17 Maggio 2022

13.2. IL RINGRAZIAMENTO DI MANDELA ALL'URSS E A CUBA

«Per molti decenni i comunisti furono l’unico gruppo politico del Sud Africa che trattasse gli Africani come esseri umani e loro uguali; essi erano gli unici che accettassero di mangiare con noi, parlare con noi, vivere con noi e lavorare con noi. Essi costituivano l’unico gruppo politico pronto a lottare al fianco degli Africani per l’ottenimento dei diritti politici e di un posto nella società».
(Nelson Mandela)78
L'URSS ha sempre sostenuto in pieno e senza dubbi l'African National Congress (ANC),
«che dirigeva la resistenza contro il regime dell'apartheid vigente nella Repubblica Sudafricana. L'ANC, fuori legge in Sudafrica e pertanto impossibilitato a comperare armi dai paesi occidentali, si rivolse logicamente al blocco sovietico. […] il partito comunista sudafricano (SACP) era filosovietico in misura rassicurante e giocava un ruolo chiave nella leadership in esilio dell'ANC. Nei primi anni '80, forse sette dei ventidue membri del Comitato Esecutivo nazionale dell'ANC appartenevano al SACP. Tra loro, il dotto Yusef Dadu, vicepresidente dell'ANC e presidente del SACP, e Joe Slovo, vicecapo dell'ala militare dell'ANC, che fu anche il segretario generale del SACP con la maggiore anzianità di servizio. […] il KGB venne incaricato di distribuire fondi tanto al SACP quanto all'ANC. Tra la metà del 1982 e il gennaio 1983 […] 54.000 sterline per il SACP e 118.000 sterline per l'ANC».
Oltre a ciò vengono fornite clandestinamente armi attraverso lo Zambia, l'Angola e la Tanzania. Secondo l'esperienza dell'ex agente del KGB Gordievskij, poi passato dalla parte dell'Occidente, «l'ANC dipendeva dall'Unione Sovietica per le armi e parte dei finanziamenti, ma la sua politica non era molto influenzata da Mosca». È grazie a questo sostegno disinteressato che l'URSS continua ad avere ancora negli anni '80 enorme prestigio in tutta l'Africa nera. Lo stesso Gordievskij è costretto ad ammetterlo, parlando però dei demeriti altrui: «Il presidente sudafricano P. W. Botha e il Governo nazionalista diedero alla causa dell'Unione Sovietica in Africa un contributo superiore a quello del KGB».79
Non sorprende che Mosca abbia assegnato al comunista Mandela il Premio Lenin per la pace nell'aprile 1990. Non è un caso neanche che l'URSS abbia aiutato per anni economicamente e militarmente l'ANC.
Mandela ha ringraziato pubblicamente la delegazione sovietica il 3 luglio 1991:
«Senza il vostro aiuto, noi oggi non saremmo dove siamo».80
Questo invece l'omaggio reso da Nelson Mandela direttamente a Cuba il 26 luglio 1991:
«Siamo venuti qui con grande umiltà e con grande emozione. Siamo venuti qui con la consapevolezza del grande debito di gratitudine che abbiamo nei confronti di Cuba e del suo popolo. Quale altro paese può vantare un primato di generosità come quello che Cuba ha dimostrato nelle sue relazioni con l’Africa? […] In prigione ho sentito parlare per la prima volta della massiccia assistenza profusa dalle forze internazionaliste cubane nei confronti dell’Angola, allorché nel 1975 gli angolani subirono l’attacco congiunto del Sudafrica, del Fronte di liberazione finanziato dalla Cia, dei mercenari e delle truppe dello Zaire. La schiacciante sconfitta dell’esercito razzista a Cuito Cuanavale per opera delle truppe cubane ha dato all’Angola la possibilità di avere la pace e di consolidare la propria sovranità».
Fidel Castro in quell'occasione replica così:
«Nessuno avrebbe mai pensato che i cubani potevano andare a combattere in Africa. Non si era mai visto un paese povero e del Terzo mondo andare a combattere dall’altra parte dell’Oceano. Ma per noi gli africani sono fratelli. L’Africa è Cuba e Cuba è l’Africa».81
Mandela non ha invece mai ringraziato pubblicamente gli USA, per il semplice fatto che questi sono sempre stati in prima fila nel cercare di impedirne l'ascesa. La CIA e la National Security Agency hanno collaborato con il Sudafrica almeno da inizio anni '60:
«Una delle principali azioni di collaborazione fra Stati Uniti e Sudafrica fu quella relativa all'African Nazional Congress, la principale organizzazione anti-apartheid, messa al bando e costretta all'esilio. Nel 1962 la polizia sudafricana aveva arrestato il leader dell'ANC, Nelson Mandela, grazie alle informazioni sui suoi spostamenti e camuffamenti fornite dall'agente della CIA Donald Rickard».82
Un dato confermato anche da Weiner: «Il leader dell'ANC, Nelson Mandela, era stato arrestato e gettato in prigione nel 1962, grazie anche alla CIA. L'agenzia aveva lavorato in piena armonia con il Bureau of State Security o BOSS, il servizio di sicurezza dello Stato sudafricano».83 Da ricordare infine che il partito di Mandela, l'ANC, è stato rimosso dall’elenco delle organizzazioni considerate terroristiche dal governo degli Stati Uniti solo nel 2008.84 Non che altrove le cose andassero molto meglio. Anche il premier britannico Margaret Thatcher ancora nel 1987 definisce l'ANC una «tipica organizzazione terrorista».85 L'imperialismo ha ammantato la figura di Mandela di un'aureola da santino pacifista, cercando di far dimenticare la propria intransigente opposizione verso le ragioni della sua lotta, che gli è costata 28 anni di carcere.
Le bugie però hanno le gambe corte quando si conosce la Storia.
78. Citato in M. Plaut, Perché l’appartenenza di Mandela al Partito Comunista è importante, Rifondazione.it, 6 dicembre 2014.
79. C. Andrew & O. Gordievskij, La storia segreta del KGB, cit., pp. 589-591.
80. Citato in P. W. Möller, La leggenda di Mandela, Volkstaat.it.
81. A. Garzia, 1991, quando Nelson ringraziò Cuba, Controlacrisi.org, 18 luglio 2010.
82. W. Blum, Il libro nero degli Stati Uniti, cit., p. 375.
83. Tim Weiner, CIA, cit., p. 347.
84. Redazione Contropiano, “Madiba”, un rivoluzionario, Contropiano, 6 dicembre 2013.
85. D. Scalea, Mandela: eroe o “terrorista?”, Huffington Post (web), 8 dicembre 2013.

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