03 Agosto 2020

5.4. IL VOLO DI HESS E IL CALCOLO GEOPOLITICO DI CHURCHILL

Prima di andare avanti ricordiamo con Sayers e Kahn31 un altro fatto spesso dimenticato:
«Alle 22:30 di sabato 10 maggio 1941 un aereo Masserschmitt tedesco si schiantò a Lanarkshire, in Scozia, in un campo vicino al castello di Dungavel, di proprietà del giovane duca di Hamilton. Un ex lavoratore della tenuta vide il lampo dell'aereo in avaria e la lenta discesa del paracadute. Armato di forcone, si precipitò sul posto, dove trovò un uomo con la caviglia fratturata. L'uomo era Rudolf Hess, il vice di Adolf Hitler. “Portami dal duca di Hamilton”, disse Hess in inglese. “Sono venuto per salvare l'umanità!” Hess sperava di ottenere il supporto dei tories britannici attraverso Hamlton e i suoi amici per attaccare l'Unione Sovietica. Sir Patrick Dollan, prevosto di Glasgow, disse l'11 giugno 1941: “Hess è venuto qui […] pensando di restare in Scozia due giorni, discutere le sue proposte di pace con un certo gruppo e ricevere una scorta di carburante e una mappa per tornare in Germania e riferire il risultato della conversazione”. Nel suo discorso del 6 novembre 1941 Stalin disse in proposito: “I tedeschi sapevano che la loro tattica di sfruttare le contraddizioni tra le classi nei singoli paesi e le contraddizioni tra quegli stati e l'Unione Sovietica aveva già portato a dei risultati in Francia, dove i governanti si erano lasciati spaventare dallo spettro della rivoluzione, si erano rifiutati di resistere, e presi dal panico avevano abbandonato il loro paese sotto il tallone di Hitler. Gli strateghi fascisti tedeschi pensavano che la stessa cosa sarebbe successa in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Il famoso Hess fu mandato in Gran Bretagna dai fascisti tedeschi proprio a questo scopo, per convincere i politici britannici a unirsi alla campagna generale contro l'Unione Sovietica. Ma i tedeschi hanno commesso un grave errore. Rudolf Hess è stato fatto prigioniero dal governo britannico”.»
Si noti che il viaggio di Hess avviene solo due settimane prima dell'attacco all'URSS. È molto probabile a riguardo che il merito fondamentale dell'opposizione alla proposta tedesca di una collaborazione in funzione antisovietica sia venuta dall'intransigenza di Churchill, non certo per amore del diritto internazionale o del bolscevismo, quanto piuttosto per la volontà ferrea di non accettare uno status quo in cui la Germania mantenga il dominio completo dell'Europa continentale. Da quando infatti la Gran Bretagna è diventata una potenza internazionale la sua direttrice strategica fondamentale è sempre stata quella di coniugare un espansionismo marittimo e intercontinentale con la necessità di impedire che una singola potenza prenda il sopravvento sul continente europeo, andando così a minacciare il primato britannico mondiale. Per questa sua intransigenza verso l'espansionismo tedesco Churchill è stato omaggiato come uno dei più grandi statisti del '900 e tuttora è uno dei personaggi più rinomati della storia britannica e mondiale. Non bisogna però confondere l'indiscutibile ruolo di oppositore al nazismo tedesco, con un'appartenenza al campo progressista di tale personaggio politico.

