18 Ottobre 2021

3.12. IL SOSTEGNO INTERNAZIONALISTA (NON CORRISPOSTO) DELL'URSS

«Nonostante la consensuale divisione del mondo in “zone di influenza”, l'URSS non rinunciò mai ai piani di “esportazione” del sistema socialista verso l'Ovest».243
(Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, 2001)
Per capire la portata del sostegno internazionalista dell'URSS al PCI vediamo ora alcuni documenti riportati nelle conclusioni, datate marzo 2001, della Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi. Tale documento è viziato in molti punti da un sostanziale anticomunismo bipartisan, favorito sia dalle forze di “centro-destra” che da quelle di “centro-sinistra”, caratterizzate dalla presenza di ex-comunisti “pentiti” e redenti sulla via di Damasco dalla democrazia capitalistica liberale della Seconda Repubblica. È comunque un documento politico utile per alcune fonti e informazioni che riporta. Che cosa emerge? In primo luogo che fino agli anni '70 rimane costante il rapporto privilegiato tra PCUS e PCI, e che esso si struttura in un cospicuo «finanziamento diretto dal PCUS al PCI (mentre sfugge quasi completamente quello indiretto)», ma anche nel supporto dato dal KGB, sempre concordato con il PCUS e richiesto dagli stessi italiani. La Commissione accetta l'analisi «fatta da Valerio Riva nel suo libro: L'Oro da Mosca Ed. Mondadori 1999, Milano», da cui
«risulta che complessivamente l'URSS ha inviato in Italia qualcosa come 989 miliardi alla valuta annuale di cui 889 al PCI. L'URSS ha investito molto in Italia: circa il 25% di tutto lo stanziamento globale del “Fondo di assistenza internazionale ai partiti e alle organizzazioni operaie e di sinistra” e questo “25%” è molto lontano dalla cifra complessiva costituita da una serie di altre voci (società di import-export, contributi di aziende italiane che lavoravano in URSS, Eni, rendita petrolifera). In alcuni periodi, dopo la morte di Stalin, specie nel corso degli anni Cinquanta, il PCI ha assorbito “addirittura i due terzi di tutto quanto Mosca destinava ad alimentare l'intero movimento comunista nel mondo... Dell'oro di Mosca il PCI è stato, dalla fine della seconda guerra mondiale fino al giorno del crollo definitivo dell'URSS, in assoluto il maggior beneficiario diretto” (pag. 7)».244
Grande scandalo per la borghesia, che ne trae la conclusione di un Partito, il PCI, al servizio di Mosca, senza capire e comprendere invece i legami di collaborazione strategica e gli obblighi derivanti dall'internazionalismo proletario cui si sentiva tenuta l'URSS per ragioni ideologiche. In che cosa consistono i rapporti con il KGB? Secondo la Commissione riguardano la Gladio rossa, ma «in larga parte vanno aldilà di essa e proseguono anche quando questa struttura è stata ridimensionata o “messa in sonno”».
La Commissione, allarmata, afferma quindi di riportare una serie di
«documenti molto significativi che riportiamo testualmente avendoli tratti dall'appendice al libro di Valerio Riva, perché essi rivestono una grande importanza e dimostrano in modo inconfutabile quale fosse il partito caratterizzato da una “doppia lealtà”, che aveva costituito con uno stato straniero strutture clandestine da “doppio Stato”».
Cosa affermano questi documenti trovati a Mosca? Il primo riportato è datato 7 agosto 1967, ed è un “dossier speciale” inviato al CC del PCUS, in cui si legge:
«la direzione del Partito comunista italiano (compagno Longo) si è rivolta al CC del PCUS chiedendo di prestare assistenza per quanto riguarda l'insegnamento ad alcuni tecnici del PCI in URSS di tecniche radiofoniche, di metodi di cospirazione e di sistemi di documentazione e di sistemi di documentazione speciale (vedi telegramma cifrato da Roma, n° speciale 901, del 27 giugno corrente). Attualmente gli amici hanno selezionato, e sono pronti a inviare in URSS, i compagni Antonio Passarella e Ivano Sabatini per un corso di tecniche di radiodiffusione e il compagno Bruno Forti per un corso di tecniche di incisione.
