29 Settembre 2020

7.2. LIUDMYLA PAVLYCHENKO E LE TIRATRICI SCELTE

Uno dei settori in cui le donne ottengono più successo e sono più considerate è quello dei reparti dei tiratori scelti. Le donne sono apprezzate per la pazienza e la tenacia che sanno infondere in un lavoro difficile e solitario. Fornite di fucili ad alta precisione, le cecchine vengono addestrate in arti militari come il camuffamento, la ricognizione, l'infiltrazione e l'osservazione, diventando particolarmente utili nelle guerre urbane come la grande battaglia di Stalingrado. Si stima che nel complesso le tiratrici scelte russe abbiano, cumulativamente, eliminato l'equivalente di una divisione tedesca.47
Ljudmila Mikhajlina Pavličenko (12 luglio 1916 – 10 ottobre 1974) viene ricordata come la donna-cecchino più formidabile della Storia. Quando Hitler invade l'Unione Sovietica la Pavličenko è una normale studentessa universitaria di scienze storiche. Decide immediatamente di mollare i manuali per arruolarsi e andare a combattere il nemico invasore. Tra le fila dell'Armata Rossa diventa uno dei circa 2000 cecchini donne (500 delle quali sopravvissute alla guerra). La Pavličenko diventa un mito, accumulando 309 nazisti uccisi (la cifra attesta quelli confermati, ma potrebbero essere molti di più, fino a 500) dal suo fucile (tra cui ben 36 cecchini e 100 ufficiali di vario grado), un M1891/30 Mosin-Nagant 7,62 millimetri con un telescopio PE 4x. Nel giugno 1942 viene ferita e il PCUS decide di ritirarla dal fronte. Essendo diventata un simbolo della Resistenza e non volendo rischiare per l'integrità della sua vita si ritiene più utile mandarla in Occidente come ambasciatrice della causa sovietica. Conosce i Roosevelt e viaggia tra Canada e Gran Bretagna. Qui uno dei suoi ricordi del viaggio negli USA e del livello mediocre della stampa locale:
«Sono stupita dalla tipologia di domande fattami dalle giornaliste donne di Washington. Non sanno che c'è una guerra? Mi hanno fatto domande stupide, tipo se posso utilizzare la cipria, il rossetto, lo smalto e se mi arriccio i miei capelli. Un giornalista ha anche criticato la lunghezza della gonna di mia uniforme, dicendo che in America le donne indossano gonne corte e inoltre la mia uniforme mi fa sembrare grassa... Questo mi ha fatto arrabbiare. Indosso la mia uniforme con onore. Ha appuntata sopra l'Ordine di Lenin. È stata coperta di sangue in battaglia. È evidente che con le donne americane ciò che è importante è se indossano biancheria intima di seta sotto le loro uniformi. Ciò che l'uniforme rappresenta, devono ancora impararlo».
Tornata da questi viaggi, ottiene i gradi di Maggiore e l'incarico di istruire le nuove leve di cecchini sovietici, compito che svolge fino alla fine della guerra. Nel 1943 riceve la medaglia d'oro dell'Eroe dell'Unione Sovietica, una delle principali onorificenze attribuite dall'Unione Sovietica; le dedicano perfino un francobollo sovietico. Diventa così famosa che anche in Occidente Woody Guthrie la omaggia scrivendo la canzone Miss Pavličenko. Nonostante gli onori della ribalta quando la guerra finisce la Pavlychenko torna ai suoi studi all'università di Kiev e lavora come storica, continuando l'impegno sociale attraverso l'impegno nel Comitato Sovietico dei Veterani di Guerra.
Sulla Pavličenko è stato realizzato il film Resistance – La battaglia di Sebastopoli.48
47. Le donne combattenti russe 1941-1945, cit.
48. Fonti usate: D. Hiskey, During WWII, Ljudmila Pavličenko sniped a confirmed 309 axis soldiers, including 36 german snipers, Todayifoundout.com, 2 giugno 2012; J. Robinson, Lady Death brought to life, Daily Mail (web), 19 aprile 2017; Wikipedia (en), Ljudmila Pavličenko.