02 Agosto 2021

2.03. LE TATTICHE USATE DAGLI USA NELLE ELEZIONI DEL 1948

«Affermo […] che quella del 18 aprile non è stata una libera consultazione […]. Vi è stato, in modo brutale, […] l'intervento straniero per coartare la volontà degli elettori. […] la massa intermedia, oscillante e politicamente non attiva ha […] subìto in grande misura le conseguenze delle violenze, intimidazioni e pressioni». (Palmiro Togliatti)39
Approfondiamo con William Blum le tattiche usate dagli USA per destabilizzare le elezioni Politiche del 1948. Non c'è solo il fiume di denaro fornito clandestinamente dalla CIA.
Tutto parte dal viaggio di De Gasperi a Washington, nel gennaio 1947:
«la sua principale preoccupazione era ottenere assistenza finanziaria, cosa vitale per il proprio paese impoverito e devastato dalla guerra. Ma i dirigenti americani, evidentemente, avevano priorità diverse. Tre giorni dopo il suo ritorno in Italia, De Gasperi sciolse inaspettatamente il governo, in cui vi erano diversi comunisti e socialisti. […] Dopo due settimane di tortuose consultazioni, la formazione di un governo di centro o di centro-destra tentata da De Gasperi si dimostrò irrealizzabile e il nuovo gabinetto annoverò ancora tra i suoi membri comunisti e socialisti, per quanto la sinistra avesse perso i ministeri chiave, in particolare quelli degli Esteri e delle Finanze. Da quel momento fino a maggio, quando il vice di De Gasperi, Ivan Matteo Lombardo, guidò una missione a Washington per rinnovare le richieste di aiuto, gli Stati Uniti “congelarono” i prestiti promessi, per motivi non meglio specificati. Durante questo periodo la sinistra italiana avanzò, in diverse occasioni, il sospetto che gli aiuti fossero stati bloccati in attesa che i suoi esponenti venissero definitivamente allontanati dal gabinetto. Lo stesso New York Times fu costretto a scrivere: “Alcuni osservatori locali ritengono che un'ulteriore svolta dell'Italia verso sinistra ritarderebbe la concessione degli aiuti”. Come poi dimostrarono gli eventi, il giorno stesso dell'arrivo di Lombardo a Washington, De Gasperi sciolse nuovamente il suo gabinetto affermando che il nuovo governo avrebbe potuto cavarsela anche senza la partecipazione degli esponenti di sinistra. Era proprio ciò che serviva e, difatti, nei mesi che seguirono, l'America concesse un generosissimo aiuto finanziario all'Italia, cancellando inoltre il debito da un miliardo di dollari che il paese aveva verso gli Stati Uniti».
In quegli anni dinamiche simili avvengono in Francia. Spinti dal terrore per un'ipotetica “catastrofe” data dalla vittoria del Fronte Popolare Democratico, nel 1948 viene organizzata una «mastodontica mobilitazione di risorse», che prevede una massiccia propaganda anticomunista carica delle peggiori falsità, diffusa con queste modalità:
-lettere scritte da americani di origine italiana (ben presto standardizzate e prodotte in serie) a parenti e amici residenti in Italia. Il 16% circa degli italiani aveva parenti negli USA;
-il finanziamento della messa in onda di una serie giornaliera di programmi radiofonici diretta dagli USA per raggiungere i circa 1,2 milioni di ricevitori a onde corte presenti in Italia;
-la trasmissione via radio di speciali trasmissioni religiose per pregare per la salvezza del Papa, in un paese all'epoca largamente cattolico e praticante;
-l'utilizzo di personalità dello spettacolo come Frank Sinatra, Gary Cooper e tutti gli italoamericani disponibili, per pubblicizzare gli aiuti e l'amicizia degli USA; tra questi atti anche una raccolta fondi a favore di orfani dei piloti italiani promossa da Hollywood e l'allestimento di un “Treno dell'amicizia” che gira per tutti gli USA per raccogliere doni da inviare in Italia;
-la distribuzione di opuscoli, la costruzione di mostre e l'inondazione di film e documentari che presentano il “sogno americano”, coinvolgente anche l'operaio medio. Più di 5 milioni di italiani vedono ogni settimana almeno un documentario americano;
-la mobilitazione di oltre 200 leader sindacali di origine italiana nel firmare un documento, inviato a 23 giornali italiani, in cui si incoraggia l'opposizione ai comunisti; contemporaneamente si avvia un finanziamento di 50 mila dollari alle organizzazioni sindacali anticomuniste italiane;
-la proclamazione del divieto di ingresso negli USA per i comunisti (iscritti o votanti certi);
-l'intimidazione militare, con la presenza costante di navi da guerra americane e britanniche al largo dei porti italiani. Il Time sostiene apertamente:
«Gli Stati Uniti dovranno rendere chiaro che, se necessario, useranno la forza per impedire che l'Italia si trasformi in un paese comunista».
-la stipulazione di un trattato decennale di «amicizia, commercio e navigazione» tra USA e Italia, il primo firmato dagli USA dalla fine della guerra.
-l'opinione favorevole degli USA sull'istituzione di un protettorato italiano su alcune ex colonie africane, come l'Etiopia e la Libia;
-un'offensiva diplomatica contro l'URSS per far approvare l'ingresso dell'Italia nell'ONU (prima ancora che fosse stato siglato il trattato di Pace) e per risolvere il problema della città di Fiume facendo pressione sugli jugoslavi;
-la falsificazione di documenti e lettere attribuite al PCI, in certi casi facendo scandalose rivelazioni sull'orientamento sessuale o sulla vita personale dei candidati comunisti, marchiandoli anche dell'infamante definizione di ex fascisti e/o anticlericali;
-meno di un paio di settimane prima del voto gli USA procedono con un primo pagamento di 4,3 milioni di dollari, sotto forma di salari, ai 60 mila ex prigionieri di guerra italiani che hanno lavorato “volontariamente” per la causa alleata. Per fare ciò viene modificato il Trattato di Pace;
-un calibrato afflusso di decine di milioni di dollari di risarcimenti, prestiti finanziari e spedizioni di cibo (8 milioni di dollari in grano arrivano 4 giorni prima del voto) in Italia;
-l'attivismo costante in tutto il paese dell'ambasciatore statunitense James Clement Dunn, a ricordare che il popolo americano sta aiutando gli italiani salvandoli da una possibile dominazione straniera.
L'interferenza degli USA nelle vicende italiane è incomparabile con quella dell'URSS, come vedremo più avanti: «uno studio condotto dalla sede italiana della United Press rivelò che i partiti anticomunisti spendevano in propaganda politica sette volte e mezzo la somma di danaro investita dal FDP e che i democristiani, da soli, spendevano quattro volte tanto».
Lo show funziona: la DC vince con il 48% dei voti; la lista social-comunista si ferma al 31%.
«Era stata una crociata alla stregua di quelle che Aneurin Bevan ha spesso attribuito ai Tories britannici: “Tutte le risorse politiche delle forze conservatrici del ventesimo secolo – scrisse il leader dei laburisti inglesi – sono state impiegate al fine di permettere ai ricchi di convincere i poveri a utilizzare i propri diritti politici per mantenere i ricchi al potere”».40
39. G. Bocca, Palmiro Togliatti, vol. II, L'Unità-Mondadori, Roma 1992, pp. 448-449.
40. W. Blum, Il libro nero degli Stati Uniti, cit., pp. 37-47.