La Sezione internazionale del CC del PCUS riterrebbe possibile soddisfare la richiesta della direzione del PCI e incaricare i comitati per la sicurezza di stato presso il consiglio dei ministri dell'URSS di provvedere all'addestramento dei tecnici del PCI. Le spese di viaggio e di soggiorno in URSS potrebbero essere addebitate al budget di spesa per l'accoglienza di funzionari di partito esteri. La questione è stata concordata con il KGB».
In pratica il PCI, 4 mesi dopo il golpe militare di destra in Grecia, chiede al PCUS di fornire un addestramento speciale da poter utilizzare nel caso in cui qualcosa di simile accada in Italia. Niente più che a scopo difensivo insomma. Una richiesta che viene immediatamente dibattuta nella sede del Politburo e accolta, con delibera segreta del 15 agosto, appena una settimana dopo la richiesta.245 Sulla scia delle prime stragi di Stato, partite dal dicembre 1969, la collaborazione viene intensificata. Un documento del 28 luglio 1970 riservato al CC del PCUS attesta l'avanzamento del progetto riguardante «l'organizzazione in territorio bulgaro di un centro di ritrasmissione per i collegamenti radio clandestini del Partito comunista italiano», con il consenso del Governo bulgaro. Il KGB chiede quindi al PCUS:
«1. autorizzare il KGB a consegnare gratuitamente: cinque stazioni radio “SELENGA” (con il corredo tecnico necessario) al Partito Comunista italiano; due ricevitori “SDVIG-69” con il materiale di ricambio al ministero degli Interni bulgaro;
2. ordinare al Comitato di Stato per i rapporti economici dell'URSS di fornire nel 1970-1971 alla Repubblica popolare bulgara, utilizzando i mezzi del KGB, un radio trasmettitore “KV-15/25” con due dinamo “VT-53” e con i relativi trasformatori.
3. allestire il collegamento in cifra tra gli organismi competenti del PCI e del KGB con l'uso dei mezzi tecnici predisposti per i collegamenti radio con il PCI.
4. autorizzare gli esperti del KGB a prestare l'assistenza necessaria alla messa a punto del sistema di collegamento del PCI tramite il centroradio a Sofia, e così pure a fornire la consulenza e gli aiuti pratici ai tecnici del ministero degli Intemi bulgaro che se ne occupano.
5. raccomandare al CC del PCI di valutare l'opportunità di effettuare corsi di aggiornamento per i marconisti del PCI in considerazioni del fatto che essi sono stati addestrati molto tempo fa (inizio del 1968) e possono pertanto aver dimenticato i metodi operativi applicati ai mezzi radio “flash”».
Un'operazione davvero sovversiva per la Repubblica italiana! Si paragonino queste attività a quelle emerse dagli archivi della CIA e si faccia un confronto, ricordando che questo è quanto di meglio gli anticomunisti sono riusciti a trovare per cercare di screditare l'URSS e i comunisti.[2] In un documento del 21 luglio 1971 compare il nome di Cossutta, diventato quindi dopo Longo il membro di collegamento tra PCI e PCUS. Che cosa chiede Cossutta?
«Il membro della segreteria del PCI, compagno Armando Cossutta, si è rivolto Al CC del PCUS con la richiesta di consegnare alla direzione del PCI cifrari segreti per effettuare collegamenti radio in circostanze d'emergenza». Niente che non vada in continuità con quanto detto finora: i comunisti italiani sono preoccupati per la possibilità di un golpe e si premuniscono per l'eventualità della messa in stato di illegalità del proprio Partito.
