30 Ottobre 2020

3.2. GUERNICA 1937: LA STRAGE NAZIFASCISTA E IL CAPOLAVORO DI PICASSO

«- Ha fatto lei questo orrore?
- No, l’avete fatto voi
».
(Pablo Picasso, rivolto a un gerarca nazista che gli chiedeva notizie sul quadro Guernica)
Guernica è il titolo di un noto dipinto di Pablo Picasso, realizzato dopo il bombardamento aereo della città omonima durante la Guerra Civile Spagnola. L'attacco è opera della Legione Condor, corpo volontario composto da elementi della tedesca Luftwaffe, e dell'Aviazione Legionaria Fascista d'Italia, il 26 aprile 1937. I nazifascisti attaccano per appoggiare gli sforzi di Francisco Franco nel rovesciare il governo legittimo della Repubblica Spagnola. La cittadina era affollata da civili (soprattutto donne e bambini: gli uomini abili al servizio militare erano al fronte). L'uso di bombe incendiarie rade al suolo più del 45% della cittadina, favorito da un forte vento che ne ha amplificato gli effetti. Si tratta di un'azione di guerra, ma che ha portato ad un attacco “terroristico” (probabilmente voluto) alla popolazione civile, secondo una pratica che sarebbe diventata la prassi in tutta la seconda guerra mondiale. Da segnalare che durante il regime franchista la versione ufficiale della propaganda del regime spagnolo negherà l'esistenza stessa del bombardamento, sostenendo che la città fosse stata distrutta dagli stessi Repubblicani in fuga, per lasciare “terra bruciata”. Questo primo bombardamento sulla popolazione civile (e l'emozione che suscita si deve anche al fatto che sia il primo dell'infinita serie di quelli effettuati nella seconda guerra mondiale, ed è quindi ancora percepito come “eccezionale”) sciocca numerosi artisti e viene immortalato nel famoso quadro di Pablo Picasso, considerato uno dei capolavori del pittore. La gamma dei colori è limitata. Vengono infatti utilizzati esclusivamente toni grigi, neri e bianchi, così da rappresentare l'assenza di vita e la drammaticità. L'alto senso drammatico nasce dalla deformazione dei corpi, dalle linee che si tagliano vicendevolmente, dalle lingue aguzze che fanno pensare ad urli disperati e laceranti, dall'alternarsi di campi bianchi, grigi, neri, che accentuano la dinamica delle forme contorte e sottolineano l'assenza di vita a Guernica. Questo quadro doveva rappresentare una sorta di manifesto che esponesse al mondo la crudeltà e l'ingiustizia delle guerre. I colori del quadro sono il bianco e nero perché, secondo Picasso la guerra è sofferenza, ma nell'opera, se guardiamo bene, c'è una lampadina che simboleggia la speranza. L'opera, commissionata per incarico del Governo Repubblicano Spagnolo, era destinata a decorare il padiglione spagnolo durante l'esposizione mondiale di Parigi del 1937. Dopo l'esposizione, quando il governo repubblicano è ormai caduto, Picasso non permetterà che il suo dipinto più famoso venga esposto in Spagna, dichiarando esplicitamente che avrebbe potuto tornarvi solo dopo la fine del fascismo. Verrà quindi ospitato per molti anni al Museum of Modern Art di New York e tornerà in patria nel 1981 ad otto anni dalla sua morte e sei da quella di Francisco Franco. Durante gli anni '70 diventerà per gli spagnoli un simbolo sia della fine del regime franchista che del nazionalismo, così come lo era stato prima, per tutta l'Europa, della Resistenza al nazismo. Guernica è l’opera che emblematicamente rappresenta l’impegno morale di Picasso nelle scelte democratiche e civili. E quest’opera è stata di riferimento per più artisti europei, soprattutto nel periodo post-bellico, quale monito a non esentarsi da un impegno diretto nella vita civile e politica.19
19. Fonti usate: F. Morante, Guernica, Francescomorante.it; Wikipedia, Guernica (Picasso) e Bombardamento di Guernica, da confrontare con la manualistica storica.