03 Agosto 2020

6.7. LA FONDAZIONE DELLA QUARTA INTERNAZIONALE

«La lotta contro la guerra presuppone uno strumento rivoluzionario di lotta, vale a dire un partito. Attualmente esso non esiste né su scala nazionale né sa livello mondiale. […] È vero che non pochi operai rivoluzionari onesti rimangono nelle file dei cosiddetti partiti comunisti. Il loro tenace attaccamento alla Terza Internazionale è in molti casi frutto di una dedizione rivoluzionaria male indirizzata. […] Al primo colpo, la guerra imperialista spezzerà la decrepita spina dorsale della Seconda Internazionale e manderà in frantumi le sue sezioni nazionali. Essa rivelerà fino in fondo la vuotezza e l’impotenza della Terza Internazionale. […] È in ogni caso indiscutibile che, nella nostra epoca, soltanto quell’organizzazione che si basi su dei principi internazionali e che entri nelle file del partito mondiale del proletariato potrà radicarsi sul terreno nazionale. La lotta contro la guerra significa ora la lotta per la Quarta Internazionale!» (Lev Trockij, da La IV Internazionale e la guerra, 1934)
Nel settembre 1938, mentre si svolge la Conferenza di Monaco, Trockij scrive nel suo noto Programma di Transizione: «È impossibile realizzare questo programma senza il rovesciamento della burocrazia, che si regge con la violenza e la falsificazione. Solo la sollevazione rivoluzionaria vittoriosa delle masse oppresse può rigenerare il regime sovietico e assicurare la marcia in avanti verso il socialismo. Solo il partito della IV Internazionale è capace di condurre le masse sovietiche all'insurrezione».
Scrive a riguardo di tale opera Ludo Martens23:
«Questo documento, che le diverse sette trockijste considerano sempre come il loro programma fondamentale, contiene una frase straordinaria. Quando sarebbe arrivato il giorno dell’“insurrezione” e della “rivolta” in Unione Sovietica? La risposta di Trockij è di una tale franchezza da lasciare strabiliati: Trockij progettava la sua “insurrezione” ... quando gli hitleriani avrebbero aggredito l'Unione Sovietica! Scriveva: “La spinta per il movimento rivoluzionario degli operai sovietici sarà data, verosimilmente, da avvenimenti esterni”. […] Scrisse nel maggio 1940 in una Lettre ouverte aux travailleurs soviétiques: “Lo scopo della Quarta Internazionale è di trasformare l'URSS ripulendola della sua burocrazia parassitaria. Ciò non può essere fatto che in un solo modo: dagli operai, dai contadini, dai soldati dell'Armata Rossa e dai marinai della Flotta Rossa che si solleveranno contro la nuova casta di oppressori e di parassiti. Per preparare questa rivolta delle masse, ci vuole un nuovo partito, la Quarta Internazionale”.
Nel momento in cui Hitler preparava già i piani di guerra contro l'Unione Sovietica, il provocatore Trockij invitava l'Armata Rossa a fare un colpo di Stato. Un tale evento avrebbe creato un caos colossale e avrebbe aperto l'intero paese ai carri armati fascisti!»