Attenzione perché la Commissione tira fuori l'asso dalla manica: «In data 13 dicembre 1972 c'è un importante documento firmato da Armando Cossutta, a nome del PCI, che mette in evidenza in modo molto significativo che i rapporti del PCI con il PCUS e il KGB vanno al di là di relazioni politiche e anche finanziarie». Che cosa sarà mai? Leggiamo:
«Cari compagni, in relazione al lavoro condotto dal compagno Andrea vi preghiamo di fare quanto segue:
1. consegnare a Roma, alla vostra ambasciata, tre radiotrasmettitori dello stesso tipo, utilizzato per l'addestramento dei nostri radiotelegrafisti;
2. far pervenire a Roma materiali necessari per cifrare e decifrare i messaggi;
3. assicurare la preparazione dei materiali per attivare, in caso di necessità, un centro di collegamento con un numero ben preciso di città italiane. Concretamente si tratta di avviare il lavoro di un centro di collegamento tra la direzione del partito in Italia e i radiotrasmettitori all'estero, con la possibilità di ritrasmettere i messaggi alle maggiori città italiane quali Milano, Torino, Genova, Venezia oppure Trieste, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli, Palermo, Cagliari o almeno alle più importanti di esse;
4. provvedere alla realizzazione di mini attrezzature per la soluzione di alcuni problemi essenziali relativi alla confezione dei documenti. Queste attrezzature dovrebbero essere studiate e fabbricate in modo da permettere in caso di estrema necessità (omissis) a tal fine vi comunichiamo alcune nostre idee e progetti di massima. Vi ringraziamo di tutto cuore per la vostra collaborazione fraterna nel quadro della nostra comune lotta internazionalista».247
Chi si fosse aspettato di leggere documenti che provassero la destabilizzazione sovietica o l'ordine sovietico imposto al Partito di avviare un colpo di Stato rimane deluso. Il PCI pone richieste in funzione difensiva e cautelativa, conoscendo ormai bene le modalità con cui sia solito agire l'imperialismo dopo aver gettato la maschera della democrazia liberale. Di fronte alle richieste l'URSS non chiede niente in cambio, non fa critiche o appunti ma risponde positivamente e rapidamente. Alle consuete richieste riguardanti un aiuto tecnico e organizzativo sui “collegamenti radio”, si aggiunge dall'11 maggio 1973 l'assistenza per
«la preparazione di documenti (carte di identità, passaporti e altro) nel caso la situazione politica in Italia dovesse aggravarsi. […] La direzione del PCI chiede, fra l'altro, che vengano consegnati al partito tre radiotrasmettitori, cifrari per i collegamenti radio e mini attrezzature per la preparazione di documenti; chiede inoltre di studiare la questione relativa all'organizzazione all'estero di un centro radio in grado di ritrasmettere alle varie città italiane messaggi cifrati della direzione del partito nel caso questo dovesse passare alla clandestinità».
È tutto scritto nero su bianco, non c'è neanche bisogno di congetturare sul perché di tali richieste, che vengono prontamente accolte dopo essere state concordate e approvate direttamente dal «compagno Ju. V. Andropov». Riportando sempre documenti del KGB vediamo come uguali richieste vengono fatte ancora dal «membro dell'ufficio politico del Partito comunista italiano, compagno Armando Cossutta, a nome della direzione del PCI (compagni Luigi Longo ed Enrico Berlinguer)» il 26 aprile 1974, per avere
«assistenza per questioni speciali. Nel corso delle consultazioni di lavoro svolte a Mosca il compagno Cossutta ha specificato che la direzione del PCI, per agevolare il lavoro del partito nelle condizioni di un forte inasprimento della situazione politica nel paese, chiede di aiutare il PCI nell'addestramento di istruttori e di esperti di collegamenti radio, di cifrari, di tecniche di partito e di tecniche di travestimento e camouflage, nonché nell'elaborazione dei programmi dei collegamenti radio, dei documenti in cifra e nella preparazione di documenti italiani e stranieri per l'uso esterno e interno. In conformità alle delibere del CC del PCUS... negli ultimi anni tre persone (del PCI) hanno seguito in Unione Sovietica un corso di collegamenti radio e cifrari, mentre tre radiotrasmettitori e i cifrari sono stati consegnati ai compagni italiani del 1973. Riterremmo opportuno accettare la richiesta della direzione del PCI e accogliere in Unione Sovietica nel 1974 19 comunisti italiani per un corso di preparazione speciale, di cui sei persone per un corso sui collegamenti radio segreti, sull'utilizzo delle emittenti BR-3U e sull'uso dei cifrari (durata massima tre mesi), 2 istruttori per la preparazione di radiotelegrafisti e di cifratori (durata massima tre mesi), 9 persone per studiare le tecniche di partito (durata massima due mesi) e due persone per studiare le tecniche di travestimento e di camouflage (durata massima due settimane); si dovrebbe inoltre autorizzare l'arrivo a Mosca di un esperto del PCI, per le consultazioni sull'avvio di tipi speciali di radiotrasmissione in ambienti chiusi».248
Cosa risponde il PCUS al KGB? Non solo accoglie tutte le richieste, ma, per firma del Segretario del CC del PCUS, si fa anche carico di tutte le spese del viaggio e del soggiorno.
