15 Luglio 2020

4.2. LE PRIME DECISIONI

«L'esistenza di questo programma aiuta a capire come sia stato possibile avanzare così tanto e così rapidamente. Il primo stato socialista del mondo, fin dai primi giorni di esistenza, abolì tutte le leggi che discriminavano le donne nella famiglia e nella società. Nel 1919, dopo soli due anni, Lenin richiamò l'attenzione che in questo breve periodo di tempo “il potere sovietico, in uno dei paesi più arretrati d'Europa, ha fatto di più per la liberazione della donna e l'uguaglianza con il sesso 'forte' di ciò che è stato fatto in 130 anni sommando tutte le repubbliche progressiste, istruite e 'democratiche' nel mondo”.
In data 8 novembre 1917, il decreto della Pace e della Terra stabilì che l'uso della terra era concesso a tutti i cittadini, senza distinzione di sesso. In data 11 novembre, fu approvato il decreto che sancì otto ore di lavoro giornaliero, con pause per la refezione, un giorno fisso di riposo settimanale, il diritto alle ferie retribuite e il divieto di lavoro al di sotto dei 14 anni. Lo stesso giorno, fu anche approvato il decreto della Sicurezza Sociale, che forniva la protezione per le malattie, per la vecchiaia, il parto, la vedovanza, ecc. Due giorni dopo, la prima ministro donna al mondo assunse la carica di Commissario del Popolo per la Sicurezza Sociale. Il suo nome era Aleksandra Kollontaj e qualche tempo dopo sarebbe diventata anche la prima ambasciatrice donna del mondo (nel 1922, in Svezia). Il 31 dicembre fu approvato il decreto che introdusse il matrimonio civile - che divenne l’unico riconosciuto dalla legge - si legalizzò il divorzio e si concluse la distinzione tra figli legittimi e illegittimi. Nel mese di dicembre 1918, fu pubblicato il Codice del Lavoro. Abolì diverse discriminazioni (fine della restrizione alle professioni basate sul sesso, vietato il licenziamento delle donne in gravidanza e stabilì, tra l’altro, la parità di retribuzione a parità di lavoro) e fornì le condizioni di sostegno alle famiglie che volevano incoraggiare le donne a lavorare ed intervenire socialmente (ostetriche, infermiere ecc.)».24
24. Ibidem.

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