Leggiamo inoltre cosa ci dicono Sayers e Kahn24 riguardo alla Quarta Internazionale:
«Dalla sua villa fortificata di Coyoacan, Trockij dirigeva in tutto il mondo la sua organizzazione antisovietica: la Quarta Internazionale. In tutta l'Europa, l'Asia, America del nord e del sud, legami stretti esistevano fra la Quarta Internazionale e la rete nazista della quinta colonna. In Cecoslovacchia: trockijsti collaboravano con l'agente nazista Konrad Henlein e con il suo Sudeten Deutsche Partei (Partito dei Tedeschi dei Sudeti). Sergej Bessonov, il corriere trockijsta che era stato consigliere dell'ambasciata sovietica a Berlino, dichiarò durante il suo processo nel 1938 che nell'estate del 1935 aveva stretto rapporti con Konrad Henlein a Praga. Bessonov dichiarò di aver fatto personalmente da intermediario tra il gruppo di Henlein e Lev Trockij. In Francia: Jacques Doriot, agente nazista e fondatore del Partito Popolare Fascista, comunista rinnegato, era trockijsta. Doriot lavorava in stretto rapporto con la sezione francese della Quarta Internazionale trockijsta, al pari di altri agenti nazisti e fascisti francesi. In Spagna: trockijsti si trovavano in grande numero nelle file del POUM, l'organizzazione della quinta colonna che appoggiava la rivolta fascista di Franco. Il capo del POUM era Andrés Nin vecchio amico e alleato di Trockij. In Cina: trockijsti operavano sotto il controllo diretto dello spionaggio militare giapponese. La loro attività era molto apprezzata dagli ufficiali dirigenti lo spionaggio giapponese. Il capo del servizio di spionaggio giapponese dichiarò nel 1937 a Pechino: “Dovremmo appoggiare il gruppo trockijsta e aiutarlo attivamente, in modo che la loro attività nelle varie parti della Cina possa riuscire utile e vantaggiosa per l'impero, poiché questi Cinesi disgregano l'unità del paese. Essi lavorano con finezza e abilità non comuni”.
In Giappone: i trockijsti erano chiamati il “trust dei cervelli dei servizi segreti”. In apposite scuole si insegnava agli agenti segreti giapponesi la tecnica per penetrare nel Partito Comunista dell'Unione Sovietica e combattere l'attività antifascista in Cina e in Giappone. In Svezia: Nils Hyg, uno dei trockijsti più in vista, aveva ricevuto un sussidio finanziario dal finanziere e truffatore filonazista Ivar Kreuger. Le prove dell'appoggio finanziario dato al movimento trockijsta da Kreuger, vennero alla luce dopo il suicidio di Kreuger, quando i revisori trovarono fra le sue carte ricevute di avventurieri politici di ogni sorta, compreso Adolf Hitler. In tutto il mondo i trockijsti erano diventati lo strumento con cui i servizi di spionaggio dell'Asse cercavano di penetrare nei movimenti liberale, radicale e operaio per raggiungere i propri fini. La débâcle finale della quinta colonna russa ai processi di Mosca fu un colpo terribile per Trockij. Una nota di disperazione e isteria cominciò a dominare i suoi scritti. La sua propaganda contro l'Unione Sovietica si fece sempre più violenta, contraddittoria e stravagante. Parlava incessantemente della propria “giustezza di fronte alla storia”. Gli attacchi a Josef Stalin persero ogni parvenza di ragione. Scrisse articoli in cui dichiarava che il leader sovietico traeva un piacere sadico nel “soffiare fumo” in faccia ai neonati. Il divorante odio personale nei confronti di Stalin divenne sempre più la forza dominante nella vita di Trockij. Incaricò i suoi segretari di lavorare a una monumentale e calunniosa Vita di Stalin. Nel 1939 Trockij era in contatto con la Commissione Congressuale guidata dal deputato texano Martin Dies. La Commissione, formata per investigare le attività antiamericane, era diventata un ricettacolo di propaganda antisovietica. Trockij fu avvicinato da agenti della Commissione e invitato a deporre come “testimone esperto” delle minacce di Mosca. L'8 dicembre 1939 il New York Times pubblicò una sua dichiarazione in cui definiva un suo dovere politico collaborare con Dies. Piani per un viaggio di Trockij negli Stati Uniti vennero discussi, m il progetto non si realizzò...»
Occorre aver presenti questi elementi per capire il motivo che spinse Stalin a decretare la condanna a morte di Trockij per mano dell'agente Ramon Mercader. L'URSS non poteva continuare a permettersi di avere nemici interni oltre a quelli esterni. Giusto o sbagliato che fosse, questa è la Storia. Alla luce degli sviluppi successivi ognuno ne potrà trarre le conclusioni che ritiene più opportune.
23. L. Martens, Stalin, cit., p. 257.
24. M. Sayers & A. E. Kahn, La grande congiura, cit., cap. 21.