04 Febbraio 2023

F.13. GLOBALIZZAZIONE IMPERIALISTA

globalizzazione-imperialista
«La borghesia ha avuto nella storia una parte sommamente rivoluzionaria. Dove ha raggiunto il dominio, la borghesia ha distrutto tutte le condizioni di vita feudali, patriarcali, idilliache. Ha lacerato spietatamente tutti i variopinti vincoli feudali che legavano l'uomo al suo superiore naturale, e non ha lasciato fra uomo e uomo altro vincolo che il nudo interesse, il freddo “pagamento in contanti”. Ha affogato nell'acqua gelida del calcolo egoistico i sacri brividi dell'esaltazione devota, dell'entusiasmo cavalleresco, della malinconia filistea. Ha disciolto la dignità personale nel valore di scambio e al posto delle innumerevoli libertà patentate e onestamente conquistate, ha messo, unica, la libertà di commercio priva di scrupoli. In una parola: ha messo lo sfruttamento aperto, spudorato, diretto e arido al posto dello sfruttamento mascherato d'illusioni religiose e politiche».
(Karl Marx & Friedrich Engels, da Il Manifesto del Partito Comunista)
Il capitalismo, nel suo stadio monopolista, diventa imperialismo (concetto ripreso successivamente da Lenin). Nell’imperialismo il capitale finanziario (integrazione di capitale industriale e capitale bancario) rappresenta il settore dominante del capitale contemporaneo. L’imperialismo si estende al mondo intero attraverso il colonialismo e le esportazioni di capitali che vanno a creare imprese capitalistiche in paesi o settori non ancora monopolizzati. È questo il motore della formazione di un mercato mondiale, che sfocia nel fenomeno (esploso all’inizio del XXI secolo) della cosiddetta globalizzazione che Marx aveva ampiamente previsto. La fase imperialista del capitalismo è caratterizzata dalla corsa alla spartizione dei mercati esteri e delle materie prime (anche e soprattutto tramite guerre di aggressione). L’intensificarsi degli scambi internazionali, lo sviluppo dei mezzi di comunicazione, della grande industria e della finanza sono le cause del fenomeno della mondializzazione, cioè della costruzione di un mercato unico globale che permette l’affermazione su scala planetaria del modo di produzione capitalistico.

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