori, professori, amministratori e scienziati, che guadagnavano stipendi altissimi da 1.200 a 1.500 rubli al mese. I principali funzionari del governo guadagnavano circa 600 rubli al mese, i direttori d'impresa 190-400 rubli al mese e gli operai circa 150 rubli al mese. Di conseguenza, i redditi più alti erano pari a solo 10 volte il salario del lavoratore medio, mentre negli Stati Uniti i capi aziendali più pagati ricevono 115 volte il salario degli operai. I privilegi forniti con le alte cariche, come negozi speciali e automobili ufficiali, sono rimasti piccoli e limitati e non hanno compensato una continua tendenza quarantennale verso un maggiore egualitarismo. La tendenza opposta si è verificata nel principale paese capitalista, gli Stati Uniti, dove alla fine degli anni 1990, i capi d'azienda incassavano 480 volte il salario del lavoratore medio. Sebbene la tendenza al livellamento di salari e redditi abbia creato problemi, il generale livellamento delle condizioni di vita in Unione Sovietica rappresentava un'impresa senza precedenti nella storia umana. La perequazione è stata favorita da una politica dei prezzi che fissava il costo dei lussi al di sopra del loro valore e quello delle necessità al di sotto. È stato favorito anche da un sempre crescente “salario sociale”, cioè dalla fornitura di un numero crescente di benefit sociali gratuiti o sovvenzionati. Oltre a quelli già citati, essi includevano i congedi di maternità pagati, i servizi all'infanzia poco costosi e delle pensioni generose. Szymanski concludeva che “mentre la struttura sociale sovietica potrebbe non corrispondere all'ideale comunista o socialista, è sia qualitativamente diversa, sia più egualitaria di quella dei paesi capitalisti occidentali. Il socialismo ha fatto radicalmente la differenza a favore della classe operaia”».88
88. Ibidem.