27 Ottobre 2021

1.4. LA CONDIZIONE DELLE DONNE SOTTO IL SOCIALISMO...

Cerchiamo ora di conoscere la condizione delle donne nei paesi dell'Europa orientale.
È noto il punto di vista anti-patriarcale del marxismo. Vediamo come sia stato applicato in confronto prospettico tra le società socialiste di tipo “sovietico” e le società capitalistiche occidentali. Secondo Cristina Carpinelli,
«nelle prime, i salari e le pensioni erano sostenuti dalla facilità con cui si poteva accedere ai sussidi e ai benefit sociali. Essi erano distribuiti prevalentemente attraverso il luogo di lavoro. Le pensioni, gli assegni familiari, la salute, l’istruzione, la casa, la cultura e il tempo libero, le vacanze e la ricreazione, erano dei diritti da garantire o gratuitamente o a costi minimi. Tali diritti avevano come loro fonte principale di finanziamento le imposte sui profitti delle imprese statali.
L’atteggiamento filantropico di questo sistema paternalistico di stato (lo stato si assumeva molti doveri e responsabilità che, generalmente, nell’economia di mercato sono quelle assunte dalla famiglia) era, tuttavia, speculare al suo aspetto “repressivo”: era obbligatorio lavorare. Gli uomini e le donne erano, dunque, ugualmente “obbligati” a partecipare alla produzione sociale. I tassi di partecipazione femminile al lavoro erano molto simili a quelli degli uomini e attraverso i sussidi e i social benefit le famiglie erano in grado di sostenere i membri non percettori di reddito: bambini, persone malate ed invalide, madri sole con figli appena nati, anziani con la pensione minima ecc. In quest’ottica, il salario era sostanzialmente concepito come strumento per soddisfare i bisogni del singolo individuo e non dell’intero nucleo familiare».19
Le donne nell'Est sono obbligate a lavorare al pari degli uomini, ma sono presenti in qualsiasi settore (primario, secondario, terziario) senza preclusioni o discriminazioni di sorta, venendo pagate in maniera totalmente paritaria rispetto agli uomini, senza la piaga tuttora presente in Occidente del cosiddetto Gender Pay Gap.
Vige insomma un'uguaglianza sostanziale.
19. C. Carpinelli, Donne dell’Est europeo, ICEI (Istituto Cooperazione Economica Internazionale)-Cespi-ong.org, Milano, 2010, p. 7.

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