Uguali le richieste del 30 gennaio 1976, fatte da un altro importante membro del Partito:
«Il membro della direzione e della segreteria del PCI, compagno Ugo Pecchioli su incarico della direzione del PCI (compagno Enrico Berlinguer) si è rivolto al CC del PCUS con la richiesta di assistenza al PCI per quanto riguarda l'addestramento di istruttori radiotelegrafisti, esperti di tecniche di partito, di travestimento e camouflage, di organizzazione di nascondigli segreti nonché assistenza per quanto riguarda la realizzazione di documenti italiani in bianco per uso esterno, queste richieste della direzione del PCI sono motivate dal proposito di garantire al partito la sicurezza in caso di repentino aggravamento della situazione politica nel paese».
Il 1976 è l'anno, come abbiamo visto, in cui la NATO ha pronti progetti di golpe militare nel caso di una vittoria elettorale comunista. La risposta del KGB è di far notare che «negli ultimi anni è stato prestato ai compagni italiani un aiuto permanente nella preparazione di esperti di collegamenti radio e in altre questioni speciali», ma la sostanza rimane di accogliere la domanda di aiuto: «Riterremmo opportuno soddisfare la richiesta della direzione del PCI e accogliere in URSS, durante l'anno 1 976, per un corso di preparazione speciale 7 comunisti italiani».249 I documenti ufficiali “sovversivi” sul rapporto tra PCI e URSS terminano qua.
Perché mai? Cosa accade dopo? È avvenuto lo strappo dall'URSS operato da Berlinguer, che pochi mesi dopo, come abbiamo visto, afferma di preferire la costruzione del socialismo sotto la “protezione” della NATO. Si è cercato di sostenere che la svolta fosse tattica e concordata con l'URSS. Difficile crederlo. Giampaolo Pansa, l'autore dell'intervista, ricorda come Berlinguer abbia scelto consapevolmente di lasciare tale intervista al Corriere e di non farla uscire su L'Unità. Francesco Erbani ha intervistato nel 2000 Pansa:
«“Tatò fece tre copie dell' intervista, una la rimandò a me, un'altra la inviò all'archivio del Partito, un'altra ancora all'Unità. Il giornale del PCI la pubblicò contemporaneamente al Corriere, ma con un titolo più piccolo e più anonimo: Non si governa senza il PCI”. Nascosero la notizia. “Non c'era notizia: l'Unità aveva tagliato domanda e risposta sulla NATO”. Censurarono Berlinguer? “Niente affatto. Chiamai Luca Pavolini, il direttore, e lui mi disse che mai avrebbero potuto fare una cosa del genere.
Fu lo stesso Berlinguer a cassare quelle frasi. Non voleva che su quell'affermazione ci fosse il bollo dell'organo comunista. Era la politica dei due passi avanti e uno indietro”. Quali furono le reazioni? “Berlinguer mi disse che avevamo titolato in modo sensazionalistico”. E nel PCI? “Qualche giorno dopo incontrai Cossutta, che sbottò: 'Questa a Enrico gliela farò pagare'. Testuale”».
