27 Febbraio 2024

F.11. LEGGE GENERALE DELL’ACCUMULAZIONE CAPITALISTA

«La teoria diventa una forza materiale non appena si impadronisce delle masse».
(Karl Marx, da Per la critica della filosofia del diritto di Hegel)
Marx identifica i fattori che incidono sulla classe lavoratrice. Questa legge afferma che quanto più è grande la ricchezza sociale (grandezza e capacità d’accrescimento del capitale) tanto più grande è la forza-lavoro disoccupata e l’esercito industriale di riserva. La vita dei lavoratori diventa sempre più precaria e sempre più legata al capitale. Viene definito il livello di composizione organica di capitale (co), che è legato al rapporto tra quantità di mezzi di lavoro impiegati (capitale costante, C) e numero di lavoratori addetti (capitale variabile, V): co = C / V
Ovviamente, aziende di settori diversi hanno una composizione organica diversa, ma è possibile ricavare una media che fornisce un’idea della composizione organica esistente in una determinata società. Oggi la legge generale dell’accumulazione viene messa in dubbio a causa della diminuzione in termini assoluti del numero della classe operaia dell’industria (ignorando che i lavoratori salariati aumentano, specie nel settore dei servizi) e del mancato impoverimento dei lavoratori nei paesi “avanzati” (in realtà il salario aumenta meno di quanto aumentano i profitti). La validità della legge è confermata dall’estensione a livello mondiale della divisione della popolazione nelle due classi principali del modo di produzione capitalistico (capitalisti e salariati), l’estensione del lavoro salariato nei paesi avanzati, la riduzione dei settori intermedi (la loro trasformazione in appendici del grande capitale) e l’aumento della polarizzazione sociale, cioè dell’aggravamento delle differenze di classe per cui una minoranza sempre più piccola si arricchisce e una maggioranza si impoverisce.

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