17 Maggio 2022

5.1. I SANDINISTI AL POTERE IN NICARAGUA

Il 19 luglio 1979 il Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale conquista Managua, capitale, e pone fine alla dittatura della famiglia dei Somoza, istruita e armata dagli americani, di cui era fedele ed ubbidiente alleata. Il Frente Sandinista de Liberacion Nacional (FSLN), fondato nel 1961, aveva aggiunto nel 1963 la denominazione sandinista in onore al comandante guerrigliero Augusto César Sandino.
Il Fronte gode di un vastissimo appoggio popolare, soprattutto tra i contadini (che più avevano scontato la repressione degli sgherri di Somoza e il durissimo sfruttamento praticato dalle multinazionali nordamericane), tra gli studenti, gli intellettuali, e molti cristiani della chiesa povera, convinti assertori della teologia di liberazione. L'esasperazione suscitata dalla dittatura di Somoza, basata sul massacro e sul terrore, sullo sfruttamento dei territori e sull'abbandono della popolazione (più del 75% di analfabeti e due terzi della popolazione che guadagna meno di 300 dollari all'anno, mentre Somoza, in esilio di Miami, ha cumulato secondo l'intelligence statunitense circa 900 milioni di dollari), ha negli anni spesso portato a gesti individuali estremi e azioni di rivolta, susseguitisi per i decenni successivi, ampliando il consenso nei confronti dell'organizzazione sandinista; alcuni esempi: la liquidazione dell'odiato generale Perez Vega, caduto nella trappola tesagli dall'avvocatessa militante Nora Astorga; la spettacolare operazione di occupazione del Palazzo Nazionale, con il sequestro di 76 membri del congresso. Il 10 gennaio 1978 Pedro Joaquin Chamorro, editore di uno dei giornali di opposizione al regime, La Prensa, viene assassinato da sicari di Somoza, facendo crescere l'indignazione popolare e preparando il terreno per l'offensiva finale. A seguito di questo omicidio la rivolta popolare dilaga in tutte le città del paese, mentre l'offensiva sandinista parte alla conquista delle campagne. Il presidente USA (Carter) non riesce nell'intento di promuovere dal nulla un'alternativa “moderata” ai sandinisti, facendo proporre all'ultimo momento dalla stampa e dai sindacati controllati dalla CIA la necessità di un nuovo movimento politico: in poco più di un anno la dittatura è rovesciata e il FSLN sale al potere. A questo punto Carter «autorizzò la CIA a offrire un sostegno finanziario e di altro genere agli oppositori» e iniziarono a far «pressioni sui sandinisti affinché includessero nel nuovo governo alcuni personaggi». Si continuò il finanziamento «a organizzazioni non governative e al settore privato, compreso l'American Institute for Free Labor Development, da lungo tempo avamposto della CIA», con l'obiettivo evidente di rinsaldare le posizioni per «rafforzare gli uomini della cosiddetta opposizione moderata e indebolire l'influenza dei paesi socialisti in Nicaragua».
Ogni aiuto militare viene rifiutato. Nel frattempo i sostenitori di Somoza si organizzano come contras per attuare azioni terroristiche contro il governo, impegnato nell'attuazione delle proprie politiche popolari. Questi gli obiettivi da raggiungere: alfabetizzazione di massa, miglioramento del sistema sanitario nazionale, un generale miglioramento delle condizioni di vita della popolazione. Il nuovo governo espropria i beni di Somoza (le sole proprietà agricole corrispondevano a un quarto dell'arativo totale) e le aree non coltivate, ridistribuendo le terre confiscate a circa 60.000 famiglie contadine; nazionalizza le banche private, le compagnie di assicurazione, i settori minerario, forestale e ittico; istituisce una serie di enti pubblici, come l'ENAL (Empresa Nicaragüense del Algodón), la BANANIC (Empresa Nicaragüense del Banano), l'ANAZUCAR (Empresa Nicaragüense del Azúcar), l'ENMAR (Empresa Nicaragüense de Productos del Mar) ecc., per incrementare le principali produzioni e controllare il relativo commercio. Un rapporto di Amnesty International riguardante i primi tre anni della Giunta al potere (1979-1981) giudica la situazione dei diritti dell'uomo in Nicaragua notevolmente migliorata. Nell'agosto 1979 viene emanato lo Statuto dei diritti e garanzia dei nicaraguensi e abolita la pena di morte; è promulgato lo Statuto Fondamentale della Repubblica di Nicaragua, che abolisce la costituzione, la presidenza, il congresso e tutte le corti; si garantisce il pieno rispetto della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, del Patto Internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, del Patto Internazionale sui diritti civili e politici dell’ONU e della Dichiarazione Diritti e Doveri dell’Uomo dell’Organizzazione degli Stati Americani; si sanciscono l'uguaglianza incondizionata di tutti i nicaraguensi, la libertà di coscienza e di religione, di unione e organizzazione politica; vengono sciolti la Guardia Nazionale e gli organi di spionaggio, istituendo al loro posto un Esercito Nazionale composto dai combattenti del FSLN e dagli ufficiali della disciolta Guardia Nazionale che si erano uniti alla lotta per il rovesciamento di Somoza. Lo Statuto precisa inoltre che l'Esercito assume temporaneamente le funzioni di polizia in tutto il paese. Inizia il boicottaggio economico da parte statunitense con le strategie che ormai ben già conosciamo. Quando Reagan sale al potere, condanna «la scalata al potere del Nicaragua dei marxisti-leninisti» e si affretta a trovare ogni mezzo, legale o illegale, per finanziare i contras nella guerriglia.40
40. W. Blum, Il libro nero degli Stati Uniti, cit., pp. 432-452.

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