25 Settembre 2020

1.3. LA COSTRUZIONE DEL TOTALITARISMO E L'ESPANSIONISMO IMPERIALISTA

«Quando i nazisti presero i comunisti,
io non dissi nulla
perché non ero comunista.
Quando rinchiusero i socialdemocratici
io non dissi nulla
perché non ero socialdemocratico.
Quando presero i sindacalisti,
io non dissi nulla
perché non ero sindacalista.
Poi presero gli ebrei,
e io non dissi nulla
perché non ero ebreo.
Poi vennero a prendere me.
E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa»
.
(Emil Martin Niemöller)4
Il 27 febbraio 1933 scoppia un devastante incendio presso la sede del Reichstag. I nazisti, alla ricerca di un pretesto per bandire una crociata anti-bolscevica e rendere illegali i partiti della sinistra, incolpano dell'accaduto i comunisti, arrestando i dirigenti del KPD, chiudendone le sedi e vietandone le manifestazioni. In un clima di terrore e repressione, il 5 marzo 1933 il Partito Nazista ottiene il 43,9% dei suffragi, i suoi alleati tedesco-nazionali l'8%. In pochi mesi si costruisce il perfetto totalitarismo nazista. Sono conferiti pieni poteri al potere esecutivo, cioè a Hitler, che inizia così lo smantellamento del sistema repubblicano. Poi vengono repressi i socialdemocratici (SPD) e i sindacati liberi, via via tutti gli altri. Già dal luglio del 1933 rimane legale solo il Partito Nazista. Viene instaurato un nuovo sistema elettorale plebiscitario simile a quello del fascismo italiano. Eliminati i settori più radicali del movimento nazista (le SA di Rohm), il braccio armato è d'ora in avanti costituito dalle SS, meno ideologizzate e più fedeli ciecamente a Hitler, più che al regime. Nel '34 muore di vecchiaia il Presidente della Repubblica Hindenburg, il che consente a Hitler di riunire tutti i poteri su di sé e dichiarare la fondazione del Terzo Reich.
Tra i primi atti politici di rilievo c'è un Concordato con la Chiesa (che non scomunicherà mai formalmente l'ideologia nazista), l'instaurazione di un apparato repressivo spietato che prevede il lager per oppositori politici e “sgraditi” di ogni tipo (zingari, omosessuali, minoranze, portatori di handicap, ecc.). Nel 1935 vengono emanate le leggi razziali di Norimberga, rivolte principalmente contro gli ebrei. La ripresa economica viene attuata con un processo di militarizzazione dell'industria e dei luoghi di lavoro, dove i lavoratori sono tenuti all'obbedienza assoluta. Vengono imposti ritmi asfissianti e tutta l'economia è messa al servizio della ricostruzione di un esercito all'avanguardia e di una complessiva politica di riarmo. Nel 1936 nasce il primo Asse Roma-Berlino che si concretizza in aiuti economici ma soprattutto in un'alleanza ideologica e politico-militare all'insegna della partecipazione italo-tedesca alla guerra civile di Spagna con aiuti militari a Franco. Del 1937 è il Patto Anti-Comintern (con Italia e Giappone), ossia rivolto esplicitamente contro l'URSS e i comunisti; del maggio 1939 è il Patto d'Acciaio che rafforza ulteriormente l'alleanza strategica tra Fascismo italiano e Nazismo tedesco. Francia e Gran Bretagna conducono una politica di “non-intervento” (formalmente di «appeasement»), ufficialmente per paura di una nuova guerra mondiale. Intanto l'espansionismo italo-tedesco si esplicita chiaramente: nel marzo 1938 la Germania annette l'Austria. Scoppia la questione dei “Sudeti” (le minoranze di tedeschi viventi in Cecoslovacchia in zone di confine con la Germania) che diventa il pretesto per la Conferenza di Monaco (settembre 1938), con cui inglesi e francesi danno il via libera a Hitler per l'annessione dei territori di confine rivendicati. Nel marzo 1939 la Germania occupa tutta la Boemia in violazione degli accordi appena sottoscritti, ma nessuna seria reazione viene messa in campo dagli anglo-francesi. Nell'aprile 1939 l'Italia occupa l'Albania mostrando una chiara volontà espansionistica nei Balcani, verso est. Hitler rivendica ora la Polonia. Ma dopo la Polonia c'è solo l'URSS... e il PCUS lo sa bene. Il resto è la storia della seconda guerra mondiale e dell'Olocausto, che sono costati più di 50 milioni di morti all'umanità.5
4. Emil Martin Niemöller (Lippstadt, 14 gennaio 1892 – Wiesbaden, 6 marzo 1984) è stato un teologo e pastore protestante tedesco, oppositore del nazismo. Nel 1937 fu arrestato dalla Gestapo su diretto ordine di Hitler, infuriato per un suo sermone. Rimase per otto anni prigioniero in vari campi di concentramento nazisti, tra i quali Sachsenhausen e Dachau, finché non venne liberato. Sopravvisse per diventare il portavoce della piena riconciliazione della popolazione tedesca dopo la seconda guerra mondiale. Nei paesi di lingua spagnola la poesia – già propagandata ampiamente da attivisti sociali negli Stati Uniti almeno dagli anni sessanta in sostegno dei diritti civili e in opposizione alla Guerra del Vietnam - è stata spesso erroneamente attribuita a Bertolt Brecht sin dagli anni Settanta. Ma il drammaturgo ne cambiò solo la parte iniziale. Brecht iniziava con il passaggio sui rom: «Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano». E prosegue con gli ebrei, gli omosessuali e i comunisti. Ironicamente, quando il poema fu declamato negli Stati Uniti nel 1950, la prima strofa che si riferiva ai comunisti era spesso omessa, probabilmente per via della nascita del Maccartismo e della Paura rossa. A riguardo si vd Wikipedia, Martin Niemöller, e Prima vennero....
5. Vd nota paragrafo 1. Breve Storia del Nazismo.