È utile ricordare, sempre con Sayers e Kahn32, che fu:
«il principale portavoce dei tories antisovietici. Churchill paventava il diffondersi delle idee rivoluzionarie russe nelle regioni orientali dell'impero britannico. René Kraus, nella sua biografia Winston Churchill, scrive: “I cinque grandi a Parigi avevano deciso di appoggiare la controrivoluzione. A Churchill fu affidata l'esecuzione di un'azione per la quale non era responsabile, ma è innegabile che una volta presa la decisione egli fu sempre molto attivo nel metterla in pratica. […] Insieme al Capo di Stato Maggiore, Sir Henry Wilson, elaborò un programma per equipaggiare e armare le varie armate bianche e per fornirle di ufficiali e istruttori esperti”. Dopo l'ascesa al potere di Hitler, Churchill riconobbe che il nazismo costituiva la minaccia reale per gli interessi britannici in Europa e nel mondo. Senza esitare, rovesciò la sua posizione e propugnò un'alleanza tra Gran Bretagna, Francia e Unione Sovietica per fermare la marcia dell'aggressione nazista. Quando la Germania nazista, nel 1941, invase l'Unione Sovietica, Churchill fu il primo a dichiarare al mondo intero che la lotta della Russia era la lotta di tutti i popoli liberi e che. come tale avrebbe avuto l'appoggio della Gran Bretagna. Terminata la seconda guerra mondiale, Churchill alzò di nuovo il grido d'allarme della “minaccia del bolscevismo”.»
Lungi dall'essere uno stupido, Churchill è stato uno dei nemici di classe più scaltri e potenti del '900. Se ne può apprezzare la realpolitik, seppur in un'ottica schiettamente di potenza britannica e borghese, ma anche l'onestà di certi atteggiamenti e giudizi politici. La sua capacità di osservare con occhio disincantato, se non cinico, lo rende senz'altro uno statista “machiavellico” di livello internazionale. Il riconoscimento della congiura interna trockijsta gli fece evitare di ripetere gli errori commessi da altri governi europei. Appena chiamato a guidare il Governo realizza anche lui le sue “purghe”, mostrando che l'esistenza delle “quinte colonne” non era un'invenzione sovietica:
«Il governo di Churchill agì rapidamente e con decisione. Scotland Yard e i servizi segreti spazzarono via gli agenti nazisti, i fascisti britannici e i leader della quinta colonna segreta. Durante un raid improvviso nella sede dell'Unione Britannica dei Fascisti, la polizia sequestrò importanti documenti e arrestò molti membri dell'organizzazione. Il leader del Partito Fascista Britannico, Sir Oswald Mosley, venne arrestato nel suo appartamento. Seguirono altri arresti sensazionali: John Beckett, ex membro del Parlamento e fondatore dell'antisovietico e filo-nazista Partito Popolare; il capitano A.H. Ramsay, membro del Parlamento per i tories; Edward Dudley Elan del Ministero della Salute; sua moglie Dacre Fox, e altri celebri fascisti e filo-nazisti furono arrestati. Venne approvata una legge speciale che puniva con la pena di morte i traditori. Mostrando di aver imparato bene la lezione della Francia e dei processi di Mosca, nel luglio 1940 il governo inglese annunciò l'arresto dell'ammiraglio Barry Domville, ex direttore dei servizi segreti navali. Domville, amico di Alfred Rosenberg e del generale Max Hoffmann, era coinvolto in tutte le cospirazioni antisovietiche dal 1918. Al momento del suo arresto era a capo di una società segreta filo-nazista inglese di nome The Link (“Il collegamento”), che era stata organizzata con l'aiuto di Heinrich Himmler».33
Rimane un dato assodato la concezione profondamente reazionaria della politica da parte di Churchill, “costretto” ad opporsi al nazifascismo solo perché obbligato dal dovere di difendere l'impero britannico di Sua Maestà. Non si può dimenticare la sua simpatia per il fascismo italiano né il suo ruolo nefasto nel prolungare il più possibile il colonialismo in tutto il mondo nel dopoguerra. Sul primo aspetto ci limitiamo a riportare un paio di citazioni note. Nel 1927 afferma, scrivendo a Mussolini:
«Se fossi stato un italiano, sono sicuro che avrei dato la mia entusiastica adesione alla Vostra vittoriosa lotta contro gli appetiti e le passione bestiali del leninismo... L'Italia ci ha offerto l'antidoto necessario al veleno russo. D'ora in poi nessuna grande nazione sarà priva dei mezzi decisivi per proteggersi contro la crescita del cancro bolscevico».
Un omaggio reso ancora nel 1933:
«Il signor Mussolini è il più grande legislatore fra i viventi».34

31. Ivi, cap. 22, nota 4.
32. Ivi, cap. 5, nota 3.
33. Ivi, cap. 22, paragrafo 2 – La seconda guerra mondiale.
34. Si veda Wikiquote, Winston Churchill.