23 Ottobre 2020

4.10. LENIN E IL MOVIMENTO FEMMINILE

«La donna è soffocata, strangolata, abbruttita, umiliata dalle occupazioni minute della vita domestica che la incatenano alla cucina, alla stanza dei bambini, che disperdono le sue energie in un lavoro improduttivo, faticoso, estenuante». (Vladimir Lenin)33

Il marxismo ortodosso, ed in generale buona parte del socialismo, ha sempre posto grande attenzione alla questione femminile, come abbiamo visto nell'introduzione del volume. Leggiamo i ricordi di Klara Zetkin34 riguardanti le idee di Lenin sull'argomento:

«Il compagno Lenin mi ha spesso parlato della questione femminile. Le riconosceva una grande importanza, poiché il movimento femminile era per lui parte costitutiva e, in certe condizioni, parte del movimento delle masse. È inutile dire che egli considerava la piena eguaglianza sociale della donna come un principio indiscutibile del comunismo. La nostra prima lunga conversazione su questo argomento ebbe luogo nell'autunno del 1920, nel suo grande studio al Cremlino. Lenin era seduto davanti al suo tavolo coperto di libri e di carte, che indicavano il suo genere di occupazione e il suo lavoro, ma senza ostentare “il disordine dei geni”.
Noi dobbiamo assolutamente creare un potente movimento femminile internazionale, fondato su una base teorica netta e precisa, — cominciò dopo avermi salutato. — È chiaro che non può aversi una buona pratica senza teoria marxista. Noi comunisti dobbiamo mantenere su tale questione i nostri principi in tutta la loro chiarezza. Dobbiamo distinguerci nettamente da tutti gli altri partiti. [...]”
Avevo già sentito parlare di quello che ora mi diceva Lenin, e gli espressi la mia meraviglia. Ero entusiasta di tutto quello che le donne russe avevano fatto durante la rivoluzione, di tutto quello che ancora facevano per difenderla e per aiutarla a svilupparsi. Quanto alla posizione e all'attività delle donne nel partito bolscevico, mi sembrava che, da questo lato, il partito si mostrasse all'altezza del suo compito. Solo il partito bolscevico dà quadri sperimentati, preparati al movimento femminile comunista internazionale e, nello stesso tempo, serve da grande esempio storico.
Esatto, esattissimo — osservò Lenin con un leggero sorriso. — A Pietroburgo, a Mosca, nelle città e nei centri industriali, il comportamento delle donne proletarie durante la rivoluzione fu superbo. Senza di loro, molto probabilmente non avremmo vinto. Questa è la mia opinione. Di quale coraggio hanno dato prova, e quale coraggio mostrano ancora oggi! Immaginatevi tutte le sofferenze e le privazioni che sopportano... Ma resistono bene, non si piegano, perché difendono i soviet, perché vogliono la libertà e il comunismo. Si, le nostre operaie sono magnifiche, sono delle vere combattenti di classe. Esse meritano la nostra ammirazione e il nostro affetto. Ma non dovete dimenticare che persino le signore della 'democrazia costituzionale' di Pietrogrado lottarono contro di noi con maggior coraggio degli allievi dell'Accademia militare. Si, noi abbiamo nel nostro partito compagne sicure, capaci e instancabili. Possiamo affidare loro posti importanti nei soviet, nei comitati esecutivi, nei commissariati del popolo, nell'amministrazione. Molte di esse lavorano giorno e notte nel partito, o tra le masse proletarie e contadine, o nell'esercito rosso. Tutto ciò è preziosissimo per noi. Ed è importante per le donne del mondo intero, poiché testimonia delle capacità delle donne e dell'alto valore che il loro lavoro ha per la società. La prima dittatura del proletariato apre veramente la strada verso la completa eguaglianza sociale della donna. Sradica più pregiudizi essa che non le montagne di scritti sull'eguaglianza femminile. E malgrado tutto ciò, noi non abbiamo ancora un movimento femminile comunista internazionale. Ma ad ogni costo bisogna arrivare a formarlo. Dobbiamo procedere subito alla sua organizzazione. Senza questo movimento, il lavoro della nostra Internazionale e delle sue sezioni sarà e rimarrà incompleto”.»

Di seguito invece un articolo di Lenin uscito il 192035:
«Compagne, le elezioni al Soviet di Mosca dimostrano che il partito comunista si afferma sempre di più in seno alla classe operaia. Le operaie devono partecipare in maggior numero alle elezioni. Primo e unico al mondo, il potere dei Soviet ha abolito completamente tutte le vecchie leggi borghesi, le leggi vergognose che ponevano la donna in uno stato d'inferiorità rispetto all'uomo, che all'uomo, tanto per citare un esempio, riconoscevano una posizione di privilegio nella sfera del diritto matrimoniale o dei rapporti con i figli. Primo e unico al mondo, il potere dei Soviet, in quanto potere dei lavoratori, ha abolito tutti quei vantaggi che, originati dalla proprietà, tuttora vengono attribuiti all'uomo dal diritto familiare anche nelle repubbliche borghesi più democratiche. Dove esistono grandi proprietari fondiari, capitalisti e commercianti, non può esistere l'uguaglianza tra uomo e donna, nemmeno di fronte alla legge. Dove non esistono grandi proprietari fondiari, capitalisti e commercianti, dove il potere dei lavoratori edifica una nuova vita senza questi sfruttatori, esiste l'eguaglianza di fronte alla legge tra uomo e donna. Ma non basta. L'eguaglianza di fronte alla legge non è ancora l'eguaglianza nella vita. Ci occorre che l'operaia conquisti l'eguaglianza con l'operaio non soltanto di fronte alla legge, ma anche nella vita. Per questo le operaie debbono partecipare in misura sempre maggiore alla gestione delle imprese pubbliche e all'Amministrazione dello Stato. Le donne faranno presto il loro tirocinio nell'amministrazione e saranno all'altezza degli uomini. Eleggete dunque al Soviet un maggior numero di operaie, sia comuniste sia senza partito. Purché un'operaia sia onesta, coscienziosa nel suo lavoro, che importa se non appartiene al partito? Eleggetela al Soviet di Mosca! Più operaie al Soviet di Mosca! Dimostri il proletariato moscovita che è disposto a tutto e fa di tutto per lottare fino alla vittoria contro la vecchia ineguaglianza, contro il vecchio, borghese, avvilimento della donna. Il proletariato non raggiungerà una completa emancipazione se non sarà prima conquistata una completa libertà per le donne».
33. Citato in F. Navailh, Il modello sovietico, cit., pp. 277-278.
34. C. Zetkin, Lenin e il movimento femminile, 1925, trascritto e riportato nell'aprile 2008 sul sito: http://www.marxists.org/italiano/zetkin/lenin.htm.
35. V. Lenin, Alle Operaie, Pravda, n° 40, 22 febbraio 1920.