04 Agosto 2021

8.7. LE RAGIONI DEL CROLLO DELL'URSS

«I: - Nel libro Socialismo tradito: dietro al crollo dell'Unione Sovietica, 1917-1991 (Socialism Betrayed: Behind the Collapse of the Soviet Union, 1917-1991), lei e il coautore Roger Keeran fornite una comprensione unica del crollo dell'Unione Sovietica. Può spiegarci brevemente che valutazioni date di questo avvenimento storico?
K: - Alcuni vedono il crollo sovietico come derivazione diretta dalle politiche di Gorbačev, piuttosto che da una sorta di crisi strutturale. Ciò significa che la parola “smantellamento” è in realtà una metafora più precisa di “collasso”. Altri osservano che le due tendenze della politica sovietica sono esistite dalla Rivoluzione fino a Gorbačev. Altri ancora hanno visto che una seconda economia (privata, illegale) si era sviluppata ed era cresciuta con forza nelle viscere del socialismo nei 30 anni precedenti il 1985. Il nostro contributo, più o meno singolare, è stato di notare che questi fenomeni sono collegati, che spiegano tutti il crollo sovietico e dimostrano come esso non fosse affatto inevitabile. All'indomani del 1991, i marxisti e i comunisti avevano difficoltà ad applicare il loro usuale metodo scientifico del materialismo storico alla caduta sovietica, dato l'assioma, spinto fin dall'epoca Chruščev, che non c'era più lotta di classe in URSS, né una classe sfruttatrice, che la corruzione e il mercato nero - se esistevano - erano residui del passato e che, pertanto, non vi era alcuna base materiale per una coscienza filo-capitalista. Si scoprì, abbiamo appurato, che una tale base c'era: la seconda economia. Ma gli economisti marxisti non la studiarono. La nostra tesi è che il crollo sovietico si sia verificato principalmente a causa delle politiche che Mikhail Gorbačev ha perseguito dopo il 1986. La domanda è: da dove vengono queste politiche? Queste politiche non sono cadute dal cielo, né erano le uniche possibili per affrontare i problemi esistenti. Esse derivano da un dibattito interno al movimento comunista, vecchio quasi quanto il marxismo stesso, su come costruire una società socialista. Per spiegare la parentela delle politiche di Gorbačev prima e dopo il 1985, discutiamo le due principali tendenze o orientamenti nel dibattito sovietico sulla edificazione del socialismo. Il dibattito in corso è incentrato su questa questione: sotto le particolari circostanze sussistenti in un dato momento, i comunisti come dovrebbero costruire il socialismo?
La posizione di sinistra è favorevole al portare avanti la lotta di classe, gli interessi della classe operaia e il potere del Partito comunista, mentre quella di destra favorisce gli indietreggiamenti o i compromessi e l'incorporazione di varie idee capitaliste nel socialismo. In questo senso, “sinistra” e “destra” non erano sinonimi di buono e cattivo. Piuttosto, la correttezza e l'adeguatezza di una politica avevano a che fare con il fatto che rappresentassero in modo migliore gli interessi immediati e di lungo periodo del socialismo nelle condizioni esistenti. La storia della politica sovietica era quindi una questione complessa. Da un lato, Vladimir Lenin, che senza paura spinse in avanti la lotta di classe per il socialismo, favorì a volte il compromesso, come nel caso del trattato di Brest-Litovsk e della Nuova politica economica. Dall'altro, Nikita Chruščev, che spesso favorì l'incorporazione di alcune idee occidentali, allo stesso tempo favorì la politica “di sinistra” di una maggiore uguaglianza salariale. Non mettiamo a disposizione una storia e valutazione complessiva della politica sovietica, quanto piuttosto un utile, se semplificato, scenario per l'argomento successivo secondo cui le prime politiche di Gorbačev somigliavano alla tradizione comunista di sinistra rappresentata per lo più da Vladimir Lenin, Iosif Stalin e Yuri Andropov, mentre quelle successive erano simili alla tradizione comunista di destra rappresentata per lo più da Nicolai Bucharin e Nikita Chruščev. Dopo il 1985, le politiche di Gorbačev si spostarono a destra, nel senso che coinvolsero quella che potrebbe essere definita una visione socialdemocratica del socialismo che ha indebolito il Partito comunista, ha fatto concessioni al capitalismo e ha incorporato nel socialismo sovietico alcuni aspetti della proprietà privata capitalistica, i mercati e le forme politiche. Noi sosteniamo che lo slittamento delle politiche di Gorbačev abbia avuto una base materiale. La ragione di tale spostamento è stato lo sviluppo all'interno del socialismo di una “seconda economia” di imprese private e con essa di un nuovo e crescente strato piccolo borghese e un nuovo livello di corruzione del Partito. La crescita della seconda economia rifletteva i problemi della “prima economia”, il settore socializzato, nel soddisfare le crescenti aspettative delle persone. Esso riflette anche il lassismo delle autorità nel far rispettare la legge contro l'attività economica illegale e il fallimento del Partito nel riconoscere gli effetti corrosivi dell'attività economica privata».90
90. Ibidem.