05 Dicembre 2022

07. EL SALVADOR DA FARABUNDO MARTÌ AL FMLN

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Nel contesto dell'espansione imperialista statunitense il Salvador viene occupato nel 1921, tre anni prima dell'Honduras. Come commenta amaramente Pena52, sono anni in cui l'ingerenza yankee è così forte «che la designazione di un presidente honduregno si fece […] a bordo della corazzata statunitense Tacoma». Concentriamoci brevemente sul caso del Salvador. Governato ininterrottamente dai conservatori da metà '800 fino al 1932, è scosso dallo scoppio di una celebre ribellione contadina. Qui entra in scena il mito di Agustín Farabundo Martí Rodríguez (Teotepeque, 5 maggio 1893 – San Salvador, 1º febbraio 1932), per tracciare il quale leggiamo Lertxundi53:
«Il nome di Augusto Farabundo Martí è legato alla lotta contro i governi totalitari, per i diritti dei contadini ed i lavoratori salvadoregni e di altri paesi latinoamericani come Guatemala e Nicaragua. Nato il 5 maggio 1893 nella città di Teotepeque, nel seno di una famiglia di classe media, ebbe l'opportunità di studiare. Essendo universitario, partecipò ad una mobilitazione in appoggio agli studenti guatemaltechi che esigevano la fine della dittatura. Quel gesto gli costò l'espulsione dal Salvador. Trasferitosi in Guatemala, visse da vicino la situazione di precarietà dei lavoratori negli zuccherifici. Lì, fondò il Partito Comunista Centroamericano. I padroni delle piantagioni non gli perdonarono tale intromissione, per cui, dopo essere stato denunciato, si diresse verso il Messico, dove studiò la rivoluzione agraria del 1910. Fu anche segretario di Augusto César Sandino, testimone dei bombardamenti nella selva nicaraguense e delegato del Soccorso Rosso Internazionale in America latina. Durante la sua vita fu deportato in varie occasioni fino a che, il 31 gennaio di 1932, fu arrestato e condannato a morte dal dittatore salvadoregno Maximiliano Hernández Martínez. Il 1 febbraio fu fucilato. Si dice che non volle farsi bendare gli occhi. Anni dopo, le sue idee e la sua traiettoria politica ispirarono la formazione del Fronte Farabundo Martí per la Liberazione Nazionale (FMLN)».
Dopo la rivolta vi saranno solo due governi riformisti: uno che dura 9 mesi nel 1944, un altro nel 1960, dopo un massacro di studenti che spinge un gruppo di ufficiali di grado inferiore ad intervenire con un golpe «mirato a ottenere importanti riforme sociali e politiche, ma il nuovo governo durò solo tre mesi prima di essere rovesciato da un'azione dell'opposizione nella quale […] erano immischiati gli Stati Uniti». Il risultato è un paese in cui «per cinquant'anni le stesse persone hanno avuto tutto il potere, tutto il denaro, tutti i posti di lavoro, tutta l'istruzione, tutte le opportunità», per dirla con le parole di José Napoleon Duarte, fondatore del Partito Democratico Cristiano, e Presidente di El Salvador dal 1980 al 1982 e dal 1984 al 1989. Quasi inutile aggiungere che in tutto questo arco di tempo gli USA hanno mantenuto un ferreo controllo del paese grazie all'addestramento della polizia e dell'esercito. Di elezioni non se ne parla se non in casi sporadici (1967) e subito repressi, mettendo all'indice le opposizioni politiche e dando luogo a massacri di massa di fronte alle proteste popolari per le frodi elettorali. Nell'ottobre 1979 gli USA appoggiano un golpe militare contro il loro ex pupillo Carlos Humberto Romero, ormai troppo brutale e inadeguato per mantenere il consenso su un paese che rischia di seguire l'esempio del Nicaragua. Il nuovo governo “riformista”, in cui gli USA sono riusciti a piazzare propri uomini di fiducia, continua a massacrare la popolazione: nel primo mese di governo il computo dei morti è maggiore che nei primi nove mesi dell'anno. «Questa esperienza fu la goccia che fece traboccare il vaso di molti liberali e democratici, oltre a quello degli iscritti del Partito Comunista Salvadoregno che ancora si aggrappavano alla speranza di riforme pacifiche».54 In questi anni emerge anche la figura dell'arcivescovo Oscar Romero, seguace della Teologia della Liberazione che si pone in difesa dei diritti umani del popolo, ma «all’interno della stessa Chiesa salvadoregna molti sacerdoti, intimiditi dal clima di terrore o per ragioni politiche», cominciano «a prendere le distanze da Monsignor Romero» e non esitano «ad attaccarlo con accuse calunniose» che lo dipingono