Cossutta, il tramite con il PCUS nei primi anni '70, è stato estromesso dalla Segreteria dopo il XIV Congresso del marzo 1975, sostituito nel ruolo di coordinatore della Segreteria da Chiaromonte, della “destra” del Partito (nel 1991 appoggerà la svolta della “Bolognina” e la nascita del PDS).250 Il resto della Segreteria era al corrente preventivamente delle affermazioni di Berlinguer? Di certo niente del genere era emerso nella discussione pubblica del Partito, neanche sulla rivista Rinascita. La svolta viene fatta in nome della via italiana al socialismo e dell'approdo all'eurocomunismo, i cui semi erano già germogliati da tempo. La questione va posta anche nel progressivo distacco con l'URSS e la rottura segue un percorso ben definito le cui tappe principali sono le seguenti:
«2 ottobre '74, Varsavia. Il PCI decide, con jugoslavi e rumeni, di stabilire la pregiudiziale del rifiuto alla funzione guida del PCUS.
12 luglio '75, Roma. Berlinguer […] e Santiago Carrillo, alla guida del partito comunista spagnolo, affermano insieme che il vero socialismo si basa sul più ampio confronto tra tutte le forze politiche, socialiste, socialdemocratiche, cattoliche. Georges Marchais, segretario del PCF, sottoscrive la dichiarazione.
27 febbraio '76, Mosca. Al XXV congresso del PCUS, Berlinguer ribadisce che una società socialista deve garantire il più alto livello di sviluppo di tutte le conquiste democratiche.
11 giugno '76, Roma. L'Italia non deve uscire dalla NATO, dichiara Berlinguer, il Patto Atlantico può essere uno scudo utile per costruire il socialismo nella libertà.
29-30 giugno '76, Berlino Est. Alla Conferenza dei partiti operai d'Europa, Berlinguer dà la sua definizione di eurocomunismo: è l'aspirazione ad un altro tipo di società socialista.
4 novembre '77, Mosca. Si celebra il sessantesimo anniversario della Rivoluzione d'Ottobre. Berlinguer, presente Breznev, afferma che democrazia e pluralismo sono preminenti, al punto da motivare l'abbandono definitivo del concetto di dittatura del proletariato. A Carrillo, presente in aula, non si dà la possibilità di parlare.
12 dicembre '81, Roma. In Polonia, Jaruzelski dichiara lo stato d'assedio e mette fuorilegge il sindacato libero Solidarnosc. La direzione PCI approva un documento di protesta, in cui si definisce esaurita la capacità propulsiva delle società dell'Est. Non è una svolta, scrive sull'Unità Cossutta, ma uno strappo con la nostra tradizione».251
Non stupisce che la Commissione non trovi altri materiali “compromettenti” dei rapporti tra PCI e URSS, perché il 1976 segna l'abbandono sostanziale del movimento comunista internazionale da parte del PCI. La Commissione infatti può solo constatare che il PCUS si relazioni a questo punto con l'area interna al Partito che ha rifiutato la “svolta”, trovando in Cossutta il referente principale. In un documento del 17 gennaio 1983 si parla di
«un'assistenza finanziaria alle forze sane del Partito comunista italiano (Armando Cossutta). Questo ha permesso loro di acquistare il pacchetto nazionale di controllo del Quotidiano del paese Sera, di sostituire il direttore del giornale e alcuni corrispondenti esteri... per poter proseguire la pubblicazione del giornale gli amici stanno facendo ogni sforzo per raccogliere i mezzi a loro disposizione... Nel contempo Armando Cossutta chiede che venga fornito da parte nostra un aiuto urgente... Secondo gli amici un tale aiuto potrebbe essere prestato vendendo loro con un'usuale transazione commerciale in valuta 600.000 tonnellate di petrolio e 150.000 in carburante per motori diesel, ma applicando condizioni di favore... Sarebbe opportuno soddisfare la richiesta sovvenzionata degli amici italiani affinché questi possano ottenere della transazione commerciale circa 4.000.000 di dollari. Boris Ponomarev».
