08 Agosto 2020

6.2. LA STORIA È SCRITTA DAI VINCITORI

Leggiamo ora quanto scrive Ludo Martens5.
«La maggior parte delle persone di sinistra ha letto qualche opera dedicata alle attività della CIA e dei servizi segreti occidentali. Queste persone hanno imparato che la guerra psicologica e politica è una branca separata e straordinariamente importante della guerra totale moderna. La calunnia, l’intossicazione, la provocazione, lo sfruttamento delle divergenze, l’esasperazione delle contraddizioni, la demonizzazione dell’avversario, la perpetrazione dei crimini addossata all'avversario sono le tattiche abituali a cui fanno ricorso i servizi segreti occidentali. Dopo il 1945 l’imperialismo “democratico” ha investito risorse colossali nelle guerre anticomuniste, guerre militari, guerre clandestine, guerre politiche e guerre psicologiche. Non è evidente che la campagna contro Stalin è stata al centro di tutte le lotte ideologiche condotte contro il socialismo? I portavoce ufficiali della macchina da guerra americana, Kissinger e Brzezinski, hanno fatto l’elogio delle opere di Solženicyn e di Conquest, che sono anche – vedi caso – due autori in voga tra i socialdemocratici, i trozkisti e gli anarchici. Questi ultimi, invece di “scoprire la verità su Stalin” negli scritti di quegli specialisti dell’anticomunismo, non avrebbero fatto meglio a scoprirvi le manovre della guerra psicologica e politica condotta dalla CIA? Non è davvero un caso se al giorno d’oggi in quasi tutte le pubblicazioni borghesi e piccolo-borghesi “in voga” si ritrovano le calunnie e le menzogne su Stalin che si potevano leggere sulla stampa nazista durante la guerra. È un segno che la lotta di classe a livello mondiale diviene sempre più aspra e che la grande borghesia mobilita tutte le sue forze, a trecentosessanta gradi, in difesa della sua “democrazia”.
In occasione di alcune conferenze che abbiamo tenuto sul periodo staliniano, abbiamo letto un lungo testo antistalinista ed abbiamo chiesto alle persone presenti che cosa ne pensassero. Quasi sempre gli intervenuti sottolineavano che il testo, benché violentemente anticomunista, mostrava chiaramente l’entusiasmo dei giovani e dei poveri per il bolscevismo, come pure le realizzazioni tecniche dell’URSS, e che era, tutto sommato, abbastanza sfumato. A quel punto rivelavamo all’uditorio che il testo che avevano appena commentato, era un testo nazista, pubblicato in Signal n° 24 del 1943, in piena guerra... Le campagne antistaliniste condotte dalle “democrazie” occidentali negli anni 1989-1991 erano a volte più violente e calunniose di quelle orchestrate, nel corso degli anni Trenta, dai nazisti. Ai giorni nostri non ci sono più le grandi realizzazioni comuniste degli anni Trenta a fare da contrappeso alle calunnie. Non ci sono più forze politiche significative che prendano le difese dell’esperienza sovietica sotto la direzione di Stalin. Quando la borghesia proclama il fallimento definitivo del comunismo, essa utilizza la pietosa bancarotta del revisionismo per riaffermare il suo odio verso l’opera grandiosa di Lenin e di Stalin. Ma nel far ciò, essa si preoccupa più del futuro che del passato. La borghesia vuole far credere che il marxismo-leninismo sia definitivamente sotterrato, perché si rende perfettamente conto dell’attualità e della validità dell’analisi comunista».
5. L. Martens, Stalin, cit., p. 43. L'introduzione del libro, da cui è tratto tale passaggio, è disponibile su Noicomunisti.blogspot.it.