«come un “incitatore alla lotta di classe” o un “sostenitore di un governo socialista di contadini e operai”. Nel maggio del 1979, a mezzo di una petizione ufficiale, alcuni alti prelati della chiesa locale arriveranno persino a chiedere con urgenza al Sant'Uffizio l’adozione di provvedimenti disciplinari nei confronti del riottoso vescovo di San Salvador».
Oscar Romero viene assassinato dal regime nel marzo 198055. Il 10 ottobre del 1980
«le Forze Popolari di Liberazione “Farabundo Martí”, l'Esercito Rivoluzionario del Popolo, la Resistenza Nazionale ed il Partito Comunista Salvadoregno decisero di unire le proprie forze per accorpare i numerosi movimenti di sinistra e rivoluzionari. La guerra entrava in una fase di recrudescenza e l'intervento degli Stati Uniti era sempre più intenso, questi fattori richiesero quindi un'unità di azione. Nel dicembre di quell'anno si aggiunse anche il Partito Rivoluzionario dei Lavoratori Centroamericani. Furono tempi di lotta clandestina e di un cruento conflitto che provocò 75.000 morti, 8.000 desaparecidos, 12.000 invalidi e più di mezzo milione di profughi, secondo le organizzazioni umanitarie. Gli Accordi di pace e la legalizzazione del FMLN arrivarono nel 1992. Benché la firma della legalizzazione del partito fosse del 1° di settembre, la Corte suprema elettorale non ammise la sua registrazione legale fino al 14 dicembre, un giorno prima della dichiarazione formale della fine del conflitto armato».56
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Per tutti gli anni '80 il regime è sostenuto dagli USA di Reagan con ogni mezzo.57 Negli anni successivi alla guerra fredda, pur persistendo violenze e una democrazia molto fragile, il FMLN è diventato un partito che è riuscito ad andare spesso al governo, alternandosi con i conservatori.
Nel 2014, in un incontro tra le delegazioni dei rispettivi partiti, il Fronte Farabundo Martí per la Liberazione Nazionale e il Partito Comunista di Cuba hanno espresso la volontà di continuare a stringere i vincoli d’amicizia.58
Nel 2015 il FMLN ha reclamato l’eliminazione del blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli USA a Cuba. Ha domandato anche la restituzione del territorio di Guantánamo, illegalmente occupato da questa potenza imperialista, localizzato nell’oriente cubano. Inoltre ha reclamato la fine delle trasmissioni illegali di radio e televisione che cercano di sovvertire il processo rivoluzionario in Cuba.59 Grazie al governo del FMLN le autorità di Educazione di El Salvador nel 2016 hanno dichiarato altri 18 municipi liberi dall’analfabetismo, per cui il totale è di 67 comuni in questa condizione, con più di 30.000 persone beneficate.
Il programma nazionale di alfabetizzazione conta sull’appoggio dei consulenti cubani.60
52. P. Pena, Gli interventi statunitensi in America Latina, cit., p. 341.
53. A. Lertxundi, Diventato un partito di governo, il FMLN compie trent’anni, Gara.net-CCDP, 11 ottobre 2010.
54. W. Blum, Il libro nero degli Stati Uniti, cit., pp. 522-525.
55. A. Necciai, Oscar Romero: il sacrificio di un uomo giusto, CCDP, 8 maggio 2008.
56. A. Lertxundi, Diventato un partito di governo, il FMLN compie trent’anni, cit.
57. Si veda a riguardo W. Blum, Il libro nero degli Stati Uniti, cit., pp. 526-546.
58. Redazione Granma, Machado Ventura ha ricevuto il Segretario Generale del FMLN di El Salvador, Granma Internacional, 5 dicembre 2014.
59. Prensa Latina, Il FMLN esige l’eliminazione del blocco degli Stati Uniti, Granma (web), 9 novembre 2015.
60. Prensa Latina, Avanza l’alfabetizzazione in El Salvador, Granma (web), 6 gennaio 2017.

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