Il rapporto della Commissione prosegue mostrando lo scontro interno al PCI tra la maggioranza antisovietica e la minoranza ortodossa:
«Questo tipo di rapporti con il PCUS e la conseguente conflittualità interna al PCI provocava scontri senza esclusione di colpi fra l'On. Cossutta e gli esponenti ufficiali del PCI, in primo luogo, il Sen. Pecchioli, come è testimoniato dal seguente documento stilato in data 24 agosto 1983:
Ponomarev: a proposito. Quali sono oggi le posizioni di Pecchioli che è al corrente di diverse questioni piuttosto delicate? Cossutta: i segreti li sa mantenere; ma politicamente segue per intero la linea di Berlinguer. Su incarico della direzione tiene contatto con i servizi segreti italiani. E questo gli offre la possibilità di farmi pedinare e di far controllare le mie telefonate”».
Ormai si tratta di due partiti diversi, dei quali uno collabora attivamente con lo Stato borghese arrivando a far pedinare alcuni propri compagni di Partito... Gli ultimi rapporti riportati sono del 16 settembre 1985 e del 26 marzo 1986 e riguardano richieste di soldi di Cossutta, descritto come colui «che sostiene nel suo partito posizioni marxiste-leniniste e internazionaliste», al fine di tenere in piedi il periodico Orizzonti controllato dalla sua area.252 Il fatto che non ci siano ulteriori attestazioni evidenza probabilmente che a quel punto la Segreteria di Gorbacev sia riuscita a stoppare ulteriori richieste, oppure che sia stato lo stesso Cossutta a capire di non avere più possibili alleati neanche a Mosca.
Un personaggio particolare, Armando Cossutta, che negli anni successivi della Seconda Repubblica farà diversi gravi errori, mostrando di aver introiettato anche lui alcuni elementi del “togliattismo” più deteriore, più che una comprensione profonda del marxismo-leninismo. Eppure un personaggio che con i suoi sforzi riesce a radunare un'area non amplissima, ma abbastanza consistente da diventare la base organizzativa portante del futuro Partito della Rifondazione Comunista, il quale riuscirà ad avere un'influenza politica, sociale e culturale, minima se confrontata al PCI, per un quindicennio durante la Seconda Repubblica. Da questa storia si può constatare come l'URSS abbia aiutato continuativamente il PCI anche negli anni in cui già emergeva un netto distacco delle posizioni politiche: il KGB addestrava compagni italiani alla clandestinità in caso di golpe neofascista sponsorizzato dalla NATO, mentre Berlinguer consumava il distacco dall'URSS sentendosi più sicuro proprio sotto l'ombrello della NATO...
Una beffa non da poco per i sovietici, che hanno tentato fino all'ultimo di sostenere le posizioni marxiste-leniniste interne al PCI, nella speranza di invertire il processo.
Senza però riuscirci, finendo anzi essi stessi per consegnarsi al traditore Gorbačev.
243. Parlamento. Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, Decisioni adottate dalla Commissione nella seduta del 22 marzo 2001 in merito alla pubblicazione degli atti e dei documenti prodotti e acquisiti, Doc. XXIII, n° 64, vol. 1, tomo VI, 26 aprile 2001, Legislature.camera.it, p. 280.
244. Ivi, p. 284.
245. Ivi, p. 286.
246. Ivi, p. 287.
247. Ivi, p. 288.
248. Ivi, p. 289.
249. Ivi, p. 290.
250. A. Vittoria, Storia del PCI. 1921-1991, cit., p. 132.
251. Quando a Mosca Berlinguer lanciò la sfida a Breznev, La Repubblica, 15 novembre 1989.
252. Parlamento. Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, Decisioni adottate dalla Commissione nella seduta del 22 marzo 2001 in merito alla pubblicazione degli atti e dei documenti prodotti e acquisiti, cit., p. 292.

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